Puzzlewood e la Foresta di Dean: il bosco più magico d'Inghilterra (guida completa)
- Vale

- 13 ago
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Aggiornamento: 10 minuti fa
Ci sono posti che vedi in foto e pensi "vabbè, sarà Photoshop". Puzzlewood è uno di quelli. Poi ci arrivi, fai i primi dieci passi tra rocce coperte di muschio e radici che sembrano scolpite apposta per un film fantasy e capisci che no, non è Photoshop: è che l'Inghilterra ogni tanto esagera.
Puzzlewood è un piccolo bosco antico nel cuore della Foresta di Dean, nel Gloucestershire, a due passi dal confine con il Galles. È il posto dove hanno girato alcune scene di Star Wars, Doctor Who e Merlin. Ma è anche, molto probabilmente, uno dei luoghi che hanno ispirato le foreste della Terra di Mezzo di Tolkien. Insomma: se ami il fantasy, questo bosco è un pellegrinaggio. Se non lo ami, tranquillo, è comunque uno dei boschi più belli e strani che ti capiterà di vedere.
In questa guida ti racconto tutto: cos'è Puzzlewood e perché è così assurdo, la natura e le leggende di questi boschi (c'è pure una Bestia e un anello maledetto), cosa ci hanno girato, come arrivare, quanto costa, gli errori da evitare e cosa vedere nella Foresta di Dean per trasformare la visita in una giornata (o un weekend) perfetta.

Dove si trova Puzzlewood
Puzzlewood si trova appena fuori dal paesino di Coleford, nella Foresta di Dean (Forest of Dean), Gloucestershire, Inghilterra occidentale. Siamo in quella fetta di campagna inglese incastrata tra il fiume Severn e il fiume Wye, praticamente sul confine gallese: da qui il Galles è talmente vicino che potresti sconfinare per sbaglio.
La Foresta di Dean è una delle poche antiche foreste reali di caccia rimaste in Inghilterra e, sorpresa, è una foresta vera, di quelle fitte e verdissime, non un nome rimasto su una mappa. Tutta la zona, insieme alla vicina Wye Valley, è un'area protetta di straordinaria bellezza naturale. Tradotto: qualunque strada tu prenda, il panorama fa la sua figura.
Per il navigatore: il codice postale di Puzzlewood è GL16 8QB e da Coleford basta seguire i cartelli turistici marroni.
Perché Puzzlewood è così speciale (colpa dei Romani, in parte)
Ecco la cosa che rende Puzzlewood diverso da qualsiasi altro bosco: quel paesaggio da fiaba non è solo opera della natura. È il risultato di duemila anni di collaborazione involontaria tra geologia, minatori romani e muschio.
Il sottosuolo qui è calcareo e milioni di anni fa l'erosione ha creato un sistema di grotte che col tempo è affiorato in superficie, aprendosi in gole, crepacci e formazioni rocciose dalle forme improbabili. Queste formazioni si chiamano scowles e la Foresta di Dean è uno dei pochissimi posti al mondo dove si possono vedere.
Poi sono arrivati i Romani (e forse i Celti prima di loro), che in quelle rocce hanno trovato minerale di ferro e hanno iniziato a scavare a cielo aperto. Quando le miniere sono state abbandonate, la foresta si è ripresa tutto: il muschio ha ricoperto le rocce, i tassi e i faggi hanno affondato le radici nei crepacci, e il risultato, dopo qualche secolo di pazienza vegetale, è il labirinto verde e contorto che vediamo oggi. Nell'Ottocento un proprietario terriero ha fatto tracciare i sentieri e i ponticelli di legno (pare per il divertimento dei figli e degli amici, il che lo rende il papà più promosso della storia) e ai primi del Novecento il bosco è stato aperto al pubblico, con una semplice cassetta delle offerte al cancello a beneficio della chiesa locale. Altri tempi.
Dettaglio che adoro: nel 1848 alcuni operai, spostando un blocco di pietra, scoprirono in una cavità della roccia tre giare di terracotta con dentro oltre 3.000 monete romane del III secolo. Nessuno sa chi le abbia nascoste lì, né perché non sia mai tornato a riprendersele. Un tesoro sepolto in un bosco labirintico e rimasto senza padrone per millesettecento anni: se questo non è l'inizio di un romanzo fantasy, poco ci manca.
Dentro il bosco: muschio, tassi e una foresta pluviale (sì, in Inghilterra)
Facciamo un attimo i seri, perché Puzzlewood non è solo un set fotogenico: è un piccolo miracolo naturalistico. Tecnicamente è una foresta pluviale temperata, un habitat rarissimo nel Regno Unito e in Europa: l'umidità costante, il clima mite e la conca di roccia degli scowles creano un microclima in cui muschi, felci e funghi prosperano tutto l'anno. È il motivo per cui qui il verde non è un colore: è un rivestimento integrale. Muschio sulle rocce, muschio sui tronchi, muschio sui gradini (ricordi la questione scarpe? Ecco perché insisto).
I veri protagonisti del bosco sono i tassi, affiancati da querce, faggi, frassini e tigli dalle forme contorte. Sono loro i responsabili degli scorci più teatrali di Puzzlewood: i tassi hanno una curiosa predilezione per il ferro e le loro radici si infilano nei filoni di minerale e nelle spaccature della roccia, avvolgendo gli scowles in abbracci legnosi che sembrano scolpiti apposta. Aggiungici che il tasso è un albero praticamente eterno (in Gran Bretagna ce ne sono di più che millenari) e che nel folklore britannico è da sempre l'albero del confine tra i mondi, piantato nei cimiteri e legato insieme alla morte e all'immortalità (impossibile non pensare anche alla famosissima porta della St Edward's Church a Stow-on-the-Wold). Insomma: se questo bosco mette i brividi buoni, un motivo botanico c'è.
E poi c'è la vita. In primavera il sottobosco si accende di bluebell, i giacinti selvatici che trasformano le radure in tappeti blu-violetti (uno degli spettacoli più amati d'Inghilterra, qui con contorno di rocce fatate), mentre l'aglio orsino si annuncia al naso prima ancora che agli occhi. Tra i rami si sentono picchi, luì e cardellini e il birdwatching è un'attività molto più praticata di quanto si creda. Una cosa importante: Puzzlewood è prima di tutto un'area di conservazione e all'ingresso ti viene chiesto, nero su bianco, di non uscire mai dai sentieri. Regola da prendere sul serio, quel muschio ci ha messo secoli ad arrivare dov'è.
Nel resto della Foresta di Dean, poi, la fauna fa sul serio: cinque specie di cervi, rare martore, castori di recente ritorno e, soprattutto, i cinghiali. Ma di quelli parliamo tra poco, perché c'entrano con una leggenda.

Il bosco che (forse) ha ispirato Tolkien
E qui tocchiamo un tasto per me molto sensibile. Si dice che J.R.R. Tolkien, che frequentava questa zona, abbia tratto ispirazione proprio da Puzzlewood e dalla Foresta di Dean per le foreste della Terra di Mezzo: la Vecchia Foresta, Lothlórien, Bosco Atro.
Onestà prima di tutto: non esiste una lettera in cui Tolkien scrive "cari tutti, Puzzlewood mi ha cambiato la vita". È una tradizione locale più che un fatto documentato. Però ti dico questo: quando cammini tra quelle radici contorte e quelle gole di muschio, la domanda non è più "sarà vero che ha ispirato Tolkien?", ma "come avrebbe potuto NON ispirarlo?". Ci sono angoli in cui ti aspetti seriamente di veder sbucare un elfo da dietro un tasso. Io c'ho sperato fino all'ultimo, lo ammetto.
C'è però un indizio in più, ed è il mio preferito in assoluto. A pochi chilometri da Puzzlewood, a Lydney Park, ci sono i resti di un tempio romano dedicato al dio Nodens, costruito su una collina crivellata di antiche gallerie minerarie che i locali chiamano da secoli Dwarf's Hill: la collina dei nani, perché la tradizione popolare voleva quei cunicoli abitati da nani e folletti. E qui il documentato entra in scena: alla fine degli anni Venti gli archeologi che scavavano il sito chiamarono a consulto proprio il professor Tolkien, per studiare l'origine del nome Nodens, il suo saggio è pubblicato nel rapporto ufficiale degli scavi, nessuna leggenda, carta canta. Tra i reperti del tempio c'è anche una tavoletta con una maledizione incisa: un certo Silvanus chiede al dio di negare la salute al ladro che gli ha rubato un anello d'oro, finché l'anello non tornerà al tempio. E l'anello (o uno straordinariamente compatibile con la maledizione) esiste davvero: è saltato fuori in un campo dello Hampshire e oggi è esposto nella tenuta di The Vyne, che non a caso gli ha dedicato una sala con tanto di richiami tolkieniani. Ricapitolando: un anello d'oro rubato, una maledizione, una collina dei nani piena di miniere abbandonate e Tolkien che ci lavora sopra pochi anni prima di scrivere Lo Hobbit. Le conclusioni traile pure tu. Io le mie le ho tratte da un pezzo e con notevole soddisfazione.
E Tolkien non è l'unico: anche J.K. Rowling, che tra l'altro è cresciuta proprio ai margini della Foresta di Dean, ha visitato Puzzlewood e più di qualcuno giura che la Foresta Proibita di Harry Potter abbia parecchio in comune con questi sentieri. Ma sui legami tra questa zona e Harry Potter torniamo tra poco, perché c'è di più.
Leggende della Foresta di Dean: la Bestia, la pietra che sanguina e re Artù
Una foresta così antica non poteva non accumulare leggende e la Foresta di Dean ne ha una collezione niente male. Ti racconto le mie preferite.
La Bestia di Dean (in arte "Moose-Pig")
La star assoluta del folklore locale è la Beast of Dean: una creatura enorme, simile a un cinghiale ma di proporzioni impossibili, capace, dicevano, di abbattere alberi e sfondare siepi e recinzioni al suo passaggio. Le prime segnalazioni risalgono al 1802, nei boschi intorno al villaggio di Parkend e gli abitanti presero la faccenda talmente sul serio da organizzare una vera battuta di caccia. Risultato: niente. Nessuna traccia, nessuna bestia. Il che, come sempre in questi casi, non fece che ingigantire la leggenda. Il dettaglio più bello? All'epoca i cinghiali erano estinti in Gran Bretagna da secoli: qualunque cosa avessero visto quei contadini, un cinghiale "normale" non poteva esserlo. Il soprannome popolare della creatura, "Moose-Pig", maiale-alce, rende bene l'identikit.
Colpo di scena moderno: oggi i cinghiali nella Foresta di Dean ci sono davvero. Fuggiti da alcuni allevamenti negli anni Novanta, si sono ristabiliti alla grande e ormai se ne contano diverse centinaia: se cammini nei boschi intorno a Puzzlewood potresti incrociarne uno in carne e setole (tienti a distanza e niente cibo: non è un labrador). E ogni tanto qualcuno giura ancora di aver sentito un "ruggito ultraterreno" tra gli alberi.
Evidentemente la Bestia gradisce la rimpatriata.
La pietra che sanguina
Sulla strada tra Coleford e Monmouth, vicino al villaggio di Staunton, si trova la Longstone, un monolite dell'età del Bronzo alto più di due metri. La leggenda dice che se lo pungi con uno spillo esattamente a mezzanotte, la pietra sanguina. Non ho verificato di persona: resto dell'idea che pungere megaliti a mezzanotte sia una pessima strategia di vita a prescindere dall'esito.
Re Artù, le fate e il paradosso dei tassi
Da queste parti si racconta anche che re Artù e i suoi cavalieri abbiano battuto questi boschi e vicino a Symonds Yat esiste perfino una King Arthur's Cave, una grotta frequentata dall'uomo fin dalla preistoria. Che poi Merlin sia stato girato proprio qui, duemila anni di leggende dopo, sembra un cerchio che si chiude con notevole eleganza.
Quanto a Puzzlewood, ovviamente c'è chi giura di averci visto le fate, soprattutto tra i visitatori sotto il metro d'altezza, categoria notoriamente attendibile in materia. E c'è un'ironia folkloristica che adoro: nelle tradizioni britanniche le fate detestano il ferro, eppure i guardiani di questo bosco sono proprio i tassi (nel folklore i custodi della soglia del regno fatato) che affondano le radici dritte nei filoni di ferro. Un piccolo paradosso magico che nessuno si è mai preso la briga di risolvere. Meglio così: i boschi migliori sono quelli con qualche conto che non torna.

Puzzlewood sul set: Merlin, Star Wars, Doctor Who e compagnia
Se Puzzlewood ti sembra familiare pur non essendoci mai stato, c'è un motivo: l'hai già visto in TV. Probabilmente più di una volta. Questo bosco è uno dei set naturali più amati dalle produzioni britanniche e non solo, per una ragione semplicissima: non serve costruire niente. La scenografia fantasy è già lì, gratis, muschio incluso. La produttrice di Star Wars Kathleen Kennedy l'ha definito, senza troppi giri di parole, la foresta più magica della Terra.
Merlin (e il motivo per cui questo bosco per me è ancora più speciale)
Partiamo da quella che per me è LA serie: Merlin (2008–2012). Puzzlewood compare in tutte e cinque le stagioni e in pratica è mezza Albion: accampamenti dei druidi, battute di caccia di Artù, nascondigli di Morgana, la via per le Terre Perigliose, battaglie, fughe, agguati. Se in un episodio qualcuno cammina in un bosco (e in Merlin qualcuno cammina in un bosco all'incirca ogni quattro minuti) ci sono ottime probabilità che sia Puzzlewood.
E qui concedimi la parentesi personale. Una delle mie amiche più care è diventata tale proprio grazie a Merlin: ai tempi dell'università abbiamo attaccato bottone parlando della serie e da lì non abbiamo più smesso. Anni dopo siamo finite insieme (con una terza complice) proprio a Puzzlewood, a camminare sugli stessi sentieri di Merlino e Artù. Ecco, camminare in un posto del genere accanto a un'amicizia nata da quella serie lì… ha un che di poetico che nemmeno la sceneggiatura più ruffiana. Le grandi amicizie, come i grandi regni, a volte iniziano in una foresta. O parlandone.
Star Wars: Il Risveglio della Forza
Nel 2015 a Puzzlewood è arrivato direttamente l'Impero (anzi, il Primo Ordine): qui sono state girate scene di Star Wars: Il Risveglio della Forza, con Rey e BB-8 tra gli alberi del pianeta Takodana. Da allora non è raro incrociare tra i sentieri visitatori con spade laser al seguito e ti dirò: nel contesto, stonano meno di quanto pensi.
Doctor Who
Puzzlewood è una vecchia conoscenza anche del Doctor Who: l'Undicesimo Dottore di Matt Smith ha girato qui sia nel suo primo anno (l'episodio con gli Angeli Piangenti nella foresta, che dopo la visita farà ancora più paura) sia nello speciale di Natale 2013, quello del passaggio di testimone a Peter Capaldi. Praticamente il bosco ha visto un'intera rigenerazione.
E poi tutti gli altri
La lista continua ed è quasi imbarazzante: Jack il Cacciatore di Giganti, The Huntsman: Winter's War (con Ewan McGregor e Stanley Tucci sul set mentre i visitatori normali passeggiavano lì accanto), il Sogno di una notte di mezza estate della BBC, The Secret Garden con Colin Firth, la serie Netflix Cursed, Atlantis, Da Vinci's Demons, perfino The Dark Crystal: Age of Resistance. A questo punto, più che un bosco con qualche set, è un set con qualche albero.
Piccola nota onesta da fan: sul posto le indicazioni sui punti esatti delle riprese sono poche. Se vuoi ritrovare le location precise di Merlin o Star Wars, cercale prima e portati qualche screenshot sul telefono: il gioco del "riconosci la scena" è metà del divertimento.
Com'è la visita: benvenuto nel labirinto
Puzzlewood è piccolo, circa 5,5 ettari, ma non farti ingannare: dentro ci sono quasi due chilometri e mezzo di sentieri che si intrecciano, si biforcano, salgono e scendono tra gole di roccia, scalette di pietra, ponticelli di legno e punti panoramici. Il nome non è casuale: puzzle significa rompicapo e il bosco fa di tutto per meritarselo. Non c'è una mappa, non c'è un percorso obbligato: perdersi è previsto dal programma, ed è la parte migliore (tranquillo: è comunque un bosco recintato di 5 ettari, prima o poi l'uscita la trovi... probabilmente).
Il consiglio più importante che posso darti: non correre. Puzzlewood non è un posto da spuntare in mezz'ora, è un posto da esplorare con calma, infilandosi in ogni deviazione, cercando le porticine nascoste e le formazioni rocciose più strane. Ufficialmente la visita dura un'ora, un'ora e mezza; se sei tipo da foto (o da "aspetta, questa è la scena dell'episodio 3x05!") mettine in conto due o tre.
All'ingresso trovi anche una piccola fattoria con animali (capre, asini, pony Shetland, pecore, galline), un'area giochi, un caffè per la doverosa fetta di torta post-esplorazione e un negozietto. Per i bambini c'è una caccia al tesoro a tema monete romane che, a giudicare dall'entusiasmo generale, funziona benissimo anche sugli adulti.
Informazioni pratiche: orari, prezzi, prenotazione
Qui la parte noiosa ma fondamentale, perché Puzzlewood ha qualche regola sua e presentarsi impreparati è l'errore classico.
Prenotazione: puoi acquistare i biglietti online sul sito ufficiale (puzzlewood.net) ed è consigliabile prenotare in anticipo, soprattutto nei weekend e durante le vacanze scolastiche, quando l'affluenza è maggiore. In alternativa puoi acquistarli direttamente alla casupola che trovi prima dell'ingresso, accanto all'area degli animali.
Prezzi: indicativamente sulle 10 £ per gli adulti e 8,50 £ per i bambini, più una piccola commissione online. Controlla sempre il sito per le tariffe aggiornate.
Orari: variano parecchio con le stagioni. Da aprile a ottobre è aperto tutti i giorni dalle 10, con ultimo ingresso che slitta in avanti d'estate (alle 17 in luglio e agosto) e si accorcia in autunno. Attenzione: in pieno inverno Puzzlewood chiude del tutto, indicativamente da fine novembre a febbraio e a marzo e novembre apre solo in alcuni giorni della settimana. Verifica sempre prima di partire.
Meteo: in caso di maltempo serio il bosco può chiudere per sicurezza (con rimborso). Se il cielo promette drammi, controlla sito e social la mattina stessa.
Cani: purtroppo non sono ammessi, per proteggere il bosco e per via degli animali della fattoria.
Scarpe: questa è importantissima. Ci sono più di 200 gradini stretti, irregolari e scivolosi, specie dopo la pioggia (cioè: in Inghilterra, spesso). Ti consiglio davvero scarpe con suola che fa grip, non le sneakers lisce da città. Il muschio è bellissimo da vedere e infido da calpestare.
Accessibilità: per gli stessi motivi, il percorso non è adatto a passeggini e sedie a rotelle e i bimbi piccoli devono camminare con le loro gambe (o viaggiare in marsupio).

Come arrivare a Puzzlewood
L'auto è, di nuovo, la scelta giusta. La Foresta di Dean è campagna vera e i mezzi pubblici qui sono più una dichiarazione d'intenti che un servizio. In auto sei a circa un'ora da Bristol e da Cardiff, una mezz'ora da Gloucester e più o meno due ore e mezza-tre da Londra. Il parcheggio in loco c'è.
Se proprio vuoi tentare coi mezzi: le stazioni ferroviarie più vicine sono Lydney (a circa 9 km), Chepstow e Gloucester, ma da lì serve comunque un taxi (da prenotare prima: alle stazioni non ci sono posteggi taxi, benvenuto nella campagna inglese). In alternativa, i bus Stagecoach arrivano a Coleford, da cui Puzzlewood dista 10–15 minuti a piedi.
La buona notizia: la zona si abbina benissimo a un itinerario più ampio. Puzzlewood sta praticamente sulla strada tra i Cotswolds e il Galles del sud, quindi se stai pianificando un viaggio in quella fetta di Inghilterra puoi incastrarlo senza stravolgere nulla.
Quando andare (e quando è più magico)
Puzzlewood è fotogenico sempre, ma cambia faccia con le stagioni:
Primavera: verde nuovo, muschio al massimo splendore dopo le piogge invernali, meno folla e tra fine aprile e maggio i tappeti di bluebell in fiore. Ottima scelta, forse la migliore.
Estate: il bosco è fitto e ombroso (una benedizione nelle giornate calde), ma è anche alta stagione: prenota e arriva all'apertura, perché nei weekend e nelle vacanze scolastiche si riempie (io sono andata un lunedì mattina di fine giugno direttamente all'apertura, dopo 3 ore che giravo ho notato l'afflusso di gente notevolmente aumentato).
Autunno: foglie dorate sul muschio verde, atmosfera al 110%. Per me il periodo più scenografico in assoluto.
Inverno: chiuso quasi del tutto, come dicevamo. Il bosco riposa e i Weeping Angels pure.
Regola d'oro valida tutto l'anno: giorno feriale + prima mattina = Puzzlewood quasi tutto per te. E credimi, questo bosco vuoto è un'esperienza completamente diversa da questo bosco con cinquanta famiglie in fila sul ponticello.
Cosa vedere nella Foresta di Dean oltre Puzzlewood
Sarebbe un delitto fare tutta la strada fino a qui solo per un paio d'ore di bosco. La Foresta di Dean e la vicina Wye Valley meritano almeno una giornata piena, meglio due. Ecco i posti che vale davvero la pena incastrare nel programma.
Clearwell Caves
A cinque minuti da Puzzlewood c'è il suo gemello sotterraneo: le Clearwell Caves, un sistema di grotte naturali scavate per il ferro da oltre quattromila anni, dove si scende in autonomia fino a una trentina di metri sotto la foresta tra caverne, pozze e formazioni rocciose. Anche qui il cinema ha fatto tappa: Doctor Who, His Dark Materials, The Winter King. Perfette come piano B nei giorni di pioggia, o come piano A se ami i sottosuoli. Portati una felpa: là sotto l'estate è un concetto astratto.
Symonds Yat Rock
Il punto panoramico più famoso della zona, e con ottime ragioni: dall'alto della rupe la vista abbraccia l'ansa del fiume Wye che serpeggia tra boschi e colline, con i falchi pellegrini che nidificano sulle pareti rocciose. Sotto, a Symonds Yat, ci si può concedere un pranzo in un pub sul fiume o un giro in canoa sul Wye. Curiosità per potterhead: è qui che Harry, Ron e Hermione si accampano in fuga nei Doni della Morte, la Foresta di Dean è citata esplicitamente nel libro (la Rowling, da queste parti, giocava in casa) e le scene sul fiume del film sono state girate proprio a Symonds Yat.
Il Sculpture Trail di Beechenhurst
Un sentiero circolare di circa 7 km nel cuore della foresta, gratuito (si paga solo il parcheggio), punteggiato da 17 sculture contemporanee ispirate alla storia del posto. Il pezzo forte è Cathedral di Kevin Atherton: una vetrata colorata alta quasi cinque metri sospesa tra gli alberi, che quando il sole ci passa attraverso trasforma la foresta in, appunto, una cattedrale. Molto più suggestivo di quanto "sentiero con sculture" faccia pensare.
Dean Forest Railway e Perrygrove Railway
Per gli amanti dei treni (o per chi viaggia con bambini da tenere occupati): la Dean Forest Railway è una ferrovia storica a vapore gestita da volontari, con fermate che si prestano a passeggiate e soste nei pub. La Perrygrove Railway, proprio accanto a Puzzlewood, è più piccola e pensata per famiglie, con casette sugli alberi e cacce al tesoro.
Cannop Ponds e i sentieri della foresta
Se dopo Puzzlewood hai ancora fame di verde, la foresta è attraversata da centinaia di chilometri di sentieri a piedi e in bici. I laghetti di Cannop Ponds e di Mallards Pike sono perfetti per una passeggiata tranquilla o un picnic, con i pini che si specchiano nell'acqua e un discreto viavai di anatre con molta autostima.

Itinerario consigliato: una giornata (o un weekend) perfetta
Se hai un giorno solo: Puzzlewood alla mattina presto (prenota il primo slot), pranzo al caffè o picnic, Clearwell Caves nel primo pomeriggio e chiusura in bellezza al tramonto a Symonds Yat Rock. Compatto, fattibile, memorabile.
Se hai un weekend: aggiungi il Sculpture Trail e una mezza giornata sul fiume Wye in canoa, oppure un salto alle rovine di Tintern Abbey, poco più a sud lungo la valle. Dormire in zona, tra Coleford e Clearwell, ha anche il vantaggio di farti trovare a Puzzlewood all'apertura senza sveglie criminali. Volendo, a circa un'ora di macchina ci sono le carinissime Malvern Hills.
In conclusione: fidati del muschio
Puzzlewood è uno di quei posti che ti ricordano perché l'Inghilterra rurale dà così tanta dipendenza: piccolo, fuori mano, apparentemente "solo un bosco" e invece dentro ci trovi i Romani, Tolkien, Merlino, i Jedi e un tappeto di muschio che sembra steso da uno scenografo perfezionista. Aggiungici le grotte, il fiume Wye e i panorami di Symonds Yat e la Foresta di Dean diventa una delle deviazioni più sottovalutate di tutto un viaggio in Inghilterra.
Portati le scarpe giuste, prenota il primo slot della mattina e concediti il lusso di perderti. È esattamente quello che questo bosco fa da duemila anni: aspettare che qualcuno entri e si dimentichi dell'ora.
E se lungo un sentiero ti sembra di intravedere un elfo tra i tassi… salutamelo.
Domande frequenti su Puzzlewood
Hai ancora qualche dubbio prima di organizzare la visita? Ecco le risposte alle domande più frequenti su Puzzlewood, dagli aspetti pratici a cosa aspettarti davvero una volta entrato nel bosco.
Vale la pena visitare Puzzlewood?
Sì, con una premessa: è un bosco, non un parco a tema. Se ti aspetti attrazioni e ricostruzioni cinematografiche resterai deluso; se ti bastano due chilometri e mezzo del bosco più surreale d'Inghilterra, ne uscirai incantato. Io ci tornerei anche domani.
Perché si chiama Puzzlewood?
Nessuno conosce con certezza l'origine del nome, ma "bosco rompicapo" se lo guadagna sul campo: sentieri che si intrecciano, vicoli ciechi, gole in cui il senso dell'orientamento va in ferie. Entrarci è l'unico modo per capirlo davvero.
Quanto dura la visita a Puzzlewood?
Da un'ora e mezza a tre ore, a seconda di quanto ti perdi (letteralmente) e di quante foto scatti. Con caffè e animali della fattoria, mezza giornata se ne va volentieri.
Si può visitare Puzzlewood con i bambini?
Sì, ed è anzi un posto che i bambini adorano: cacce al tesoro, ponticelli, animali. Unico limite: niente passeggini, i piccoli devono camminare, e serve tenerli d'occhio su scale e rocce.
I cani possono entrare a Puzzlewood?
No, i cani non sono ammessi, nemmeno al guinzaglio.
Serve prenotare Puzzlewood in anticipo?
Sì, conviene sempre prenotare online sul sito ufficiale, ed è praticamente indispensabile in estate, nei weekend e durante le vacanze scolastiche inglesi.
Dove hanno girato Merlin?
Moltissime scene boschive di Merlin sono state girate proprio a Puzzlewood, in tutte e cinque le stagioni. Gli interni di Camelot, invece, sono in gran parte il castello di Pierrefonds, in Francia. Ma il cuore selvatico di Albion è tutto qui.











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