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Old Man of Storr: come arrivare, difficoltà e consigli pratici sull’Isola di Skye

  • Immagine del redattore: Vale
    Vale
  • 25 apr
  • Tempo di lettura: 11 min

Aggiornamento: 3 giorni fa

La prima volta che vedi una foto dell’Old Man of Storr capisci subito perché è ovunque: un pinnacolo di roccia piazzato lì, sopra colline verdi perfette, con il mare dietro e quella luce un po’ teatrale che in Scozia sembra routine. 

Dal vivo? Uguale.

C’è però un piccolo dettaglio che su Instagram tende a sparire: non è la passeggiata tranquilla che sembra. Ma neanche un’impresa epica.

È una salita vera, di quelle che dopo cinque minuti pensi “ok, ci sta”, dopo dieci inizi a trattare con te stesso e dopo venti smetti direttamente di fare commenti. I cartelli all’inizio sono piuttosto onesti: tratto impegnativo e circa 40 minuti per arrivare su. Tradotto: preparati a metterci dell'impegno.

La buona notizia è che puoi prendertela con calma, tanto non c'è nessun premio per chi arriva prima.

Io ci sono stata due volte, in due viaggi diversi. La prima mi sono presa un acquazzone a metà salita e andavo più o meno a intuito, la seconda ho trovato una giornata perfetta. In entrambi i casi, mentre arrancavo su per il sentiero cercando di convincermi che poteva bastare così, sapevo già che non sarebbe finita lì.

Con la Scozia sono di parte, lo so. Ma quando un posto riesce a farti venire voglia di tornarci mentre sei ancora lì che fai fatica a salire, forse qualcosa lo sta facendo davvero bene.

Vista dalla cima dell'Old Man of Storr
Vista dalla cima dell'Old Man of Storr

Com’è il trekking all’Old Man of Storr in breve

  • Durata: 1,5 – 2 ore

  • Distanza: circa 3,5 km

  • Dislivello: 280 m

  • Difficoltà: facile–media (salita continua)

  • Serve allenamento? No, ma un minimo di fiato sì


Old Man of Storr a Skye: dove si trova e come arrivare

L’Old Man of Storr si trova sull’Isola di Skye, lungo la penisola di Trotternish, che è poi quella parte di isola dove ogni curva sembra fatta apposta per farti fermare. Da Portree ci vogliono circa quindici minuti di macchina e il sentiero parte praticamente dalla strada principale, quindi è una di quelle tappe che infilare in un itinerario è fin troppo facile.

Io, per esempio, l’ho messo nella stessa giornata del Quiraing. In teoria è una combinazione perfetta: sono vicini, logico vederli insieme, giornata ottimizzata e via.

Poi però entra in gioco la realtà.

Se decidi di fare entrambi i percorsi per intero, diventano due belle salite e a quel punto la giornata smette di essere “ben organizzata” e inizia a essere “forse ho esagerato”. Io infatti al Quiraing non avevo in programma di fare il giro completo e questo ha salvato parecchio l’equilibrio della giornata.

La cosa interessante è che l’Old Man of Storr resta comunque una tappa che ti viene spontaneo inserire, anche se non sei in modalità trekking. È lungo la strada, è iconico e già dai primi tratti regala viste incredibili.

Sulla carta sembra una tappa veloce.

Poi arrivi lì… e capisci che “veloce” è un concetto piuttosto elastico.



Come arrivare all’Old Man of Storr

Il punto di partenza del sentiero è direttamente lungo la A855, ad un certo punto li vedi: sia il parcheggio sia la fila di persone che stanno per iniziare la salita. Difficile sbagliare.

Il parcheggio è ben segnalato e proprio lungo la strada, quindi non devi infilarti in deviazioni strane o stradine improbabili.

Sui mezzi pubblici invece meglio non fare troppo affidamento. Qualche collegamento esiste, ma non è comodo né particolarmente frequente, soprattutto se vuoi gestire bene i tempi della giornata. L’auto qui resta di gran lunga la scelta più semplice e pratica.


Parcheggio, costi e orari: cosa sapere prima di arrivare

Il parcheggio dell’Old Man of Storr è proprio all’inizio dei sentieri. È stato sistemato negli ultimi anni, quindi niente più parcheggi improvvisati sul ciglio della strada (per fortuna).

È a pagamento. Trovi i parcometri direttamente lì e puoi pagare senza problemi: il sistema è semplice, ma come spesso succede in questi posti, meglio non arrivare all’ultimo minuto sperando di trovare subito posto.

Il vero tema, però, non è il parcheggio in sé. È quando arrivi.

Se arrivi in tarda mattinata o nel primo pomeriggio, preparati: potresti dover girare un po’ prima di riuscire a parcheggiare, soprattutto in alta stagione.

Se invece riesci ad arrivare presto, cambia completamente l’esperienza. Più silenzio, meno gente sul sentiero e, dettaglio non proprio secondario, meno probabilità di trasformare il parcheggio in una piccola caccia al tesoro.

Io ho provato entrambe le situazioni e la differenza è notevole. Non tanto per “avere il posto tutto per te” (non succederà comunque), ma proprio per goderti meglio la salita senza avere la sensazione di essere in fila.

Morale: se puoi scegliere, anticipa. Anche solo un’ora fa più differenza di quanto pensi.


Vista all'inizio del percorso più leggero dell'Old Man of Storr
Vista all'inizio del percorso più leggero dell'Old Man of Storr

Quando andare all’Old Man of Storr

L’Old Man of Storr si può visitare tutto l’anno, ma la differenza vera la fa la luce, più ancora della stagione.

In estate hai giornate lunghissime e condizioni generalmente più semplici, ma anche molta più gente. In inverno l’atmosfera è più selvaggia e silenziosa, però il sentiero può diventare scivoloso e le condizioni cambiano in fretta.

Le mezze stagioni sono spesso il compromesso migliore.

Il pinnacolo guarda verso il mare, quindi la luce migliore arriva nelle prime ore del giorno, quando illumina tutta la costa e le colline davanti a te. Più tardi, soprattutto con cielo coperto, il paesaggio tende ad appiattirsi un po’.


Meglio alba o tramonto?

Se hai la possibilità di scegliere, l’alba è il momento migliore.

Non solo per la poca gente, ma proprio per la luce: arriva dal lato del mare e illumina tutto il paesaggio in modo molto più pulito. È il momento in cui le viste funzionano meglio anche senza condizioni perfette.

Il tramonto resta bello, ma più incerto, perché la luce arriva da dietro e spesso il pinnacolo resta in ombra, soprattutto se il cielo non collabora.

In più c’è la questione pratica: tra salita, soste e discesa, è facile ritrovarsi a scendere con poca luce. E qui il sentiero, in alcuni tratti, non è il posto ideale per improvvisare.


Old Man of Storr trekking: com’è davvero il sentiero

Il sentiero è ben segnato e, tecnicamente, non ha nulla di complicato. Non servono scarponi da spedizione né esperienza da escursionista navigato: se hai un minimo di abitudine a camminare, arrivi in cima.

Il punto non è “se ce la fai”. Il punto è come ci arrivi.

La salita parte subito e non ha molta voglia di fare pause. Alterna tratti più tranquilli ad altri decisamente più ripidi, ma il concetto resta sempre quello: si sale. Non è lunga, ma è continua e dopo un po’ si fa sentire più di quanto ti aspettavi cinque minuti prima. E se scegli il sentiero più ripido… tranquillo, lo capisci immediatamente.

All’inizio infatti hai due opzioni: un percorso più diretto e ripido e uno leggermente più lungo ma con pendenze più graduali e terreno più regolare. La scelta sembra banale… finché non sei a metà salita e inizi a riconsiderare le tue decisioni di vita. Il sentiero “più dolce” è decisamente più gentile, soprattutto se vuoi arrivare su senza "odiare" ogni singolo passo.

Io la prima volta ho scelto il percorso ripido, sotto la pioggia, con terreno scivoloso e visibilità così così. Esperienza… intensa. Anche perché la mia forma fisica è quella di un bradipo motivato il giusto.

La seconda volta invece ho fatto una cosa molto più sensata: sono salita dal sentiero più graduale e sono scesa da quello più ripido. È un ottimo compromesso se non sei super allenato ma non vuoi rinunciare a vedere entrambi i percorsi.

La seconda volta le condizioni erano perfette, eppure verso la fine mi fermavo comunque spesso. Ufficialmente per fare foto. In realtà per respirare come una persona civile, perché negli ultimi metri la salita incide parecchio, grazie anche a una serie di gradini piuttosto lunga.

Una cosa che aiuta molto è che non ci sono punti esposti o con sensazione di vuoto particolarmente forte. Da quel punto di vista è un percorso più “tranquillo” rispetto ad altri sull’isola, tipo il Quiraing, dove ogni tanto ti ricordi che sotto hai un bel po’ di aria.

E in ogni caso non preoccuparti: se il fiato non è il tuo punto forte, scoprirai rapidamente che le pause “per fare foto” sono una tradizione condivisa. Nessuno farà domande.


I due percorsi dell'Old Man of Storr
I due percorsi dell'Old Man of Storr

Cosa aspettarti in cima (e dove fermarti)

Arrivato in cima, la prima cosa che penserai probabilmente è: ok, ne è valsa la pena.

Non solo per l’Old Man of Storr in sé, che da vicino è ancora più imponente, ma per tutto quello che hai intorno. Colline verdi che sembrano finire direttamente nel mare, luce che cambia di continuo e quella sensazione molto scozzese di essere in un posto un po’ selvaggio, anche se non sei poi così lontano dalla strada.

Però c’è una cosa importante da sapere: non esiste un solo punto “giusto” dove fermarsi.

Molti arrivano, fanno due foto appena vedono il pinnacolo da vicino e tornano indietro. Ha senso, ma ti perdi una delle parti migliori.

Se hai ancora un minimo di energie (e di dignità respiratoria), vale davvero la pena proseguire ancora un po’. Superando l’Old Man e continuando lungo il sentiero, si aprono prospettive molto più ampie, con viste che spesso sono anche più belle delle classiche foto viste online.

È lì che trovi i viewpoint migliori.

Non sono segnalati con cartelli o indicazioni precise, quindi la regola è semplice: continua finché hai voglia. A un certo punto lo capisci da solo quando fermarti, perché il panorama diventa sempre più stupefacente.

Un’altra cosa che non si capisce bene dalle foto è la scala. Da lontano l’Old Man sembra grande, ma quando ci arrivi vicino ti rendi conto di quanto sia davvero enorme rispetto alle persone intorno. Ed è uno di quei momenti in cui ti fermi non tanto per fare foto, ma proprio per guardarti attorno con calma.

Io entrambe le volte mi sono detta “ancora due minuti e poi torno indietro”.

Non sono mai stati davvero due minuti.


Se ti piace fotografare

Qui hai davvero l’imbarazzo della scelta, ma con una piccola accortezza: non aspettare di arrivare in cima.

Alcuni dei punti migliori per le foto si trovano lungo il sentiero, soprattutto poco prima e poco dopo il pinnacolo. La prospettiva cambia continuamente e vale la pena fermarsi più di una volta.

In più, la luce qui non è mai statica. Anche nello stesso momento può cambiare nel giro di pochi minuti, quindi se trovi una scena che ti piace, prenditi il tempo per guardarla e realizzare lo scatto che renda giustizia a ciò che stai ammirando.

E sì, preparati a fare più pause del previsto. Ma a questo punto hai già capito che è perfettamente normale.


Dati tecnici del trekking all’Old Man of Storr

Durata: circa 1,5 – 2 ore andata e ritorno.

Sul cartello informativo. Nella realtà… dipende.

Io ho iniziato a salire verso le 11:15, sono arrivata su intorno alle 13:30 e sono ripartita alle 14:30. E no, non stavo facendo un documentario: semplicemente tra pause, foto e momenti di recupero fiato, il tempo si allunga senza che te ne accorga.

Distanza: circa 3,5 km totali

Dislivello: circa 280 metri

Difficoltà: facile–media, ma con salita continua e gradini irregolari

Letti così, sono numeri che sembrano piuttosto tranquilli.

Poi inizi a salire e capisci dov’è il trucco: il dislivello è tutto lì, concentrato, senza grandi tregue.

I 40 minuti indicati per la salita sono realistici… se non ti fermi mai.

E onestamente? Meglio prendersi i propri tempi. È uno di quei posti in cui avere fretta non ha molto senso.


Consigli pratici per il trekking all’Old Man of Storr

Se vuoi godertelo senza complicarti la vita, ci sono alcune cose che è meglio sapere prima di partire.


Scarpe: non complicarti la vita

Partiamo dalla cosa più semplice: scarpe decenti. Non serve attrezzatura tecnica, ma il terreno può essere scivoloso, soprattutto dopo o durante la pioggia (cioè spesso). Ci sono tratti con fango, gradini irregolari e pietre bagnate che non collaborano particolarmente.

Le sneakers lisce sono un ottimo modo per rendere la salita più interessante del necessario. Non è impossibile, ma è una di quelle scelte che a metà percorso inizi a mettere in discussione.


Meteo: fidati poco

Il meteo qui gioca sempre un po’ per conto suo. Anche se parti con il sole e il cielo azzurro, non significa molto: nel giro di mezz’ora può cambiare completamente.

Avere una giacca impermeabile nello zaino è una di quelle decisioni che sembrano eccessive… finché non smettono di esserlo. Vale anche al contrario: puoi partire sotto le nuvole e ritrovarti con una luce pazzesca una volta in alto.


Orari: cambia davvero l’esperienza

Se puoi scegliere, evita la fascia centrale della giornata. È il momento in cui arrivano più persone e il sentiero diventa molto più affollato, soprattutto nella prima parte.

Non rovina tutto, ma cambia il ritmo: meno silenzio, più soste obbligate, meno spazio per goderti il panorama con calma. Arrivare presto (o più tardi nel pomeriggio) fa una differenza molto più grande di quanto si possa pensare.

Se scegli il pomeriggio, però, fai attenzione all’orario. Tra salita, pause e discesa il tempo passa più velocemente di quanto pensi e ritrovarsi a scendere con poca luce non è esattamente l’ideale, soprattutto nei tratti più ripidi o scivolosi.


Non devi per forza arrivare in cima

Una delle cose migliori dell’Old Man of Storr è che il panorama non è “solo alla fine”. Già lungo la salita inizi ad avere viste incredibili, quindi se a un certo punto senti che può bastare così, va benissimo fermarsi.

Non è una gara e non c’è un traguardo ufficiale da raggiungere per dire di averlo visto davvero.


Non sottovalutarlo

Proprio perché è uno dei luoghi più iconici di Skye, viene spesso raccontato come una tappa facile e veloce, quasi una passeggiata.

Tieni conto che è una salita vera, continua, che richiede un minimo di energia e un po’ di fiato. Nulla di estremo, ma nemmeno qualcosa da prendere alla leggera.

Poi sì, lo fai senza problemi. Ma è meglio arrivarci sapendo cosa aspettarti.

Una delle punte dell'Old Man of Storr
Una delle punte dell'Old Man of Storr

Perché si chiama Old Man of Storr

Il nome deriva dalla forma del pinnacolo principale, che ricorda vagamente un volto umano. Non serve troppa immaginazione: una volta lì davanti, capisci subito da dove arriva.

Poi c’è la leggenda, che alza un po’ il livello. Si dice che sia il dito di un gigante sepolto sotto la collina.

Se guardi meglio tutta la zona intorno, qualcuno ci vede anche il resto: rocce più grandi e arrotondate che sembrano un pugno, come se questo gigante fosse rimasto intrappolato lì sotto con una mano ancora fuori.

La realtà è meno romantica, ma forse ancora più interessante.

Tutta questa area fa parte del Trotternish Ridge, una delle frane più grandi d’Europa, ancora oggi in lento movimento.

Il paesaggio qui non è nato “verso l’alto” come una montagna classica. È il risultato di enormi masse di terreno che, nel tempo, sono scivolate verso il basso, rompendo tutto in blocchi irregolari.

I pinnacoli isolati, le creste spezzate, quelle rocce che sembrano appoggiate lì un po’ a caso… sono semplicemente le parti più resistenti che non sono crollate.

Tutto il resto si è mosso.

Ed è proprio questo che rende l’Old Man of Storr così particolare: non stai guardando una vetta, ma un paesaggio che si è formato cedendo, spostandosi, cambiando forma.

Forse è anche per questo che dal vivo ha quell’effetto un po’ strano, difficile da spiegare. Le foto lo raccontano, ma non fino in fondo.

La mano del gigante che esce dal terreno
La mano del gigante che esce dal terreno

Vale la pena vedere l’Old Man of Storr?

Sì. Senza troppi giri di parole.

È uno di quei posti che hai già visto ovunque e pensi di conoscere. Poi arrivi lì, inizi a salire, ti fermi più volte del previsto… e capisci che non era solo una foto.

A me è rimasto davvero impresso.

E non è una cosa così scontata.

Sull’Isola di Skye è uno dei posti che ho amato di più, insieme a Fairy Glen. Diversi, ma con la stessa capacità di farti sentire in un posto un po’ fuori dal normale.

E alla fine è questo: non è solo una tappa da vedere. È uno di quei luoghi in cui, mentre stai ancora scendendo, stai già pensando che prima o poi vorrai tornarci.


FAQ

Se stai organizzando la visita all’Old Man of Storr, queste sono le risposte rapide alle domande più comuni.


Serve un biglietto per visitarlo?

No, l’accesso al sentiero è gratuito. L’unica cosa da pagare è il parcheggio, quindi tienilo in conto quando arrivi.


Quanto è difficile davvero il trekking?

Dal punto di vista tecnico non è difficile: il sentiero è chiaro e non ci sono passaggi esposti.

La vera difficoltà è la salita continua, che si fa sentire più di quanto sembri, soprattutto se non sei abituato a camminare in salita.


Si può vedere senza fare il trekking?

Sì, ma con qualche limite.

Dalla base hai già una vista interessante, ma il panorama più bello si apre salendo. Non serve per forza arrivare fino in cima: anche fermarsi a metà può essere un ottimo compromesso.


Quanto tempo serve davvero?

Considera almeno 1,5–2 ore totali.

Poi dipende da te: tra pause, foto e recupero fiato (che succederà), è facile metterci un po’ di più senza neanche accorgersene.


Quando è meglio arrivare per evitare folla?

Prima delle 9 del mattino è il momento migliore per trovare meno persone e vivere il sentiero con più calma. Dalle 10 in poi, soprattutto in alta stagione, il parcheggio si riempie velocemente e la prima parte della salita può diventare affollata. Anche il tardo pomeriggio può funzionare, ma va gestito meglio con gli orari: tra salita e discesa il tempo passa in fretta, e non è il posto ideale per ritrovarsi senza luce.


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