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Oban, Scozia: cosa vedere nella cittadina dove il whisky è arrivato prima delle case

Immagine del redattore: Vale
Vale
29 ago
Tempo di lettura: 12 min

C'è un dettaglio su Oban che trovo irresistibile: la distilleria è nata nel 1794, la città è arrivata dopo. Prima gli alambicchi, poi le case, le vie, il porto. Come priorità, direi che gli scozzesi si erano capiti da subito.

Oban è una cittadina di circa 8.000 abitanti sulla costa ovest della Scozia, raccolta attorno a una baia a ferro di cavallo così perfetta che sembra disegnata apposta per le foto al tramonto. La chiamano "the Gateway to the Isles", la porta delle isole, perché dal suo porto partono i traghetti per Mull, Iona, Kerrera e mezza Ebridi. Ed è anche, ufficiosamente ma nemmeno troppo, la capitale scozzese dei frutti di mare.

Molti la trattano come un semplice punto di passaggio: si arriva, si sale sul traghetto, ciao Oban. Errore. In questa guida ti racconto perché merita almeno una giornata piena, cosa vedere, dove mangiare senza svenarti e quali gite nei dintorni potrebbero fare al caso tuo, con qualche chicca un po' nascosta.

Porto di Oban, sullo sfondo si può vedere il McCaig's Tower
Porto di Oban, sullo sfondo si può vedere il McCaig's Tower

Dove si trova Oban e perché fermarsi

Oban si trova nell'Argyll, sulla costa occidentale della Scozia, a circa due ore e mezza di auto da Glasgow. Non è tecnicamente nelle Highlands "da cartolina" tipo Glencoe o Skye, ma il paesaggio attorno non ha niente da invidiare: loch, colline, isole all'orizzonte e quella luce dorata che sulla costa ovest, quando decide di uscire, non perdona.

La cittadina in sé è un piccolo gioiello vittoriano: si è sviluppata nell'Ottocento come località di villeggiatura, quando arrivò la ferrovia e i turisti dell'epoca scoprirono che il mare della costa ovest era bellissimo (anche se non esattamente balneare, diciamocelo). Il risultato è un lungomare di facciate eleganti, un porto sempre in movimento tra pescherecci e traghetti CalMac e una via principale, George Street, piena di pub, negozietti e profumo di frittura di pesce.

Io me la ricordo così: gabbiani ovunque (professionisti del furto con destrezza, tieni stretto il tuo panino), l'odore di salsedine mescolato a quello di malto che esce dalla distilleria. E poi il tramonto. A Oban ho visto uno dei tramonti più belli di tutti i miei viaggi in Scozia e la cosa buffa è che non lo stavo nemmeno cercando: passeggiavo sul lungomare senza meta, di ritorno verso il centro, quando il cielo ha cominciato a cambiare. La baia si è accesa d'oro e poi d'arancio, le sagome di Kerrera e Mull si scurivano piano sull'orizzonte e, a un certo punto, da qualche parte lungo il marciapiede è arrivato il suono delle cornamuse. Una classe delle superiori si esibiva davanti a un capannello di persone, ragazzi con quella serietà tenera e un po' buffa di chi suona uno strumento più grande di lui e le note rimbalzavano sull'acqua ferma della baia. Il mare, la luce che calava, le cornamuse: una scena così scozzese che sembrava organizzata dall'ente del turismo e invece era solo Oban in una sera qualunque. Sono rimasta lì fino all'ultima luce e da allora per me Oban è soprattutto quello.


Come arrivare a Oban

In auto da Glasgow ci vogliono circa 2 ore e mezza: si costeggia il Loch Lomond sulla A82 e poi si prosegue sulla A85 passando per Tyndrum e Dalmally, con il castello di Kilchurn e il Loch Awe come antipasto (ci torno più avanti, perché merita una sosta). Da Edimburgo conta circa 3 ore. La strada è panoramica praticamente sempre, quindi calcola tempi abbondanti: ti fermerai a fotografare, è matematico.

In treno, e qui viene il bello: Oban è capolinea di un ramo della West Highland Line, una linea ferroviaria che è stata votata tra i viaggi in treno più belli del mondo. Si parte da Glasgow Queen Street e in circa 3 ore si arriva direttamente in centro a Oban, a due passi dal porto. Ci sono circa sei treni diretti al giorno (qualcuno in meno la domenica) e prenotando in anticipo su ScotRail i biglietti partono da una ventina di sterline. Il tratto lungo il Loch Awe, con il treno che sfiora l'acqua sotto il Ben Cruachan, vale da solo il prezzo del biglietto. Se stai organizzando un viaggio in Scozia senza auto, Oban è una delle mete più comode in assoluto.

L'aeroporto più vicino è Glasgow, non esistono voli diretti su Oban (c'è un minuscolo aeroporto locale, ma serve le isole con aerei da otto posti, esperienza affascinante ma non esattamente il tuo volo da Milano).

Un'ultima nota pratica: in estate parcheggiare in centro è un piccolo sport. I parcheggi lungo il porto e dietro la stazione si riempiono presto, quindi se arrivi in auto in alta stagione punta ad arrivare in mattinata.


Cosa vedere a Oban in un giorno

La buona notizia: Oban si gira tutta a piedi, il centro è compatto e la baia fa da bussola naturale. Ecco cosa non perdere.


McCaig's Tower, il Colosseo che non ti aspetti

Alzi lo sguardo dal porto e la vedi: una gigantesca struttura circolare di granito in cima alla collina, con archi che ricordano in modo sospetto il Colosseo. No, non hai sbagliato strada di duemila chilometri. È la McCaig's Tower e la sua storia è deliziosa.

John Stuart McCaig era un banchiere locale di fine Ottocento con due obiettivi: dare lavoro agli scalpellini della zona durante i mesi invernali e lasciare un monumento alla propria famiglia. Nel 1897 iniziò a costruire questa arena ispirata al Colosseo, con l'idea di aggiungerci statue, un museo e una torre centrale. Poi nel 1902 morì, gli eredi chiusero i rubinetti senza pensarci due volte, e il "Colosseo di Oban" rimase per sempre incompiuto. I locali la chiamano affettuosamente McCaig's Folly, la follia di McCaig.

Oggi l'interno è un giardino pubblico e la terrazza regala la vista più bella sulla baia, sul porto e sulle isole. L'ingresso è gratuito e la salita dal centro richiede una decina di minuti attraverso scalinate ripide (la più diretta si chiama Jacob's Ladder, il nome è un programma). Il momento giusto è il tramonto: la baia si accende e capisci subito perché McCaig, tutto sommato, il posto lo aveva scelto benissimo.


La Oban Distillery, più vecchia della città

Nel cuore del centro, incastrata tra la via principale e la parete di roccia, c'è una delle distillerie più antiche e più piccole di Scozia. Fondata nel 1794 dai fratelli Stevenson, ha una particolarità unica: come ti dicevo, Oban è letteralmente cresciuta attorno a lei. E siccome è circondata da case e falesie, non ha mai potuto espandersi: ancora oggi lavora con due soli alambicchi e produce il suo single malt in quantità limitate.

Il tour classico dura circa un'ora, costa 24 sterline (prezzo 2026) e include tre assaggi, tra cui l'Oban 14, il whisky di punta: note di arancia, miele, un filo di fumo e quella sfumatura salmastra che, giurano i mastri distillatori, arriva dal mare qui davanti. Se guidi, niente panico: ti danno i campioncini da portare via. Consiglio spassionato: prenota online con anticipo, perché la distilleria è minuscola, Oban è tappa fissa delle navi da crociera e i tour si riempiono in fretta, soprattutto in estate.

Curiosità che adoro: durante alcuni lavori di ampliamento a fine Ottocento, dietro la distilleria saltò fuori una grotta con resti umani e utensili preistorici, così antichi che gli archeologi hanno battezzato "obaniana" un'intera cultura mesolitica della costa ovest. In pratica qui la gente mangiava frutti di mare già diecimila anni fa. La vocazione del posto era chiara da un pezzo.

McCaig's Tower, Oban
McCaig's Tower, Oban

Il lungomare, la cattedrale e le piccole sorprese del centro

Il modo migliore per prendere le misure a Oban è camminare lungo la Corran Esplanade, il lungomare che dal porto va verso nord. A metà strada trovi la cattedrale di St Columba, in granito scuro, progettata da Giles Gilbert Scott. Il nome magari non ti dice nulla, ma è lo stesso architetto delle iconiche cabine telefoniche rosse britanniche. Da una cabina telefonica a una cattedrale, un curriculum versatile.

Sempre in zona merita una sosta l'Oban War & Peace Museum, un piccolo museo gratuito gestito da volontari che racconta una pagina poco nota: durante la Seconda guerra mondiale questa baia tranquilla era una base di idrovolanti e un punto di raccolta dei convogli atlantici. Dieci minuti ben spesi, soprattutto se fuori piove (e a Oban l'eventualità non è remota).

E se piove davvero, il piano B ha un nome preciso: Oban Chocolate Company, cioccolateria artigianale sul lungomare con vetrate sulla baia. Cioccolata calda, vista mare, pioggia fuori. Ci sono pomeriggi peggiori nella vita.


Dunollie Castle e la spiaggia di Ganavan Sands

Proseguendo lungo il mare oltre l'esplanade, in una ventina di minuti a piedi arrivi alle rovine di Dunollie Castle, l'antica roccaforte del clan MacDougall, avvolta nel bosco su un promontorio che domina l'ingresso della baia. Il castello è un rudere come piace a me, il piccolo museo nella casa accanto racconta la storia del clan e il sentiero nel bosco ha un'aria da fiaba che con la nebbiolina giusta diventa pura ambientazione fantasy.

Ancora più avanti (circa 4 km dal centro, si arriva a piedi, in bici o con una corsa di bus) c'è Ganavan Sands, una vera spiaggia di sabbia con vista sulle isole di Lismore e Mull. In una giornata di sole è il posto perfetto per un picnic. Il bagno, invece, lo lascio volentieri agli scozzesi, che notoriamente hanno un rapporto tutto loro con la temperatura dell'acqua.


Dove mangiare a Oban: benvenuti nella capitale dei frutti di mare

Qui arriviamo al motivo per cui molti tornano a Oban anche solo di passaggio. La cittadina si è guadagnata il titolo di capitale scozzese dei frutti di mare e per una volta non è marketing: i pescherecci scaricano ogni giorno a pochi metri dai tavoli.

L'istituzione assoluta è la Oban Seafood Hut, che tutti chiamano semplicemente the Green Shack: una baracchina verde sul molo dei traghetti CalMac, aperta da una famiglia di pescatori dal 1990. Niente tavoli veri, niente fronzoli, solo ostriche freschissime, capesante al burro e aglio, cozze al vino bianco, langoustine e il leggendario panino ai gamberi, da mangiare in piedi guardando i traghetti che partono. Due avvertenze fondamentali: si paga solo in contanti e la baracca è stagionale, apre più o meno da marzo a novembre. Terza avvertenza, non ufficiale ma vitale: i gabbiani di cui sopra conoscono il menu meglio di te. Difendi il panino.

Se preferisci sederti, l'Ee-Usk sul North Pier (il nome è la pronuncia del gaelico "iasg", pesce) serve piatti di mare con vetrate spettacolari sulla baia: qui prenotare è praticamente obbligatorio. E per la serata pigra c'è sempre il fish and chips: a Oban lo fanno con l'haddock appena sbarcato e, mangiato sul porto al tramonto, vale quanto una cena stellata. Con un rischio gabbiano, va detto, decisamente più alto.


Le isole: i traghetti da Oban e le gite migliori

Il porto è il cuore pulsante di Oban e i traghetti bianchi e rossi della CalMac sono parte del paesaggio quanto la McCaig's Tower. Anche se non hai in programma un tour delle Ebridi, almeno una gita in giornata te la consiglio. Ecco le opzioni principali, in ordine di impegno.

Isola

Traversata da Oban

Perché andarci

Kerrera

10 minuti (dal molo di Gallanach)

Il castello di Gylen e un'isola quasi senza auto

Mull (Craignure)

Circa 50 minuti

Tobermory, paesaggi selvaggi, base per Iona e Staffa

Lismore

Circa 50 minuti

Pace assoluta, ideale in bici

Iona

Via Mull

L'abbazia culla del cristianesimo scozzese

Staffa

In tour da Oban o da Mull

La Grotta di Fingal e i puffin

McCaig's Tower, Oban
McCaig's Tower, Oban

Kerrera, l'isola davanti casa

Kerrera è l'isola verde che chiude la baia di Oban, e la gita è di una semplicità disarmante: un traghettino la raggiunge in una decina di minuti dal molo di Gallanach, un paio di chilometri a sud del centro. Dall'altra parte trovi un'isola con una manciata di abitanti, praticamente niente auto e un anello a piedi di circa 10 km che passa per le rovine del Gylen Castle, una torre cinquecentesca arroccata su uno sperone a picco sul mare che sembra uscita da un romanzo. A metà strada c'è pure un tea garden dove premiarsi con torta e tè. Mezza giornata perfetta, costo del traghetto irrisorio, zero organizzazione richiesta.


Mull, Iona e Staffa: la gita grande

Il traghetto Oban-Craignure impiega circa 50 minuti ed è già di suo una mini crociera tra castelli (si passa davanti al Duart Castle) e montagne. A piedi il biglietto costa circa 5 sterline a tratta, con l'auto siamo attorno alle 17-18 sterline a tratta e in alta stagione la prenotazione del posto auto è praticamente indispensabile. Su Mull ti aspettano le casette color pastello di Tobermory, strade a corsia unica in mezzo al nulla più fotogenico di Scozia e, con un po' di fortuna, aquile di mare.

Da Mull si prosegue per Iona, l'isoletta dell'abbazia dove nel 563 sbarcò San Colombano, e per Staffa, con la Grotta di Fingal e le sue colonne di basalto che ispirarono un'ouverture a Mendelssohn. Tra fine aprile e inizio agosto, Staffa ha un bonus che da solo giustifica il viaggio: i puffin, le pulcinelle di mare, che nidificano sulle scogliere e ti ignorano con aristocratica indifferenza mentre le fotografi da due metri. Se non hai l'auto o non vuoi incastrare traghetti e coincidenze, da Oban partono tour organizzati in giornata che combinano Mull, Iona e Staffa: costano di più del fai da te, ma in una giornata sola risolvono tutto.


I dintorni di Oban: ponti sull'Atlantico, castelli e rapide di marea

Se ti fermi più di un giorno, i dintorni nascondono alcune delle chicche più curiose di tutta la costa ovest.

A un quarto d'ora a sud c'è l'isola di Seil, collegata alla terraferma dal Clachan Bridge, un ponticello in pietra del 1792 noto con il nome più esagerato della storia dei ponti: "the Bridge over the Atlantic", il ponte sull'Atlantico. Tecnicamente vero, visto che sotto scorre un braccio di oceano largo quanto un canale. Da Seil un altro traghettino porta a Easdale, minuscola ex isola di cavatori di ardesia dove ogni settembre si tiene il campionato mondiale di lancio dei sassi sull'acqua, dentro una vecchia cava allagata. La Scozia sa essere meravigliosamente seria sulle cose non serie.

Verso nord, a circa mezz'ora di strada, c'è Castle Stalker, il castello su un isolotto in mezzo al Loch Laich che hai già visto mille volte senza saperlo: è il "Castle Aaargh" del finale di Monty Python e il Sacro Graal. Si ammira (e si fotografa benissimo) dal punto panoramico con caffè lungo la A828. E se arrivi o riparti in direzione Glasgow, una sosta al Kilchurn Castle sul Loch Awe è d'obbligo: rovina in riva al loch, montagne alle spalle, riflessi nell'acqua. Praticamente il castello scozzese che disegneresti a occhi chiusi.

L'ultima chicca è a soli dieci minuti da Oban: le Falls of Lora, sotto il ponte di Connel. Non sono cascate vere ma rapide di marea: quando la marea scende, il Loch Etive si svuota nell'oceano attraverso una soglia rocciosa e il mare, letteralmente, forma delle rapide che cambiano direzione a seconda dell'ora. Vanno viste con le maree giuste (le più forti, in luna piena o nuova), ma l'idea di un pezzo di oceano che fa le bizze due volte al giorno merita almeno una sosta fotografica.


Quando andare a Oban e quanto restare

Il periodo migliore va da maggio a settembre: giornate lunghissime, traghetti a pieno regime, Green Shack aperta e tutti i tour attivi. Fine agosto ha un asso in più, gli Oban Games, gli Highland Games locali con lancio del tronco, cornamuse e kilt in quantità industriale. Il rovescio della medaglia è che luglio e agosto sono anche i mesi più affollati e cari, quindi maggio, giugno e settembre restano il mio compromesso preferito. I famigerati midges, i moscerini scozzesi, in centro a Oban si fanno sentire poco grazie alla brezza di mare, ma nelle gite tra boschi e loch la sera fanno il loro dovere: repellente in valigia sempre.

In inverno Oban rallenta parecchio: alcuni locali chiudono, i traghetti riducono le corse e la baracchina verde va in letargo. In compenso a novembre c'è il Winter Festival e la cittadina, tra luci e mare grigio, ha un fascino malinconico tutto suo.

Quanto restare? Per la cittadina in sé basta una giornata piena. Ma il vero valore di Oban è come base: con due o tre notti ci incastri Kerrera o Mull, i dintorni e almeno un tramonto dalla McCaig's Tower senza correre. E in Scozia correre è sempre la scelta sbagliata.


Dove dormire a Oban

Oban è piena di guesthouse e B&B in stile vittoriano, molti concentrati sulla Corran Esplanade e sulle colline dietro il porto, con viste sulla baia che al mattino ripagano qualsiasi scalinata. Il punto dolente è la disponibilità: essendo lo snodo dei traghetti, in alta stagione si riempie con mesi di anticipo e i prezzi salgono di conseguenza. Se trovi tutto pieno o fuori budget, guarda i paesini attorno (Connel, per esempio, a dieci minuti di auto): si dorme spendendo meno e si arriva in centro in un attimo.


Domande frequenti su Oban

Ecco alcune domande al volo su Oban!


Oban vale la pena o è solo un porto di passaggio?

Vale assolutamente la pena. Tra la McCaig's Tower, la distilleria, il lungomare e la scena gastronomica, Oban regge benissimo una giornata piena, e come base per le isole e i dintorni è tra le più comode di tutta la costa ovest.


Quanto tempo serve per visitare Oban?

Un giorno intero per la cittadina, due o tre notti se vuoi usarla come base per Kerrera, Mull o i dintorni. In mezza giornata riesci comunque a vedere la torre, la distilleria e a mangiare sul porto.


Si può visitare Mull in giornata da Oban?

Sì, il traghetto impiega circa 50 minuti e i primi partono la mattina presto. In giornata si riesce a vedere Tobermory e un pezzo di isola, oppure puntare su Iona o Staffa con un tour organizzato. Per girare Mull con calma, però, una notte sull'isola cambia tutto.


Come si arriva a Oban senza auto?

In treno diretto da Glasgow Queen Street in circa 3 ore, lungo una delle linee ferroviarie più panoramiche del mondo. La stazione è in centro, a due passi dal porto e dai traghetti, quindi Oban è una meta perfetta anche per un viaggio in Scozia senza auto.

Oban è uno di quei posti che non urlano. Non ha un monumento da lista dei desideri né un panorama da copertina, eppure tra un dram di whisky, un panino ai gamberi conteso con un gabbiano e un tramonto sul lungomare con le cornamuse in sottofondo, ti accorgi che è esattamente la Scozia che speravi di trovare. Se stai costruendo il tuo itinerario sulla costa ovest, qui accanto trovi anche i miei consigli su quando visitare la Scozia, gli errori da evitare e quanto costa davvero un viaggio nelle Highlands.

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