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Dunnottar Castle: guida alla visita del castello sulla scogliera più spettacolare di Scozia

  • Immagine del redattore: Vale
    Vale
  • 14 mag
  • Tempo di lettura: 15 min

Affacciato sulla costa frastagliata del Mare del Nord, arroccato su una scogliera battuta dal vento, sorge quello che molti considerano il castello più iconico di tutta la Scozia: Dunnottar Castle.

Le sue rovine dominano un promontorio roccioso quasi totalmente isolato dalla terraferma e circondato dall’oceano su tre lati. Qui il vento non è un semplice dettaglio meteorologico, è l’anima dell’esperienza. È quel soffio potente che ti scompiglia i pensieri e, puntualmente, arriva proprio quando cerchi l'equilibrio perfetto per scattare una foto.

Durante i miei viaggi in Scozia ci sono tornata due volte. Ancora oggi, Dunnottar è il luogo che più mi è rimasto impresso, forse perché è capace di affascinarti e, allo stesso tempo, metterti quel leggero e adrenalinico disagio che provi avvicinandoti al bordo del precipizio (prova ad avvicinarti al bordo con quel vento, poi ne riparliamo).

Dunnottar castle verso l'ora del tramonto
Dunnottar castle verso l'ora del tramonto

Perché Dunnottar Castle è uno dei castelli più spettacolari di Scozia

La particolarità di Dunnottar è che non lo vedi arrivando. Il castello resta nascosto fino all'ultimo, rivelandosi all'improvviso solo quando sei già sulla scogliera. Da quel momento, onestamente, è difficile trovare un panorama capace di batterlo.

Il segreto che ho imparato visitandolo è questo: lo spettacolo non è solo dentro il castello, ma tutto intorno. Uno dei ricordi più vividi che conservo è proprio qui: seduta sull’erba, con il suono lontano di una cornamusa che tagliava il rumore delle onde. Un mix di mare, rovine e musica che non è affatto esagerato definire magico.

In questa guida pratica ti spiego come organizzare la visita al Castello di Dunnottar, quanto tempo serve per esplorarlo e come evitare gli errori comuni (come farsi trovare impreparati dal meteo scozzese) per goderti i punti panoramici migliori.


Dove si trova Dunnottar Castle (e come arrivarci senza stress)

Dimentica le Highlands più remote o quelle valli sperdute dove il navigatore inizia a parlare lingue sconosciute: il Castello di Dunnottar è sorprendentemente semplice da raggiungere. Si trova sulla costa est della Scozia, a una manciata di minuti da Stonehaven e a circa 30 minuti di auto da Aberdeen.

Detto così sembra quasi banale, una roba da "imposto l'indirizzo e vado". Poi però arrivi sul posto e capisci che la vera magia non è dove si trova, ma come è incastrato nel mondo. Il castello sorge su un enorme blocco di roccia che si allunga nel Mare del Nord, collegato alla terraferma solo da un passaggio strettissimo e circondato da scogliere così ripide che persino i gabbiani sembrano pensarci due volte prima di tuffarsi. Visto dall’alto del sentiero sembra quasi isolato dal resto del pianeta ed è proprio questa sua ostinata solitudine a colpire così tanto.


Stonehaven: la base perfetta per visitare Dunnottar

Se hai un po’ di tempo in più, fai tappa a Stonehaven. È una cittadina costiera deliziosa, perfetta come base logistica e decisamente piacevole per una camminata prima o dopo la visita. Ma siamo onesti: la vera attrazione qui è il suo celebre fish and chips. Se cerchi il miglior Fish & Chips della zona, punta dritto a The Bay Fish & Chips (spesso premiato tra i migliori di Scozia). Pare che proprio a Stonehaven sia stata inventata la leggendaria (e coraggiosa) Deep Fried Mars Bar, ovvero la barretta Mars fritta. È un’esperienza mistica per le tue papille gustative e una sfida aperta al tuo colesterolo, ma dopo tutto quel vento scozzese, avrai bisogno di calorie pesanti.

Il Fish & Chips di Stonehaven
Il Fish & Chips di Stonehaven

Il consiglio "pro": il sentiero costiero da Stonehaven

Se vuoi davvero che Dunnottar ti lasci a bocca aperta, lascia perdere il comodo parcheggio del castello e scegli la via più lunga. Esiste infatti un sentiero costiero spettacolare che parte proprio dal porto di Stonehaven.

Si tratta di una camminata di circa 30-40 minuti che ti porta dritta al castello passando accanto al War Memorial, un monumento ai caduti che con la sua forma circolare sembra un antico tempio greco trapiantato per errore tra i prati scozzesi. Arrivare a Dunnottar a piedi, vedendo la sua sagoma apparire lentamente tra le nuvole e il mare, ha un fascino che il semplice tragitto in auto non potrà mai eguagliare. Inoltre, camminare così tanto è l'unica scusa valida per giustificare quel Mars fritto di cui parlavamo prima.


Perché il Castello di Dunnottar è così famoso

In una terra che vanta quasi 1 castello ogni 2.000 persone, Dunnottar riesce comunque a svettare sopra gli altri. Non è solo una questione di bellezza, ma di un mix micidiale di estetica, storie di coraggio e quel pizzico di selvaggio che non guasta mai.


Una posizione che sfida la fisica

Il motivo principale è, ovviamente, la sua posizione. Arroccato su un promontorio circondato dal Mare del Nord su tre lati, non è semplicemente un edificio: è una dichiarazione di sfida agli elementi. Basta osservarlo dal sentiero per capire perché sia uno dei luoghi più fotografati della Scozia. È talmente scenografico che sembra quasi finto, se non fosse che il vento gelido che ti colpisce la faccia ti ricorda costantemente che no, non è un set di cartapesta.


I Gioielli della Corona e assedi epici

Oltre al panorama, c'è la storia, quella vera e fatta di sangue e segreti. Dunnottar è stato al centro di eventi cruciali, come l’assedio da parte delle truppe di Oliver Cromwell nel XVII secolo. Fu proprio qui che vennero nascosti gli "Honours of Scotland", i gioielli della corona scozzese, per evitare che cadessero nelle mani dell’esercito di Cromwell durante le guerre civili britanniche. Immaginate la scena: soldati nemici fuori dalle mura e i simboli del potere scozzese portati in salvo furtivamente... se non è materiale da film questo!

Ma non è tutto rose e fiori (e gioielli). Se vuoi un brivido vero, cerca la Whigs' Vault. Questa tetra prigione sotterranea ospitò nel 1685 oltre 160 prigionieri religiosi in condizioni disumane. Pensare a loro, ammassati nel buio mentre il mare infuriava a pochi metri di distanza, rende la visita decisamente più profonda e, onestamente, un po’ inquietante.


Da Amleto a Hollywood

Se la storia non ti bastasse, c’è sempre il cinema. Dunnottar è stato scelto come set per la versione cinematografica di Amleto con Mel Gibson e se ti sembra uscito da un film Disney, non sei così lontano: è esattamente il tipo di paesaggio che ha ispirato persino i disegnatori della Disney per il castello di Ribelle - The Brave. In pratica, è il castello scozzese per antonomasia: drammatico, isolato e incredibilmente fotogenico. Che tu sia un appassionato di cinema, un amante della storia o semplicemente a caccia dello scatto perfetto, Dunnottar ha la risposta pronta per te.

Zoom sul Castello di Dunnottar
Zoom sul Castello di Dunnottar

Com’è la visita al Castello di Dunnottar: tra gradini, vento e puffin

Quando arrivi a Dunnottar e lasci l’auto nel parcheggio (che è comodo, gratuito e spazioso, una rarità da queste parti), la prima cosa che incontri è un chiosco. All’andata lo ignori con la superiorità di chi sta per compiere un'impresa epica; al ritorno, dopo aver lottato con gli elementi, quel chiosco ti sembrerà l'oasi più bella del mondo.

Il sentiero inizia in modo semplice, quasi timido. Cammini lungo la scogliera e per i primi minuti Dunnottar non si vede. Sei circondato solo dal Mare del Nord, dall'erba che danza e dal vento che ti ricorda chi comanda. Poi, giri l'angolo e te lo trovi davanti: un gigante di pietra su un pezzo di roccia staccato dal mondo. La prima domanda che ti farai non sarà sarà un pragmatico: "ok, ma come ci arrivo fin lassù?".


La sfida della scalinata (e dei puffin)

Per entrare nel castello devi prima scendere a livello del mare e poi risalire dall'altra parte affrontando una scalinata piuttosto decisa. Non serve essere degli scalatori esperti, ma tra il vento che prova a spostarti e i gradini, ci vuole un po' di impegno.

Mentre scendi, però, ricordati di staccare gli occhi dai tuoi piedi. Se visiti il castello tra maggio e luglio, le pareti rocciose diventano un condominio affollatissimo di uccelli marini. Con un po' di fortuna e un buon obiettivo, puoi avvistare i puffin (le pulcinelle di mare) che nidificano negli anfratti. Guarda anche verso le calette di ciottoli in basso: non è raro vedere le foche che si godono il sole (o la pioggia, siamo pur sempre in Scozia) ignorando completamente il viavai dei turisti.


Cosa si vede dentro Dunnottar Castle

Una volta dentro, dimentica le visite guidate. A Dunnottar non ci sono percorsi obbligati o stanze ricostruite con i manichini impolverati. Ci sono rovine, scheletri di palazzi e affacci continui sul blu dell'oceano. Ti muovi come vuoi, esplori gli angoli più nascosti e ti perdi tra le mura. È un posto che ti spinge a cambiare prospettiva continuamente: non fermarti solo al cortile principale, ma gira tutto il prato attorno al castello. Ogni angolazione ti restituisce un’immagine diversa, facendoti capire quanto questa fortezza fosse realmente incastrata nella roccia e inespugnabile.


Il fattore "Wind Alert"

C'è però una variabile che può rovinare i piani: il vento. Una cosa che pochi sanno è che Dunnottar può chiudere l’accesso alle rovine anche in giornate di sole se le raffiche superano i limiti di sicurezza. Le scale possono diventare pericolose se il Mare del Nord decide di soffiare troppo forte.

Ti consiglio, prima di metterti in viaggio, di controllare sempre il loro profilo Facebook o il sito ufficiale. Pubblicano aggiornamenti in tempo reale ogni mattina: farlo ti eviterà di arrivare fin lì e trovare il cancello sbarrato proprio mentre pregustavi la scalata.

In totale, non è il classico castello da "visita lampo". È un posto che ti ruba tempo perché ti costringe a fermarti, guardare e scattare ancora un'altra foto. Senza accorgertene, passerai due ore a chiederti come facessero a vivere lassù senza un buon riscaldamento centralizzato.


Quanto tempo serve per visitare il Castello di Dunnottar?

La risposta onesta è: dipende da quanto sei resistente al fascino delle scogliere.

Se hai i minuti contati e vai dritto al punto (parcheggio, sentiero veloce, rapida ricognizione delle rovine e ritorno) in un’ora riesci a vedere tutto. È la versione "toccata e fuga", ideale se hai un programma di viaggio serratissimo o se il vento scozzese ha deciso di trasformarti in un ghiacciolo.


La visita ideale (e quella realistica)

Se invece vuoi goderti l'esperienza con un minimo di calma, fermarti nei punti panoramici strategici, esplorare ogni angolo delle rovine e fare il giro completo del prato attorno alle mura, considera almeno un’ora e mezza.

Poi c’è la versione più probabile: quella in cui ti rendi conto che ogni dieci passi il castello sembra diverso e torni indietro perché "da qui la luce è meglio". Tra un avvistamento di foche, una foto alla cornamusa e il tempo necessario per riprendere fiato dopo la scalinata, due ore voleranno senza che tu te ne accorga.

Il mio consiglio? Non avere fretta. Dunnottar non è una casella da spuntare su una lista, è un luogo che va "esplorato". Prendila comoda, siediti sull'erba e lascia che l'atmosfera faccia il suo lavoro. Dopotutto, sei su una delle scogliere più spettacolari d'Europa: il resto del mondo può aspettare un altro po'.

Il contesto di Dunnottar Castle
Il contesto di Dunnottar Castle

Orari, biglietti e informazioni pratiche: cosa sapere prima di partire

Visitare il Castello di Dunnottar è piuttosto semplice, ma non lasciarti ingannare dalla sua vicinanza alla civiltà: l'organizzazione scozzese è precisa, ma la natura lo è di più. Ecco come muoverti per non avere brutte sorprese.


Biglietti Dunnottar Castle: conviene entrare?

L’ingresso all'interno del castello è a pagamento. Il biglietto per gli adulti si aggira tra le 10 e le 12 sterline e puoi acquistarlo direttamente sul posto (o online per sicurezza).

C’è però un segreto che i viaggiatori low-budget adorano: tutta l’area lungo la scogliera, il sentiero panoramico e i prati che si affacciano sulla fortezza sono completamente gratuiti. In pratica, puoi goderti la vista più iconica della Scozia senza spendere un penny. Se decidi di non entrare, avrai comunque visto il 70% della bellezza di questo posto.


Orari e stagionalità

Gli orari variano molto in base alla luce solare, che in Scozia è un concetto piuttosto relativo. In estate le porte restano aperte fino a tardi, mentre in inverno il castello può chiudere già nel primo pomeriggio. Un dettaglio fondamentale: mentre l'accesso alle rovine ha orari rigidi, il sentiero costiero e i punti panoramici restano sempre accessibili. Se arrivi a cancelli chiusi, puoi comunque farti una passeggiata epica al tramonto.


Come arrivare: auto o mezzi pubblici?

Dunnottar è uno dei castelli meglio collegati di tutta la costa est, perfetto anche per chi ha deciso di non sfidare la guida a sinistra.

  • In auto: Il parcheggio è proprio all'imbocco del sentiero. È ampio, ma nei weekend estivi si riempie in fretta: chi prima arriva, meglio parcheggia (e meno cammina).

  • In treno e bus: Puoi prendere un treno da Edimburgo o Aberdeen fino alla stazione di Stonehaven. Da lì, le opzioni sono due: o ti regali la splendida passeggiata panoramica di 40 minuti dal porto, oppure prendi il bus locale (linee X7 o 107) che ti lascerà a pochi passi dal sentiero principale.


Una nota sulle scarpe (sul serio!)

Non sottovalutare il percorso. Tra la discesa verso la baia, la scalinata di pietra e la risalita verso il castello, il dislivello si fa sentire. Non serve essere degli Iron Man, ma affrontarlo con i sandali o le scarpe con la suola liscia è il modo più veloce per trasformare una gita epica in una scenetta comica di te che scivoli sull'erba bagnata. Scarpe comode e con un buon grip sono obbligatorie, specialmente se il vento decide di darti una spintarella extra.


Quando andare al Castello di Dunnottar: meteo, folla e fortuna

A Dunnottar il tempismo è tutto. Non troverai mai lo stesso posto due volte: l'atmosfera cambia drasticamente a seconda del capriccio del meteo scozzese, che com’è noto, ha una personalità piuttosto instabile.


Estate a Dunnottar: il periodo più semplice

In estate hai dalla tua parte le giornate lunghissime. È il periodo più comodo, ma ovviamente anche il più gettonato. Lungo il sentiero troverai parecchia compagnia, ma c'è un lato positivo: è il momento in cui è più facile incontrare i suonatori di cornamusa. Sentire quel suono che si diffonde tra le rovine mentre il vento del Mare del Nord prova a portarti via il cappello è un’esperienza che rasenta il cliché, lo so, ma funziona incredibilmente bene. Ti senti subito protagonista di un film epico, anche se probabilmente hai solo i capelli spettinati e il naso rosso.


Fuori stagione: solitudine e avventura

Se decidi di andare fuori stagione, preparati a un’esperienza più selvaggia. Meno gente, più silenzio e quel grigio scozzese che rende le rovine ancora più drammatiche. Ricordati però che gli orari di apertura si accorciano e il meteo diventa una scommessa vera e propria.

L'ultima volta che ci sono stata, a inizio settembre, c'era un vento così assurdo che ho dovuto riconsiderare il mio concetto di "stabilità". A un certo punto, con la luce che calava, ho deciso che forse era meglio smettere di fare la coraggiosa vicino ai bordi della scogliera. La prudenza non è mai troppa, specialmente quando l'alternativa è un tuffo non programmato nell'oceano gelato.


Il momento d’oro: alba e tramonto

Se riesci a scegliere l'orario, punta alla mattina presto o al tardo pomeriggio. La luce del tramonto qui è qualcosa di magico: colora la pietra del castello di tonalità calde che contrastano col blu scuro del mare. E anche se dovessi arrivare quando l’ingresso al castello è già chiuso, non disperare. Come ti dicevo, Dunnottar è spettacolare anche (e soprattutto) visto da fuori, passeggiando con calma lungo i sentieri della scogliera.

Il Castello di Dunnottar a picco sul Mare del Nord
Il Castello di Dunnottar a picco sul Mare del Nord

La storia di Dunnottar Castle: assedi, prigionieri e Gioielli della Corona

Prima ti ho accennato alla storia di Dunnottar, ma la verità è che da fuori sembra quasi solo una bellissima scenografia piazzata lì per far felici noi turisti. Invece, tra queste mura è successo di tutto.

Non è un castello nato per fare bella figura o per ospitare balli di gala: la sua posizione, così esposta e difficile da espugnare, lo rendeva la fortezza perfetta per controllare la costa. Per secoli è stato un luogo di scontri, assedi e momenti tutt'altro che tranquilli. Insomma, se le pietre potessero parlare, probabilmente avrebbero un bel po' di lamentele sul rumore e sulla confusione dei tempi che furono.


Il mistero dei Gioielli della Corona

Il dettaglio più affascinante riguarda gli Honours of Scotland, i gioielli della corona scozzese. Durante l'assedio di Oliver Cromwell, questi preziosi simboli vennero nascosti proprio qui dentro. Quando la situazione si fece disperata, vennero fatti uscire di nascosto (si dice calati dalle scogliere o nascosti sotto i vestiti di alcune donne coraggiose) per evitare che finissero in mano nemica. È uno di quei particolari che non cambia il panorama, ma cambia decisamente il modo in cui guardi il posto mentre ci cammini sopra.


Il lato oscuro: la Whigs' Vault

C’è però un aspetto che spesso si sottovaluta: Dunnottar non era solo un luogo di difesa, ma anche di detenzione. Se vuoi toccare con mano il suo lato più cupo, cerca la Whigs' Vault.

Nel 1685, ben 167 prigionieri religiosi vennero rinchiusi in questa prigione sotterranea in condizioni che definire terribili è un eufemismo. Spazi stretti, isolamento e il rumore costante del mare che, in quel contesto, non doveva essere affatto rilassante. Pensarci oggi, mentre ammiriamo la vista mare con lo smartphone in mano, fa un certo effetto.

Alla fine, Dunnottar funziona proprio così: da fuori è uno dei castelli più scenografici della Scozia, ma appena scavi un po' nella sua storia, smette di essere solo "bello" e diventa terribilmente concreto. Ti rendi conto che ogni rovina ha protetto un segreto o ospitato una tragedia, rendendo l'atmosfera ancora più densa e profonda.


Dunnottar Castle di notte: si può fare astrofotografia?

Se di giorno Dunnottar è magico, di notte cambia completamente faccia e diventa un luogo quasi spettrale. Essendo lontano dalle grandi luci della città, il cielo qui diventa sorprendentemente pulito. La sagoma scura del castello che si staglia contro la Via Lattea, con il fragore del mare nel buio totale, è una di quelle scene che ogni fotografo sogna di portare a casa.

Io ci ho provato, spinta dal desiderio di catturare quella magia. Ma lasciatelo dire: sulla carta sembra un'idea fantastica, nella pratica è un corpo a corpo con la natura.


La mia esperienza (ovvero: io contro il Mare del Nord)

Per scattare di notte mi sono tenuta ben alla larga dai bordi della scogliera (cosa che consiglio caldamente di fare a chiunque) e ho dovuto letteralmente zavorrare il cavalletto con tutto quello che avevo per evitare che finisse dritto in mare. Nonostante le precauzioni, il vento era così forte che le vibrazioni hanno reso le foto mosse.

Il punto è proprio questo: Dunnottar ha un potenziale enorme per l'astrofotografia, ma non è un posto "facile". Il sentiero e l’area della scogliera restano accessibili anche fuori orario (l'ingresso al castello ovviamente no), ma non ci sono luci artificiali e il terreno è irregolare. Tra le raffiche che ti spostano, il buio pesto e l'erba scivolosa, la percezione del pericolo cambia parecchio rispetto al pomeriggio.


Vale la pena tentare?

Se becchi la serata fortunata (cielo terso, luna nuova e, miracolo, poco vento) Dunnottar ti ripaga con scatti da copertina. Ma il mio consiglio è di essere estremamente prudenti:

  • Portati una torcia frontale: tenere le mani libere è fondamentale.

  • Controlla le raffiche: se il vento è forte, non c'è zavorra che tenga, le lunghe esposizioni verranno mosse.

  • La sicurezza prima di tutto: meglio rinunciare a uno scatto e tornare a casa interi piuttosto che rischiare un passo falso al buio.

Non è il punto più semplice per iniziare a fotografare le stelle, ma se la Scozia decide di farti un regalo e calmare il vento per dieci minuti, lo spettacolo è di quelli che non dimentichi.

Astrofotografia al Castello di Dunnottar, non proprio un buon risultato
Astrofotografia al Castello di Dunnottar, non proprio un buon risultato

In definitiva: vale la pena visitare il Castello di Dunnottar?

Se non si fosse capito, la mia risposta è un assolutamente sì.

Tra tutti i castelli che ho esplorato in Scozia (e credimi, sono parecchi) Dunnottar è quello che mi è rimasto più impresso. Non è il più grande, non ha il tetto intatto e non troverai sale da ballo perfettamente arredate o armature lucidate a specchio. Se cerchi una visita ordinata, al riparo dalle intemperie e con il percorso segnato dalle frecce, probabilmente non è il posto giusto per te.

Qui si viene per l’ambientazione. È l’atmosfera a fare tutto il lavoro: quella scogliera drammatica, il mare che ruggisce sotto i tuoi piedi e il fatto che per arrivarci devi sudartela un po', tra scale, salite e il costante tentativo di non farti spettinare troppo dal vento.

La cosa incredibile di Dunnottar è che funziona già da fuori, ancora prima di pagare il biglietto. Una volta dentro, poi, non "visiti" nel senso tradizionale del termine: ti ritrovi a girare un po’ a caso, ti fermi a guardare l'orizzonte, torni indietro perché hai notato uno scorcio nuovo e, senza accorgertene, scopri che sono passate due ore.

Se stai organizzando un itinerario in Scozia, non lasciartelo scappare. Vale la pena inserirlo nel viaggio anche solo per ricordarsi che a volte non servono mille attrazioni o effetti speciali: basta il posto giusto al momento giusto. E Dunnottar, con la sua bellezza selvaggia e un po' malinconica, lo è quasi sempre.


Domande frequenti sulla visita a Dunnottar Castle

Se stai organizzando il tuo viaggio, ecco un riassunto veloce delle domande che potresti farti.


Si può visitare Dunnottar Castle gratuitamente?

L’ingresso all'interno delle rovine è a pagamento, ma tutta l’area delle scogliere e i punti panoramici di fronte al castello sono completamente gratuiti. Puoi goderti la vista più famosa e scattare foto incredibili senza spendere nulla.


Quanto tempo serve per la visita?

Dipende dal tuo ritmo. Un’ora è sufficiente per una visita "mordi e fuggi", ma se vuoi esplorare le rovine con calma e goderti il sentiero panoramico, calcola tra l’ora e mezza e le due ore. Il tempo qui vola, specialmente se ti fermi a guardare il mare.


Il percorso a piedi è difficile?

Non è una scalata sull'Everest, ma non è nemmeno una passeggiata in centro. Dal sentiero principale bisogna affrontare una lunga scalinata che scende verso la baia e poi risale verso il castello. Se hai problemi di mobilità potrebbe essere faticoso, ma per tutti gli altri basta un paio di scarpe comode e un po’ di fiato. Se decidi di guardarlo solo da fuori, invece, il percorso è pianeggiante e semplicissimo.


Dunnottar Castle è vicino ad Aberdeen?

Sì, Dunnottar si trova a circa 25 km a sud di Aberdeen, proprio alle porte di Stonehaven. In auto ci metti circa mezz’ora, ma è comodissimo da raggiungere anche in treno o bus.


Vale davvero la pena pagare per entrare?

Dipende dai tuoi gusti. Se ami esplorare i resti storici, scoprire dove nascondevano i tesori e camminare tra le mura, assolutamente sì. Se invece il tuo obiettivo è solo fare "la foto da cartolina", sappi che i punti panoramici esterni offrono già il meglio dello spettacolo gratuitamente.


Si può visitare il castello di Dunnottar di notte?

Il cancello del castello chiude nel pomeriggio, ma l’area della scogliera resta sempre accessibile. Tieni presente però che non c'è illuminazione artificiale: se decidi di andarci di notte per fare astrofotografia o semplicemente per goderti il brivido del buio, portati una torcia e fai molta attenzione a dove metti i piedi!

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