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Viaggio on the road in Scozia: itinerario nelle Highlands da Edimburgo

  • Immagine del redattore: Vale
    Vale
  • 24 mar
  • Tempo di lettura: 35 min

Aggiornamento: 19 ore fa

Questo itinerario nelle Highlands della Scozia è pensato per un primo viaggio nella regione, con tempi abbastanza sostenibili e senza giornate infinite passate in macchina.

La Scozia è uno di quei posti con cui non riesco a essere completamente imparziale.

Poi ci sono quei luoghi in cui arrivi e hai la sensazione, difficile da spiegare, di essere nel posto giusto. Per me le Highlands sono così.

Ci sono stata tre volte, due delle quali con un road trip tra le Highlands. E ogni volta succede più o meno la stessa cosa: parti pensando di avere un itinerario abbastanza chiaro e dopo poche ore capisci che la Scozia ha idee leggermente diverse su come dovresti usare il tuo tempo e allora ti lasci trasportare.

Non è solo la bellezza dei paesaggi (che è evidente appena inizi a guidare nelle Highlands) ma proprio il ritmo del viaggio. Il cielo cambia in continuazione. Il vento sposta le nuvole come se qualcuno stesse giocando con il meteo, mentre le strade si allungano tra montagne e colline verdi senza nessuna fretta.

Le distanze nelle Highlands non sono gigantesche sulla mappa, ma il territorio è vasto e le strade spesso sono strette, tortuose e molto più lente di quanto suggerisca Google Maps. Alcune sono single track road con le passing places, e basta un camper davanti per trasformare mezz’ora di guida in un piccolo esercizio di pazienza.

C’è poi un altro dettaglio che la mappa non dice: nelle Highlands è quasi impossibile guidare per due ore senza fermarsi.

Prima o poi compare un lago scurissimo, una valle enorme o un castello in mezzo al nulla, e improvvisamente capisci perché qui le tappe vanno sempre pianificate con un po’ di margine.

Questo itinerario nasce proprio da qui: costruire un viaggio nelle Highlands spettacolare ma realistico, senza passare metà della giornata in macchina.

Nell’esempio che trovi qui sotto ho organizzato il viaggio su sei giorni, che è un buon compromesso per vedere alcune delle zone più spettacolari delle Highlands senza passare tutto il tempo in macchina.

In sei giorni attraversiamo alcuni dei paesaggi più iconici della Scozia: da Edimburgo alle vallate di Glencoe, dal celebre viadotto di Glenfinnan fino all’isola di Skye, per poi tornare verso la costa est tra castelli affacciati sul Mare del Nord.

Non è l’unico modo di visitare la Scozia.

Ma è un itinerario che funziona bene se vuoi vedere le Highlands per la prima volta, con tempi sostenibili e abbastanza spazio per fare la cosa che in Scozia succede più spesso: fermarsi perché il panorama è troppo bello per tirare dritto come se niente fosse.



Fairy Glen, Isola di Skye, Scozia
Fairy Glen, Isola di Skye, Scozia

In questo articolo

Itinerario giorno per giorno

Consigli pratici per il viaggio

Organizzare il budget

Informazioni utili sulla Scozia

Domande frequenti


Road trip nelle Highlands: l’itinerario in breve

  • Durata dell’itinerario: 6 giorni

  • Ideale per: primo viaggio nelle Highlands

  • Tipo di viaggio: road trip nelle Highlands

  • Partenza e arrivo: Edimburgo

  • Distanza totale: circa 700–800 km

  • Tappe principali: Glencoe, Glenfinnan Viaduct, Isola di Skye, Dunnottar Castle

  • Tempo di guida medio: 2–4 ore al giorno

  • Periodo migliore: da maggio a settembre

  • Costo indicativo: 550–650 € a persona

Nei prossimi paragrafi trovi l’itinerario completo giorno per giorno, una mappa del percorso e alcuni consigli pratici per organizzare un road trip nelle Highlands senza trasformarlo in una maratona di chilometri tra una tappa e l’altra.


Quanti giorni servono per viaggiare in Scozia

Una delle prime domande che ci si fa quando si inizia a organizzare un viaggio in Scozia è: quanti giorni servono davvero?

La risposta dipende soprattutto dal tipo di viaggio che vuoi fare. La Scozia infatti non è solo Highlands e road trip: è un paese relativamente piccolo ma molto vario e ci sono diversi modi di esplorarlo.

C’è chi arriva per qualche giorno e si concentra su una sola città, chi organizza un viaggio tra castelli e villaggi storici e chi invece parte per un lungo road trip tra le Highlands.

Io, per esempio, una volta sono stata quattro giorni restando solo a Edimburgo e dintorni (e non mi sono annoiata neanche per un secondo).

In generale, queste sono le durate più comuni per un viaggio in Scozia:

  • 3–4 giorni: perfetti per visitare una città come Edimburgo con calma, magari aggiungendo una gita nei dintorni: Stirling, St Andrews o qualche castello poco lontano.

  • 5–7 giorni: con una settimana si può iniziare a esplorare anche una parte delle Highlands, organizzando un primo road trip che tocchi luoghi iconici come Glencoe o l’isola di Skye.

  • 10 giorni o più: è la durata ideale se vuoi esplorare davvero le Highlands, includendo più regioni e magari arrivando anche nel nord della Scozia.

L’itinerario che trovi in questo articolo è un esempio di road trip nelle Highlands con partenza e ritorno a Edimburgo. Nel caso specifico è organizzato su sei giorni di viaggio ed è concentrato soprattutto sulle Highlands.

Non permette di vedere tutta la Scozia (cosa che in realtà richiederebbe molto più tempo) ma è un ottimo primo assaggio dei paesaggi che rendono questa regione così famosa.

Diciamoci la verità: in Scozia si potrebbe viaggiare per un anno senza stancarsi.


La rappresentazione delle Highlands: campi verdi, una pecorella e l'arcobaleno
La rappresentazione delle Highlands: campi verdi, una pecorella e l'arcobaleno... come si fa a non amare la Scozia?

Documenti e requisiti d’ingresso per la Scozia

Prima di organizzare un viaggio in Scozia conviene controllare anche i requisiti di ingresso nel Regno Unito, che sono cambiati negli ultimi anni dopo la Brexit.

Per i cittadini italiani la buona notizia è che visitare la Scozia è ancora piuttosto semplice, ma ci sono alcune cose da sapere prima di partire.


Passaporto

Per entrare nel Regno Unito è necessario avere un passaporto valido per tutta la durata del soggiornoLa carta d’identità italiana non è più sufficiente per viaggiare nel paese, quindi se stai pianificando un road trip nelle Highlands conviene controllare la scadenza del passaporto con un po’ di anticipo.


Visto

Per viaggi turistici di breve durata non serve alcun visto. I cittadini italiani possono entrare nel Regno Unito come visitatori e restare nel paese fino a sei mesi per turismo.


ETA (autorizzazione elettronica di viaggio)

Negli ultimi anni il Regno Unito ha introdotto un sistema di autorizzazione elettronica chiamato ETA (Electronic Travel Authorisation), simile all’ESTA utilizzato negli Stati Uniti.

L’ETA è un’autorizzazione digitale che va richiesta online prima della partenza e consente di entrare nel paese per turismo o viaggi brevi. La procedura è semplice e richiede solo pochi minuti, ma è comunque consigliabile farla con un po’ di anticipo rispetto alla data del viaggio.

La richiesta può essere completata online tramite l'app che si trova sul sito ufficiale dell'UK Home Office. Prima di iniziare conviene avere a portata di mano il passaporto che userai per il viaggio e una carta per il pagamento della tassa, che attualmente è di circa 20 €.


Assicurazione sanitaria

Nel Regno Unito l’assistenza sanitaria non funziona esattamente come nei paesi dell’Unione Europea. Per questo motivo è sempre una buona idea viaggiare con un’assicurazione sanitaria, soprattutto se si prevede di fare un road trip nelle Highlands o attività all’aperto.

Non è obbligatoria, ma può evitare parecchi problemi in caso di imprevisti durante il viaggio, soprattutto se si prevede di guidare molto o fare escursioni.


Isola di Skye, Scozia
Isola di Skye, Scozia

Quando andare in Scozia: il periodo migliore per un viaggio nelle Highlands

Una delle domande più comuni quando si organizza un viaggio in Scozia riguarda il periodo migliore per partire. La risposta breve è che non esiste una stagione perfetta in assoluto, ma alcune funzionano meglio di altre a seconda del tipo di viaggio che vuoi fare.

Il clima scozzese è notoriamente variabile. Anche in piena estate può capitare di trovare pioggia, vento e temperature piuttosto fresche, mentre in primavera o in autunno non è raro imbattersi in giornate limpide e luminose. La regola più realistica è semplice: in Scozia il meteo cambia in continuazione, un po’ come le scale di Hogwarts, quindi conviene sempre mettere in conto un po’ di tutto.


Estate (giugno – agosto)

L’estate è il periodo più popolare per visitare la Scozia, soprattutto per chi vuole fare un road trip nelle Highlands.

Le giornate sono molto lunghe e questo è uno dei grandi vantaggi di viaggiare qui in estate. A giugno, nelle zone più a nord, il sole tramonta molto tardi e il cielo resta chiaro fino a tardi. Questo significa più tempo per guidare, fermarsi lungo la strada e godersi i paesaggi senza la sensazione di correre contro l’orologio.

Di contro, è anche la stagione più affollata nelle zone più famose, in particolare sull’Isola di Skye e nelle vallate di Glencoe.

Un altro dettaglio da considerare sono i midges, piccoli insetti molto diffusi nelle Highlands durante i mesi più caldi, soprattutto nelle giornate umide e senza vento (l’ultima volta mi hanno sbranata e io ci sono andata a settembre).


Primavera e autunno

La tarda primavera e l’inizio dell’autunno sono spesso considerati periodi molto piacevoli per visitare la Scozia.

Le giornate sono ancora abbastanza lunghe, il numero di visitatori diminuisce e i paesaggi possono essere particolarmente belli, soprattutto in autunno quando le foreste e le vallate iniziano a cambiare colore tingendosi di viola.

Il meteo resta variabile, ma in Scozia è più una caratteristica del luogo che un vero problema stagionale.


Inverno

L’inverno è il periodo meno scelto per un viaggio nelle Highlands, soprattutto per le giornate molto corte e per le condizioni meteo più imprevedibili.

D’altra parte, città come Edimburgo hanno un’atmosfera molto suggestiva nei mesi invernali, soprattutto nel periodo natalizio e durante le celebrazioni di Hogmanay (il capodanno scozzese).


In sintesi

Se l’obiettivo principale è un road trip nelle Highlands, il periodo più semplice da organizzare va da maggio a settembre, quando le giornate sono lunghe e le condizioni di viaggio generalmente più favorevoli.

Se invece il viaggio è più concentrato sulle città o sulle zone centrali della Scozia, quasi ogni periodo dell’anno può funzionare, purché si parta con la giusta aspettativa: in Scozia il meteo fa spesso di testa sua, ma è anche una parte del fascino del viaggio.

Glenfinnan ad agosto 2025
Glenfinnan ad agosto 2025

Midges: i piccoli abitanti delle Highlands

Se stai organizzando un viaggio nelle Highlands tra tarda primavera ed estate, prima o poi incontrerai anche loro: i midges.

Sono minuscoli insetti molto diffusi in Scozia, soprattutto nelle zone umide e nelle giornate senza vento. Non sono pericolosi, ma possono essere sorprendentemente insistenti. Io, per esempio, ho scoperto sulla mia pelle che i loro morsi possono provocare anche piccole reazioni allergiche: niente di grave, ma ci è voluto parecchio tempo prima che tutti i segni sparissero.

Per questo è davvero importante portare con sé un repellente per insetti efficace e usarlo senza troppa parsimonia, soprattutto quando ci si ferma vicino a laghi, fiumi o zone erbose.

Un piccolo dettaglio che molti scoprono solo sul posto è che i midges non si limitano a girare intorno a te: si attaccano ai vestiti. E se sali in macchina senza accorgertene, è molto probabile che vengano via con te. In un certo senso si affezionano. Che bello.


Come organizzare un road trip in Scozia: auto, guida a sinistra e tempi reali

Il modo migliore per esplorare la Scozia (soprattutto le Highlands) è quasi sempre un road trip. Gran parte dei paesaggi più spettacolari si trova lontano dalle grandi città e spesso i mezzi pubblici non arrivano nei punti più panoramici, oppure richiedono tempi molto lunghi.

Per questo motivo molti itinerari, incluso quello che trovi in questo articolo, si basano sull’idea di noleggiare un’auto e muoversi su strada.

La buona notizia è che guidare in Scozia è generalmente semplice e che la patente italiana va più che bene. La meno buona è che ci sono alcune piccole differenze a cui conviene abituarsi.


Guidare a sinistra

La prima cosa da tenere a mente è ovviamente la guida a sinistra. I primi chilometri richiedono sempre un minimo di attenzione, soprattutto nelle rotonde e nelle svolte agli incroci, ma la maggior parte delle persone si abitua molto velocemente.

Fuori dalle città il traffico è spesso scarso e questo rende l’adattamento più facile di quanto si possa immaginare. Dopo un po’ la cosa più difficile diventa ricordarsi di non accendere i tergicristalli ogni volta che vuoi mettere la freccia.


Le single track roads

Nelle Highlands molte strade secondarie sono single track roads, cioè strade a una sola corsia con piccoli spazi laterali chiamati passing places.

Il funzionamento è semplice: quando due veicoli si incontrano, uno dei due si sposta nella piazzola per lasciare passare l’altro. Può sembrare complicato sulla carta, ma nella pratica è molto intuitivo e fa parte dell’esperienza di guidare nelle Highlands. Se la passing place è alla tua sinistra, puoi usarla per far passare l’auto che arriva; se è alla destra dell’altro veicolo, di solito sarà lui a fermarsi.

L’unica cosa davvero importante è non avere fretta e guidare con calma.


I tempi di guida reali

Quando si organizza un itinerario nelle Highlands, uno degli errori più comuni è fidarsi troppo dei tempi indicati dalle mappe.

Le distanze non sono enormi, ma le strade sono spesso strette, panoramiche e ricche di curve (e non è raro trovare qualche pecorella che vorrà proprio leccare il palo dall'altro lato della carreggiata). Tutto questo significa che i tempi di percorrenza possono essere più lunghi di quanto ci si aspetti.

In più c’è un altro dettaglio che quasi nessuna mappa considera: nelle Highlands è molto difficile guidare per ore senza fermarsi. Tra laghi, vallate e punti panoramici, la tentazione di accostare per una foto è praticamente costante.


Un errore comune: itinerari troppo pieni

Proprio per questo motivo conviene evitare itinerari troppo compressi. Sulla carta sembra sempre possibile aggiungere una tappa in più, ma nella realtà il rischio è passare più tempo in macchina che a godersi i paesaggi.

Lasciare un po’ di margine tra una tappa e l’altra è quasi sempre la scelta migliore.

In Scozia capita spesso che i momenti più belli del viaggio siano proprio quelli non pianificati, quando ti fermi lungo la strada perché il panorama merita una pausa.


Si può visitare la Scozia senza auto?

Sì, ma con qualche limite.

Le città principali della Scozia (come Edimburgo, Glasgow, Inverness o Aberdeen) sono ben collegate da treni e autobus, quindi è assolutamente possibile organizzare un viaggio senza auto se l’itinerario è concentrato soprattutto nelle zone urbane.

La situazione cambia però quando si parla di Highlands. Molti dei paesaggi più spettacolari sono difficili da raggiungere con i mezzi pubblici oppure richiedono tempi molto più lunghi.

Per questo motivo noleggiare un’auto resta il modo più semplice e flessibile per esplorare le Highlands. Permette di fermarsi lungo la strada nei punti panoramici, deviare verso piccole vallate e gestire l’itinerario con molta più libertà.

Detto questo, se non vuoi guidare a sinistra esistono anche tour organizzati in partenza da Edimburgo o Glasgow che permettono di visitare alcune delle zone più famose delle Highlands in uno o più giorni.


Tipica strada delle Highlands, qui eravamo vicini a Portree
Tipica strada delle Highlands, qui eravamo vicini a Portree

Itinerario Scozia: road trip nelle Highlands

Questo itinerario è pensato per un primo viaggio nelle Highlands, con tempi abbastanza sostenibili e senza giornate infinite passate in macchina.

In sei giorni si attraversano alcune delle zone più spettacolari della Scozia: dalle città storiche delle Lowlands alle grandi vallate delle Highlands occidentali, fino all’Isola di Skye, una delle regioni più iconiche del paese.

Il viaggio parte da Edimburgo, una delle città più affascinanti del Regno Unito. Da qui il viaggio si dirige gradualmente verso nord e verso ovest. Lungo il percorso si attraversano paesaggi molto diversi tra loro: laghi scuri, vallate enormi, montagne morbide e coste battute dal vento.

Tra le tappe principali dell’itinerario ci sono:

Non è un itinerario pensato per vedere tutto. Le Highlands sono molto più grandi di quanto sembri sulla mappa e richiederebbero settimane per essere esplorate davvero.

Ma è un viaggio che permette di avere un primo assaggio molto completo della Scozia, alternando città storiche, grandi paesaggi e alcune delle strade panoramiche più belle del paese.

Nei paragrafi seguenti trovi l’itinerario giorno per giorno, con le tappe principali e i tempi di visita più realistici.


Mappa dell’itinerario nelle Highlands

Questo road trip attraversa alcune delle zone più spettacolari della Scozia occidentale e delle Highlands, collegando città storiche, vallate iconiche e una delle isole più famose del paese.

Il viaggio parte da Edimburgo e si dirige gradualmente verso nord e verso ovest, entrando nel cuore delle Highlands. Lungo il percorso si attraversano le spettacolari vallate di Glencoe, si raggiunge il celebre Viadotto di Glenfinnan e si prosegue fino all’Isola di Skye, una delle regioni più scenografiche del paese.

Dopo aver esplorato l’isola, l’itinerario rientra verso est attraversando di nuovo le Highlands e prosegue verso la costa orientale, dove il viaggio si conclude tra alcuni castelli affacciati sul mare.

In totale il percorso copre circa 700–800 chilometri, distribuiti in sei giorni di viaggio. Non sono distanze enormi, ma nelle Highlands conviene sempre mettere in conto tempi di guida più lunghi rispetto a quelli indicati dalle mappe.

Qui sotto trovi la mappa completa del road trip nelle Highlands con tutte le tappe principali dell’itinerario.


Mappa itinerario nelle Highlands scozzesi
Mappa itinerario nelle Highlands scozzesi

Riassunto itinerario Scozia in 6 giorni

Per avere una visione rapida del viaggio, ecco come si distribuisce l’itinerario giorno per giorno.

Giorno 1 – Edimburgo → Oban

Ritiro dell’auto e partenza verso le Highlands. Le prime ore servono soprattutto a prendere confidenza con la guida a sinistra e con il fatto che il cervello continuerà a dirti che stai dalla parte sbagliata della strada.

Lungo il percorso il paesaggio cambia gradualmente: le colline diventano più ampie, i laghi iniziano a comparire ovunque e l’atmosfera diventa decisamente più scozzese.

Se hai tempo puoi fare una breve sosta a Loch Lubnaig, prima di proseguire verso Oban, piccola cittadina portuale affacciata sull’Atlantico.


Giorno 2 – Glencoe e Glenfinnan

Una delle giornate più scenografiche dell’itinerario. Si attraversa la spettacolare valle di Glencoe, dove probabilmente ti fermerai più volte del previsto perché ogni curva sembra fatta apposta per una foto.

Da qui puoi deviare nella selvaggia Glen Etive, una delle strade più belle della zona.

Nel pomeriggio si raggiunge il celebre Viadotto di Glenfinnan, il ponte ferroviario reso famoso dai film di Harry Potter (sì, proprio quello del treno).



Giorno 3 – Verso l’Isola di Skye

Si prosegue verso l’Isola di Skye, attraversando alcune delle zone più belle delle Highlands occidentali.

Una volta arrivati sull’isola iniziano le prime tappe panoramiche: Neist Point, Fairy Glen e il ponte di Sligachan, uno di quei posti dove ti fermerai per una foto “veloce” e finirai per restare molto più del previsto.


Giorno 4 – I grandi paesaggi di Skye

Giornata dedicata alla parte settentrionale dell’isola, dove si trovano alcuni dei paesaggi più iconici di Skye: Old Man of Storr, Lealt Falls, Duntulm Castle, Brother’s Point e il paesaggio quasi irreale del Quiraing.

È uno di quei giorni in cui la macchina si usa poco e si scende molto più spesso del previsto.


Giorno 5 – Skye → costa est della Scozia

Ultime tappe sull’isola con le Fairy Pools, poi si rientra sulla terraferma con una sosta al famoso Eilean Donan Castle, probabilmente uno dei castelli più fotografati della Scozia (e sì, anche uno dei più turistici).

Da qui si attraversano di nuovo le Highlands fino alla costa orientale, dove si trova lo spettacolare Dunnottar Castle, arroccato su una scogliera a picco sul mare.


Giorno 6 – Aberdeen → Edimburgo

Ultima giornata di viaggio lungo la costa orientale della Scozia, con rientro verso Edimburgo. A seconda dell’orario del volo puoi fare qualche sosta panoramica lungo il percorso oppure dedicare ancora qualche ora alla capitale prima della partenza.


Se hai qualche giorno in più a disposizione, questo itinerario può essere facilmente adattato anche a un viaggio in Scozia di 7 giorni. Il modo più semplice è aggiungere una notte sull’Isola di Skye oppure dedicare più tempo a Edimburgo, all’inizio o alla fine del viaggio.


Mare del Nord a Stonehaven, Scozia
Mare del Nord a Stonehaven, Scozia

Giorno 1 – Da Edimburgo a Oban

Il viaggio nelle Highlands può iniziare in due modi: dedicare qualche giorno a Edimburgo oppure partire subito verso nord.

Nel mio caso ho scelto la seconda opzione. Dopo l’atterraggio a Edimburgo ho ritirato l’auto direttamente all’aeroporto e sono partita subito verso le Highlands.

È una scelta che funziona molto bene se hai pochi giorni a disposizione, perché permette di entrare quasi subito nel cuore del road trip e anche perché, diciamolo, quando sei atterrato in Scozia la tentazione di partire immediatamente verso le Highlands è piuttosto difficile da ignorare.


Da Edimburgo verso le Highlands

Dall’aeroporto di Edimburgo la strada si dirige verso ovest e nel giro di poco tempo il paesaggio cambia completamente. Le città spariscono, il traffico diminuisce e iniziano ad apparire i primi laghi e le prime colline.

Una delle prime soste piacevoli lungo il percorso è Loch Lubnaig, un lago allungato circondato da montagne verdi dove vale la pena fermarsi qualche minuto per sgranchirsi le gambe e iniziare a respirare davvero l’atmosfera delle Highlands.

Non è una tappa obbligata, ma è uno di quei posti perfetti per spezzare il viaggio verso la costa ovest (e magari prendere un tè caldo al piccolo chiosco che si trova proprio lì).


Arrivo a Oban

Nel tardo pomeriggio si arriva a Oban, una cittadina portuale affacciata sull’Atlantico che viene spesso chiamata la porta delle isole.

È una tappa perfetta per la prima notte del road trip perché spezza bene il viaggio tra Edimburgo e le Highlands occidentali, evitando di passare troppe ore in macchina nel primo giorno.

Il lungomare è pieno di ristoranti di pesce e piccoli pub. Uno dei posti più semplici e famosi è Oban Seafood Hut, una baracca sul porto dove si mangiano frutti di mare freschissimi seduti ai tavoli di legno affacciati sull’acqua. Non è elegante, ma è esattamente il tipo di posto che funziona benissimo dopo una giornata di viaggio.


Kilchurn Castle al tramonto

Prima di rientrare a Oban, una delle soste più scenografiche della zona è Kilchurn Castle, un castello in rovina affacciato sulle rive di Loch Awe.

Il punto panoramico più famoso si trova lungo la strada principale e richiede una breve camminata sull’erba per raggiungere il punto da cui si vede il castello con le montagne sullo sfondo.

Se il meteo collabora (cosa che in Scozia non è mai del tutto garantita) al tramonto il posto diventa particolarmente suggestivo.


Tempo di guida: circa 3 ore

Pernottamento: Oban


Tramonto a Oban sul porto affacciato sull’oceano Atlantico
Tramonto a Oban sul porto affacciato sull’oceano Atlantico

Giorno 2 – Glencoe e il viadotto di Glenfinnan

Il secondo giorno del road trip entra finalmente nel cuore delle Highlands.

Lasciando Oban la strada si dirige verso nord e nel giro di poco tempo il paesaggio diventa sempre più spettacolare: montagne più alte, vallate enormi e laghi scuri che compaiono all’improvviso tra una curva e l’altra.

È uno di quei giorni in cui conviene partire abbastanza presto, perché lungo il percorso ci sono diverse soste panoramiche che meritano di essere fatte con calma e perché in questa zona è praticamente impossibile guidare per mezz’ora senza dire almeno una volta: ok, qui dobbiamo fare una pausa foto.


La valle di Glencoe

La prima grande tappa è la vallata di Glencoe, probabilmente uno dei paesaggi più iconici di tutta la Scozia.

Qui la strada attraversa una valle ampia circondata da montagne scure e molto scenografiche. Anche se non hai intenzione di fare escursioni lunghe, vale assolutamente la pena fermarsi in alcuni dei punti panoramici lungo la strada.

Uno dei più fotografati è quello delle Three Sisters, tre creste montuose che dominano la valle e che si vedono perfettamente dalla strada principale.

Poco più avanti si trova anche il punto chiamato Meeting of the Three Waters, dove diverse cascate scendono dalle montagne creando uno dei panorami più riconoscibili della zona.



La deviazione per Glen Etive

Subito dopo Glencoe c’è una piccola deviazione che vale davvero la pena fare: la strada che entra nella valle di Glen Etive.

È una strada stretta che scende lentamente verso un lago circondato da montagne ed è diventata famosa anche perché è stata utilizzata in alcune scene di un film di James Bond.

Non serve percorrerla tutta: anche i primi chilometri bastano per capire quanto questo posto sia isolato e selvaggio. Se però hai tempo e voglia di guidare un po’, arrivare fino in fondo è ancora meglio.

Piccolo avviso: la strada in alcuni punti è piena di buche piuttosto profonde, quindi conviene guidare con calma per evitare incontri troppo ravvicinati tra l’asfalto scozzese e la carrozzeria dell’auto.


Buachaille Etive Mòr, Glencoe -per fare questa foto ho sfamato una marea di midges
Buachaille Etive Mòr, Glencoe (per fare questa foto ho sfamato una marea di midges)

La strada verso Glenfinnan

Proseguendo verso nord si arriva nella zona di Fort William, ai piedi della montagna più alta del Regno Unito.

Da qui la strada continua verso uno dei luoghi più fotografati della Scozia: il Glenfinnan Viaduct.

Questo viadotto ferroviario in pietra è diventato famosissimo negli ultimi anni perché compare nei film di Harry Potter, quando il treno diretto a Hogwarts attraversa le Highlands.

Se hai visto i film, è uno di quei posti che riconosci immediatamente. Se non li hai visti… probabilmente dopo cinque minuti qui capirai perché metà dei visitatori sta aspettando un treno con la macchina fotografica pronta.


Il treno sul viadotto di Glenfinnan

Uno dei momenti più spettacolari è quando il treno attraversa il viadotto.

Il punto panoramico più famoso si raggiunge con una breve salita a piedi dal parcheggio del visitor centre. Da qui si vede l’intero viadotto curvare tra le colline con il lago sullo sfondo.

Quando il treno arriva e attraversa lentamente il ponte, per qualche minuto l’atmosfera diventa quasi surreale: metà delle persone sta cercando la foto perfetta, l’altra metà probabilmente sta pensando la stessa cosa: tirare fuori una bacchetta e lanciare un disperato Arresto Momentum per far fermare il treno e saltare a bordo direzione Hogwarts.



Loch Eilt

Prima di rientrare verso l’alloggio vale la pena fermarsi anche a Loch Eilt, un piccolo lago lungo la strada circondato da montagne e isolotti.

È uno di quei posti meno famosi ma molto fotogenici. Tra l’altro anche questo lago compare in alcune scene dei film di Harry Potter!


Come organizzare la giornata

Questo è uno dei giorni più ricchi dell’itinerario, ma le distanze non sono enormi.

Il segreto è non avere fretta e fermarsi nei punti panoramici lungo la strada. In molte zone delle Highlands i lay-by lungo la strada saranno i tuoi migliori alleati.


Tempo di guida: circa 3 ore (senza soste)

Pernottamento: zona Fort William / Glenfinnan / Skye a seconda del tuo itinerario


Treno giacobita che passa sul Viadotto di Glenfinnan
Treno giacobita che passa sul Viadotto di Glenfinnan

Giorno 3 – Arrivo sull’Isola di Skye

Il terzo giorno del viaggio è quello in cui si raggiunge finalmente l’Isola di Skye, una delle regioni più spettacolari e selvagge della Scozia.

Dopo aver lasciato la zona di Fort William, la strada continua verso nord attraversando paesaggi sempre più aperti e montuosi. Il trasferimento verso Skye non è lunghissimo, ma è uno dei tratti più panoramici del viaggio.

Quando finalmente si arriva sull’isola, la sensazione è quella di entrare in un luogo un po’ diverso dal resto della Scozia. I paesaggi diventano più drammatici, il vento più presente e le distanze tra un villaggio e l’altro ancora più ampie.

In compenso compaiono anche molte più pecore.

Guidare nelle Highlands richiede una certa diplomazia con loro: non è raro trovarle ferme in mezzo alla strada con l’aria di chi ha tutto il tempo del mondo. In effetti ce l’hanno.


Una piccola deviazione: Skye Weavers

Prima di dirigersi verso le scogliere e i panorami più famosi dell’isola, vale la pena fare una breve deviazione verso Skye Weavers.

È un piccolo laboratorio artigianale dove vengono ancora tessuti a mano i classici tessuti scozzesi. Il posto è semplice e molto autentico: telai in legno, lane colorate e il rumore ritmico del telaio che lavora.

Se ti piacciono le cose fatte a mano è difficile uscire senza comprare qualcosa. Io, per esempio, ho preso una coperta in lana che ora tratto con una cura quasi imbarazzante, più o meno come se fosse un Van Gogh originale.

Non è una tappa indispensabile dell’itinerario, ma è uno di quei posti che raccontano bene il lato più artigianale e quotidiano delle Highlands, lontano dai grandi panorami.


Neist Point

Una delle prime grandi tappe della giornata è Neist Point, uno dei punti panoramici più famosi dell’isola.

Qui la terra finisce improvvisamente in una serie di scogliere altissime che scendono nell’oceano. Dal parcheggio parte un sentiero che scende verso il faro bianco costruito su una lingua di roccia.

La camminata non è lunga, ma bisogna mettere in conto una cosa: il ritorno è tutto in salita, spesso con vento piuttosto forte. È uno di quei posti dove conviene prendersi il tempo di guardarsi intorno e semplicemente godersi il panorama (e magari evitare la visita nei giorni di maltempo).


Fairy Glen

Dopo le scogliere battute dal vento, il paesaggio cambia completamente quando si arriva a Fairy Glen.

Questa piccola valle fatta di colline verdi e formazioni rocciose strane sembra uscita da una fiaba. Il terreno è punteggiato di piccoli rilievi arrotondati e sentieri che salgono tra le colline.

È uno dei luoghi più particolari dell’isola e, personalmente, uno dei miei posti preferiti di tutta la Scozia. Non è enorme e non ha panorami giganteschi come altre zone di Skye, ma ha qualcosa di difficile da spiegare a parole: un’atmosfera magica, quasi sospesa, che rende il posto incredibilmente affascinante.

Non a caso il nome richiama le fate. Guardandosi intorno non è difficile immaginare che da qualche parte tra queste colline possa comparire una creatura incantata.


Sligachan Bridge

Prima di concludere la giornata vale la pena fermarsi anche al Sligachan Old Bridge.

Il ponte in pietra attraversa un piccolo fiume con alle spalle le montagne scure dei Cuillin, uno dei massicci montuosi più spettacolari della Scozia.

È una sosta breve ma molto scenografica, soprattutto se il meteo collabora e le nuvole si muovono velocemente sopra le montagne.


Come organizzare la giornata

Questo è uno dei giorni con più chilometri dell’itinerario, quindi conviene partire presto e non prendersela a male se si salta qualche tappa.

L’Isola di Skye è piena di punti panoramici e piccole deviazioni interessanti, ma il rischio è passare tutta la giornata in macchina. Meglio scegliere alcune tappe principali e lasciare spazio anche alle soste improvvisate lungo la strada.

Sull’isola capita spesso che il panorama migliore sia semplicemente dietro la curva successiva.


Tempo di guida: circa 3–4 ore (senza soste)

Pernottamento: Isola di Skye


Tramonto a Fairy Glen con pecorella di rappresentanza
Tramonto a Fairy Glen con pecorelle di rappresentanza

Giorno 4 – I grandi paesaggi dell’Isola di Skye

Il quarto giorno del road trip è dedicato a una delle zone più spettacolari dell’Isola di Skye: la penisola di Trotternish, nella parte settentrionale dell’isola.

Qui si trovano alcuni dei paesaggi più iconici di tutta la Scozia.

È una giornata con pochi chilometri ma molte fermate. Tra trekking brevi, punti panoramici e deviazioni lungo la costa, la tentazione di scendere dall’auto praticamente a ogni curva è piuttosto forte.


Old Man of Storr

La prima tappa della giornata è uno dei luoghi più iconici dell’isola: Old Man of Storr.

Si tratta di un grande pinnacolo di roccia che si alza sopra le colline verdi con il mare sullo sfondo. È uno dei paesaggi più iconici della Scozia e probabilmente uno dei punti più riconoscibili di tutta Skye.

Una cosa però conviene dirla subito: non è proprio la “breve passeggiata” che spesso si legge online.

Il sentiero è ben segnato e non presenta difficoltà tecniche, ma la salita è abbastanza costante e in alcuni tratti piuttosto ripida. Niente di impossibile, ma conviene mettere in conto un po’ di fiato, scarpe decenti e abbigliamento adeguato (anche perché qui il meteo cambia molto velocemente e non sarebbe strano iniziare con il sole e rientrare con la pioggia).

All’inizio del percorso ci sono due possibili sentieri che poi si ricongiungono più avanti. Uno sale subito in modo più diretto e ripido, mentre l’altro fa una salita più graduale e leggermente più lunga.

Io ho scelto quello più dolce per la salita e quello più diretto per la discesa. Ammetto che nonostante questo durante la salita (soprattutto verso la fine) mi fermavo comunque abbastanza spesso a riprendere fiato.

Ufficialmente per fare foto, ovviamente.

Una volta arrivati in alto, però, il panorama ripaga ampiamente dello sforzo: il pinnacolo di roccia, le colline verdi e il mare sullo sfondo creano uno dei paesaggi più spettacolari di tutta l’isola.


Cima dell'Old Man of Storr
Cima dell'Old Man of Storr

Lealt Falls

Proseguendo lungo la costa si incontra una delle soste panoramiche più semplici ma molto scenografiche: Lealt Falls.

Dal parcheggio si raggiunge in pochi minuti un punto panoramico da cui si vede la cascata scendere verso il mare e sparire tra le scogliere.

È una tappa veloce, ma perfetta per spezzare il viaggio lungo la strada costiera.


Duntulm Castle

Continuando verso nord si arriva alle rovine di Duntulm Castle, un castello costruito su una scogliera a picco sull’oceano.

Qui non troverai sale visitabili o torri restaurate: sono rimaste solo le rovine, ma è proprio questo che rende il posto così suggestivo. Spesso non c’è quasi nessuno e l’atmosfera è molto diversa rispetto ai castelli più turistici della Scozia.

Il castello era una delle roccaforti del Clan MacDonald of Sleat, che controllava questa parte dell’isola e le rotte sul mare circostante.

È uno di quei luoghi dove vale la pena fermarsi qualche minuto semplicemente per guardare il mare, ascoltare il vento che muove l’erba alta e immaginare com’era vivere qui secoli fa. In un certo senso è uno di quei posti che riescono a trasmettere bene l’anima più selvaggia e storica della Scozia.

Un piccolo consiglio pratico: fai attenzione a dove metti i piedi, soprattutto se ha piovuto. Il terreno può diventare scivoloso e vicino alle scogliere è meglio muoversi con un minimo di prudenza.


Brother’s Point

Una delle tappe meno conosciute ma più interessanti della zona è Brother’s Point.

Per raggiungerlo bisogna camminare un po’ lungo un sentiero che attraversa prati e scogliere. Non è un percorso difficile, ma può diventare scivoloso se il terreno è bagnato (in caso di brutto tempo probabilmente lo eviterei).

Il panorama vale la pena: scogliere selvagge, oceano aperto e molte meno persone rispetto ai luoghi più famosi dell’isola.


Quiraing

L’ultima grande tappa della giornata è uno dei paesaggi più incredibili dell’isola: Quiraing.

Qui la strada attraversa un paesaggio quasi surreale fatto di pinnacoli rocciosi, creste frastagliate e colline verdi che sembrano modellate a mano.

Il punto panoramico principale si trova poco sopra la strada e offre già una vista spettacolare sulla zona. Da qui parte anche uno dei trekking più famosi dell’isola, un sentiero che percorre tutta la cresta tra formazioni rocciose e panorami incredibili.

C’è però un piccolo dettaglio da tenere presente: in alcuni punti il sentiero passa vicino a pendii piuttosto ripidi. Se soffri di vertigini potresti non trovarti completamente a tuo agio.

Io, per esempio, sono riuscita a fare solo il primo tratto del percorso, mentre mi aggrappavo piuttosto convintamente alla giacca del mio moroso. La sensazione di vuoto in alcuni punti si fa sentire.

Detto questo, anche restando nella parte iniziale il panorama è già straordinario. È uno di quei posti che riescono a impressionare anche senza percorrere tutto il trekking.

E nonostante la permanenza piuttosto breve, è uno di quei luoghi dove tornerei senza pensarci troppo.


Tempo di guida: circa 2–3 ore (senza soste)

Pernottamento: Isola di Skye

Scorcio del Quiraing
Scorcio del Quiraing

Giorno 5 – Dai paesaggi di Skye ai castelli della costa est

Il quinto giorno del viaggio è quello in cui si lascia l’Isola di Skye per attraversare di nuovo le Highlands e dirigersi verso la costa orientale della Scozia.

È una giornata con diversi chilometri, ma il percorso attraversa paesaggi molto diversi tra loro: dalle montagne di Skye ai grandi spazi delle Highlands fino alle scogliere sull’oceano del nord-est del paese, quindi niente rischio noia!


Fairy Pools

Prima di lasciare l’isola vale la pena fare una deviazione verso le Fairy Pools, una serie di piscine naturali e piccole cascate ai piedi delle montagne dei Cuillin.

Il sentiero che porta alle cascate è abbastanza semplice e attraversa una valle molto aperta. Nei giorni di sole l’acqua assume un colore incredibilmente limpido e il posto diventa uno dei più fotografati di Skye.

Se però il terreno è molto bagnato o piove forte, il sentiero può diventare piuttosto fangoso. In quel caso conviene valutare se fermarsi solo per un breve tratto oppure proseguire verso la tappa successiva.


Eilean Donan Castle

Lasciando Skye e tornando sulla terraferma si incontra uno dei castelli più famosi di tutta la Scozia: Eilean Donan Castle.

Il castello si trova su una piccola isola nel punto in cui si incontrano tre loch ed è collegato alla terraferma da un ponte in pietra.

Anche senza entrare all’interno, il panorama dall’esterno è già spettacolare. È uno di quei luoghi che probabilmente hai già visto in foto decine di volte prima ancora di arrivare in Scozia.

Eilean Donan Castle
Eilean Donan Castle

Rogie Falls

Proseguendo verso est si attraversa una parte delle Highlands meno turistica e più tranquilla.

Una breve sosta interessante lungo il percorso sono le Rogie Falls, una serie di rapide nel fiume Black Water raggiungibili con una breve passeggiata nel bosco.

La passerella sospesa sopra il fiume offre un bel punto panoramico sulle cascate, soprattutto dopo periodi di pioggia quando la portata dell’acqua aumenta.

Se ti apposti sul ponte e aguzzi bene la vista potresti perfino vedere dei salmoni che saltano controcorrente.


Una pausa perfetta: fish and chips sul mare

Prima di arrivare a Dunnottar Castle, vale la pena fare una breve sosta a The Bay Fish & Chips, nel piccolo porto di Stonehaven.

Lo ammetto: non sono una grande fan del fish and chips. Però avevo sentito parlare molto bene di questo posto e, già che eravamo in Scozia, volevo anche far provare al mio moroso uno dei piatti più tipici del paese.

Devo dire che è stata un’ottima decisione. Il pesce è freschissimo, la pastella croccante e il tutto si mangia con vista sul mare, seduti ai tavoli davanti al porto.

C’è solo una cosa a cui prestare attenzione: i gabbiani.

Non sto esagerando. Sono organizzati, determinati e chiaramente molto esperti nel furto di patatine. Se ti distrai un secondo, loro sanno esattamente cosa fare.


Il fish and chips del The Bay Fish & Chips
Il fish and chips del The Bay Fish & Chips

Dunnottar Castle

Prima di arrivare ad Aberdeen vale assolutamente la pena fare una deviazione verso uno dei castelli più spettacolari, nonché il mio castello preferito della Scozia: Dunnottar Castle.

Il castello si trova su un promontorio roccioso circondato dal mare e collegato alla terraferma da un sottile istmo.

Il sentiero che scende verso il castello è abbastanza breve ma include qualche gradino e un po’ di dislivello. La vista dalle scogliere intorno al castello è una delle più incredibili di tutta la Scozia.

È uno di quei posti che sembrano usciti direttamente da un film.


Arrivo ad Aberdeen

La giornata si conclude ad Aberdeen, una città portuale costruita in gran parte con granito grigio che le dà un aspetto molto particolare.

Dopo diversi giorni tra montagne e paesaggi selvaggi, arrivare in una città vera e propria segna un piccolo cambio di atmosfera prima dell’ultima giornata di viaggio.


Tempo di guida: circa 5–6 ore (senza soste)

Pernottamento: Aberdeen


Dunnottar Castle
Dunnottar Castle

Giorno 6 – Ritorno a Edimburgo

L’ultimo giorno del viaggio segna il ritorno verso Edimburgo, dopo diversi giorni passati tra le Highlands e l’Isola di Skye.

Lasciando Aberdeen la strada torna verso sud lungo la costa orientale della Scozia. Dopo tanti paesaggi montani e vallate selvagge, questa parte del viaggio ha un ritmo diverso: più cittadine, più campagna e meno strade isolate.


Dunnottar Castle con la luce del mattino

Prima di lasciare definitivamente la costa vale la pena fare un’ultima sosta a Dunnottar Castle.

Se segui questo itinerario potresti trovarti qui per la seconda volta. Il giorno precedente infatti si arriva nel tardo pomeriggio o verso il tramonto.

Io ho scelto di tornarci anche la mattina successiva. Può sembrare un piccolo lusso di tempo, ma Dunnottar è uno di quei posti che cambiano completamente a seconda della luce.

La sera il castello appare più drammatico, con le scogliere scure e il mare che riflette le ultime luci del giorno. La mattina invece tutto è più chiaro: il verde delle scogliere, il mare del Nord e le rovine del castello si vedono con una nitidezza completamente diversa.

E sì, lo ammetto: mi piace talmente tanto questo posto che volevo vederlo in entrambe le versioni.


Rientro a Edimburgo

La strada porta di nuovo verso Edimburgo, ultima tappa del road trip.

Le montagne e le strade isolate delle Highlands lasciano spazio alle vie acciottolate della capitale. La macchina si riconsegna e il viaggio continua a piedi.


Ultime ore in città

Se hai qualche ora a disposizione prima della partenza, Edimburgo offre diverse possibilità interessanti.

Puoi passeggiare tra le strade della Old Town, esplorare negozi curiosi come Museum Context oppure salire su Calton Hill, uno dei punti panoramici più belli sulla città.

Un’altra zona piacevole è Victoria Street, una strada colorata e molto fotografata nel cuore del centro storico.


Un’ultima birra prima di partire

Per chiudere il viaggio nel modo più scozzese possibile, una buona idea è fermarsi al The White Hart Inn, uno dei pub storici di Edimburgo.

Qui si mangia qualcosa di semplice, si ordina una birra e si inizia a fare quello che succede sempre alla fine di un road trip: ripercorrere mentalmente tutte le tappe del viaggio, dalle strade delle Highlands ai panorami dell’Isola di Skye (che a me già mancavano).

La sera in cui siamo passati noi c’era anche musica dal vivo, con il pub pieno e l’atmosfera decisamente allegra. Uno di quei posti dove finisci per restare più del previsto, tra una birra, qualche risata e la sensazione che il viaggio stia davvero arrivando alla fine.

Dopo giorni passati tra montagne, laghi e castelli, sedersi in un pub storico nel cuore di Edimburgo con un po’ di musica in sottofondo è probabilmente uno dei modi migliori per salutare la Scozia.


Tempo di guida: circa 3 ore

Pernottamento: Edimburgo (oppure partenza)


Vista su Royal Mile di Edimburgo
Vista su Royal Mile di Edimburgo

Distanze e tempi di guida di questo itinerario

Questo itinerario in Scozia copre circa 700–800 km in totale. Le distanze giornaliere non sono enormi, ma nelle Highlands i tempi di guida possono essere più lunghi di quanto sembri sulla mappa.

Indicativamente, i tempi di guida sono più o meno questi:

  • Edimburgo → Oban: circa 3–3,5 ore

  • zona Glencoe – Glenfinnan: circa 2–3 ore distribuite nella giornata

  • verso l’Isola di Skye: circa 4 ore

  • esplorazione di Skye: 2–3 ore di guida durante la giornata

  • Skye → costa est: circa 5–6 ore

  • Aberdeen → Edimburgo: circa 2,5–3 ore

In Scozia conviene sempre considerare un po’ di margine in più. Tra strade panoramiche, single track road e soste fotografiche improvvisate, è molto facile fermarsi più spesso del previsto.

E, a dire la verità, è anche parte del bello di un road trip nelle Highlands.


Dove dormire sull’Isola di Skye

Sull’Isola di Skye gli alloggi sono abbastanza sparsi e le distanze non sono sempre brevissime, quindi conviene scegliere una base abbastanza centrale per esplorare l’isola.

Molti viaggiatori dormono a Portree, il villaggio principale, che è una buona base per raggiungere gran parte delle attrazioni dell’isola.

Io invece ho dormito a Heronfield, una piccola struttura a pochi minuti da Portree. È stata una scelta molto pratica: posizione comoda, posto tranquillo e, soprattutto, uno degli alloggi più economici che sono riuscita a trovare.

Vale la pena dirlo chiaramente: Skye non è una destinazione economica, soprattutto nei mesi estivi. Gli alloggi si riempiono in fretta e i prezzi possono salire parecchio, quindi conviene prenotare con un po’ di anticipo.


Quanto tempo serve per visitare l’Isola di Skye

I paesaggi dell'Isola di Skye sono così spettacolari che verrebbe voglia di fermarsi praticamente ovunque.

Per vedere le tappe principali (Old Man of Storr, Quiraing, Neist Point e alcune zone della costa) due giorni pieni sono un buon compromesso.

Con un solo giorno si riesce comunque a vedere qualcosa, ma bisogna correre parecchio e limitarsi ai punti più famosi. Con tre giorni invece si può esplorare l’isola con più calma, fermarsi più spesso lungo la strada e magari includere anche qualche trekking più lungo.

In realtà poi è uno di quei posti dove più tempo hai e meglio è, c'è tanto da esplorare e poterlo fare con calma è la cosa migliore.


Highlands e Lowlands: le due anime della Scozia

Quando si parla di Scozia, spesso si citano subito le Highlands. In realtà il paese è diviso storicamente in due grandi regioni: Highlands e Lowlands.

La linea di confine attraversa la Scozia più o meno da ovest a est e segue una fascia geografica chiamata Highland Boundary Fault, una frattura geologica che separa due territori molto diversi tra loro.

A nord e a ovest si estendono le Highlands, la parte più montuosa e selvaggia del paese. Qui il paesaggio è fatto di vallate immense, laghi scuri (i famosi loch), montagne arrotondate e coste frastagliate. È la Scozia dei grandi spazi e dei road trip tra panorami spettacolari.

A sud di questa linea si trovano invece le Lowlands, dove il territorio diventa più dolce e urbanizzato. Qui si trovano alcune delle città più importanti del paese, come Edimburgo e Glasgow, insieme a castelli storici, cittadine universitarie e campagne coltivate.

Per molti viaggiatori il primo incontro con la Scozia avviene proprio nelle Lowlands, prima di dirigersi verso nord. È anche il motivo per cui tanti road trip nelle Highlands partono da Edimburgo: nel giro di poche ore si passa da una città elegante e storica a paesaggi completamente diversi.

Ed è proprio questo contrasto tra città storiche, campagne verdi e territori selvaggi che rende la Scozia così affascinante da esplorare.


Parcheggi nelle Highlands: cosa sapere

Nelle Highlands la maggior parte delle principali attrazioni ha un parcheggio dedicato nelle vicinanze, spesso gestito dal National Trust for Scotland o da enti locali.

In molti casi il parcheggio è a pagamento, con tariffe che di solito si aggirano tra le 2 e le 5 sterline per qualche ora. Il pagamento avviene tramite parchimetro oppure tramite app.

Nei luoghi più famosi dell’Isola di Skye nelle ore centrali della giornata può essere più difficile trovare posto, soprattutto in estate. Se possibile conviene arrivare la mattina presto oppure nel tardo pomeriggio, quando c’è meno affluenza.

Vale la pena portare sempre con sé qualche moneta oppure verificare prima se il parcheggio accetta pagamenti con carta o app: non tutti i parchimetri nelle Highlands funzionano allo stesso modo.

Nelle zone più remote delle Highlands invece succede spesso l’opposto: chilometri di strada panoramica senza praticamente nessuno in giro. A parte qualche pecora ovviamente.


Pecore sulle strade delle Highlands

Un piccolo dettaglio che spesso sorprende chi visita le Highlands per la prima volta: le pecore.

In molte zone rurali della Scozia, soprattutto sulle strade secondarie e sull’Isola di Skye, non è affatto raro trovarle tranquillamente in mezzo alla carreggiata. A volte stanno pascolando sul bordo della strada, altre volte sembrano semplicemente essersi fermate lì a osservare il panorama.

In questi casi la regola è molto semplice: rallentare e avere un po’ di pazienza. Le pecore, nella gerarchia delle Highlands, sembrano avere la precedenza su tutto il resto. E in effetti ce l’hanno.

Di solito basta avvicinarsi lentamente e aspettare qualche minuto perché decidano di spostarsi con calma. Il clacson non è particolarmente efficace: spesso ti guardano con l’aria di chi non ha nessuna fretta.

È una di quelle piccole situazioni che all’inizio possono sorprendere, ma che dopo qualche giorno diventano parte normale del viaggio. E in fondo è anche uno dei segnali più chiari che sei davvero entrato nel cuore delle Highlands.


Pecorelle a bordo strada, sono troppo troppo troppo belle
Pecorelle a bordo strada, sono troppo troppo troppo belle

Quanto costa un road trip in Scozia

Una delle domande più comuni quando si organizza un viaggio in Scozia riguarda il budget.

In media, un road trip nelle Highlands di 6 giorni può costare tra 550 e 650 € a persona, includendo alloggi, auto, carburante e pasti.

La buona notizia è che non è necessariamente un viaggio costoso, soprattutto se si prenotano gli alloggi con un po’ di anticipo e si evitano le località più turistiche.

Nel nostro caso, per questo itinerario di 6 giorni nelle Highlands, i costi sono stati più o meno questi.


Trasporti

  • Volo: circa 85 € a persona

  • Noleggio auto per 6 giorni: 300 €

  • Parcheggi vari: 31 €


Alloggi (camera doppia)

  • Oban: 65 €

  • Glenfinnan: 95 € con colazione

  • Heronfield (2 notti): 155 €

  • Aberdeen: 54 €


Altri costi

  • Deposito zaini a Edimburgo: 8 €


In totale il viaggio è costato circa 793 € in due, cioè poco meno di 400 € a persona, esclusi carburante e pasti.

Considerando anche benzina e cibo, un road trip di questo tipo nelle Highlands può costare indicativamente tra i 550 e i 650 € a persona per sei giorni, a seconda della stagione e del tipo di alloggio scelto.


Un piccolo trucco per spendere meno

Un modo semplice per tenere sotto controllo il budget è non dormire sempre nelle località più famose, come Portree sull’Isola di Skye o Fort William.

Sono posti molto richiesti e i prezzi degli alloggi possono salire parecchio, soprattutto in estate.

Spesso basta spostarsi anche solo di pochi chilometri per trovare guesthouse o B&B molto più economici e altrettanto piacevoli. In Scozia le distanze non sono enormi, quindi dormire in un villaggio vicino invece che nel centro più turistico raramente cambia davvero l’organizzazione del viaggio, ma può fare una bella differenza sul costo finale.

Il costo complessivo di un road trip in Scozia dipende molto dalla stagione, dal tipo di alloggio e da quanto si prenota in anticipo.


Una nota sulla valuta

Un piccolo dettaglio da tenere presente è che nel Regno Unito si usa la sterlina britannica, che di solito rende i prezzi un po’ più alti per chi arriva dall’euro.

Nella pratica però la gestione dei pagamenti è molto semplice: quasi ovunque è possibile pagare con carta, anche per cifre piccole come parcheggi, caffè o ingressi alle attrazioni. Per questo spesso non è nemmeno necessario prelevare contanti.

In molti casi basta usare una carta di pagamento o un’app con cambio automatico per gestire tutto il viaggio senza preoccuparsi troppo della valuta.


Quanto è impegnativo questo itinerario

Questo itinerario in Scozia è abbastanza intenso, ma realistico.

Le distanze giornaliere non sono interminabili, ma tra soste panoramiche, piccole deviazioni e qualche imprevisto di viaggio conviene sempre lasciare un po’ di margine tra una tappa e l’altra.

Il lato positivo è che gran parte del viaggio succede proprio mentre ci si sposta: molte delle viste più spettacolari delle Highlands compaiono all’improvviso lungo il percorso.


Come adattare questo itinerario

Questo itinerario è pensato per circa sei giorni di viaggio, ma può essere adattato abbastanza facilmente.

Se hai meno tempo, puoi ridurre le soste intermedie e concentrarti soprattutto sull’Isola di Skye e su alcune delle vallate più scenografiche delle Highlands.

Con un giorno in più, invece, vale la pena rallentare un po’ il ritmo e aggiungere una notte extra a Skye oppure dedicare più tempo a Edimburgo.

Se hai una settimana o più, le possibilità aumentano: si può esplorare meglio il nord delle Highlands, aggiungere qualche isola oppure includere altre regioni meno turistiche della Scozia.


Meglio partire da Edimburgo o Glasgow per un viaggio nelle Highlands?

Entrambe le città possono essere un buon punto di partenza per un viaggio nelle Highlands, ma Edimburgo è generalmente la scelta più comune.

La capitale scozzese è più collegata con voli internazionali e molti itinerari nelle Highlands partono proprio da qui. Inoltre permette di dedicare qualche ora o qualche giorno alla città prima o dopo il road trip.

Glasgow però ha un vantaggio geografico: si trova leggermente più vicina ad alcune zone delle Highlands occidentali, come Loch Lomond e Glencoe. Se trovi un volo più comodo o più economico, partire da Glasgow può essere un’ottima alternativa.

In pratica la scelta dipende soprattutto dal volo e da come vuoi organizzare il viaggio: Edimburgo è una delle città più affascinanti del Regno Unito e, lo ammetto, probabilmente la mia capitale europea preferita. Glasgow è più pratica per entrare rapidamente nelle Highlands.


Rogie Falls, Scozia
Rogie Falls, Scozia

Vale la pena fare un road trip in Scozia?

La Scozia è uno di quei posti dove è facile pensare di andare una volta sola… e poi ritrovarsi a tornarci, io onestamente ci tornerei anche adesso.

A me è successo così. Ci sono stata tre volte, due delle quali con un road trip tra le Highlands e ogni viaggio è stato diverso dal precedente.

Una parte del fascino sta sicuramente nei paesaggi: vallate immense, laghi scuri, scogliere battute dal vento e castelli piazzati nei punti più scenografici possibili.

Ma non è solo quello.

La Scozia è uno di quei paesi dove il viaggio su strada diventa parte dell’esperienza e spesso le soste più belle sono quelle che non avevi pianificato.

Certo, il meteo può essere imprevedibile. Pioggia, vento e nuvole fanno parte del pacchetto.

Ma alla fine è anche questo che rende il viaggio così memorabile.

Se stai pensando di organizzare un road trip nelle Highlands, il consiglio più semplice è questo: lascia un po’ di spazio all’imprevisto.

Perché in Scozia capita spesso che il momento più bello del viaggio sia proprio quello che non avevi programmato.


Duntulm Castle
Duntulm Castle

FAQ – Itinerario Scozia

Serve il passaporto per andare in Scozia?

Sì. Dopo la Brexit, per entrare nel Regno Unito è necessario avere un passaporto valido per tutta la durata del soggiorno.

La carta d’identità italiana non è più sufficiente per viaggiare in Scozia. In molti casi è inoltre richiesta un’autorizzazione elettronica di viaggio (ETA), che va richiesta online prima della partenza.


È possibile visitare la Scozia in 6 giorni?

Sì, ma bisogna essere realistici su quello che si riesce a vedere.

Sei giorni non bastano per esplorare tutta la Scozia, ma sono più che sufficienti per organizzare un primo road trip nelle Highlands e visitare alcuni dei paesaggi più iconici del paese, come Glencoe, l’Isola di Skye e alcuni castelli spettacolari lungo la costa.

Questo itinerario è pensato proprio per questo: un primo assaggio delle Highlands con tempi di guida sostenibili e senza passare l’intera giornata in macchina.


Qual è il periodo migliore per visitare le Highlands?

Il periodo più semplice per organizzare un road trip nelle Highlands va da maggio a settembre, quando le giornate sono molto lunghe e le condizioni meteo sono generalmente più favorevoli.

Anche in estate però il meteo resta piuttosto variabile: sole, vento e pioggia possono alternarsi anche nello stesso giorno. Per questo conviene sempre partire con un itinerario flessibile e mettere in conto qualche cambiamento di programma.


Quanti chilometri si percorrono in questo itinerario?

Questo itinerario copre circa 700–800 chilometri in totale.

Non sono distanze enormi sulla carta, ma nelle Highlands conviene sempre considerare tempi di guida più lunghi del previsto.


Serve l’auto per visitare le Highlands?

Nella maggior parte dei casi sì.

Molti dei luoghi più spettacolari delle Highlands (come Glencoe, l’Isola di Skye o alcuni castelli lungo la costa) sono difficili da raggiungere con i mezzi pubblici oppure richiedono tempi molto lunghi.

Per questo motivo il modo più semplice e flessibile per esplorare questa parte della Scozia è organizzare un road trip in auto, che permette di fermarsi lungo la strada nei punti panoramici e gestire l’itinerario con molta più libertà.


È difficile guidare a sinistra in Scozia?

All’inizio richiede un minimo di attenzione, soprattutto nelle rotonde e nelle prime svolte agli incroci.

Dopo qualche chilometro però la maggior parte delle persone si abitua abbastanza velocemente. Fuori dalle città il traffico è spesso scarso, e questo rende l’adattamento più semplice di quanto si possa immaginare.

L’unico vero problema dei primi giorni è ricordarsi che la leva delle frecce e quella dei tergicristalli sono invertite… e finire per attivare i tergicristalli ogni volta che si vuole mettere la freccia.


Quanti giorni servono per visitare l’Isola di Skye?

Per vedere i luoghi principali dell’isola servono almeno due giorni pieni.

L’Isola di Skye non è enorme, ma le distanze richiedono più tempo di quanto sembri sulla mappa. In due giorni si riescono a vedere molti dei paesaggi più famosi, come Old Man of Storr, Quiraing, Fairy Pools e Neist Point, lasciando anche un po’ di spazio alle soste lungo la strada.

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