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Goodrich Castle: cosa vedere, biglietti, storia e leggende del castello della Wye Valley

Immagine del redattore: Vale
Vale
3 giorni fa
Tempo di lettura: 15 min

C'è un tavolo in Herefordshire dove ho fatto una delle colazioni più belle del viaggio, con una fetta di torta buonissima davanti e il fiume Wye che scorreva lì sotto. Solo dopo ho scoperto che quel tavolo stava dentro un priorato del Trecento, fondato dall'uomo che all'epoca era il signore del castello che sarei andata a visitare di lì a poco. Goodrich Castle è questo genere di posto: qualunque cosa tocchi nei dintorni, prima o poi il filo riporta a lui.

Ci sono andata a fine giugno, con una di quelle giornate inglesi talmente perfette da sembrare ordinate su misura, e me ne sono innamorata. L'atmosfera, i dintorni, la sensazione costante di essere uscita dal tempo. Persino il sentiero che sale dal parcheggio ha il suo colpo di scena: a un certo punto, sulla destra, c'è un albero che sembra messo lì da uno scenografo di film fantasy, uno di quelli che ti fanno rallentare il passo e tirare fuori la macchina fotografica prima ancora di aver visto il castello. E il bello doveva ancora cominciare.

In questo articolo trovi tutto quello che avrei voluto sapere prima di andarci: biglietti, orari, stagioni e consigli pratici, certo, ma anche un assedio combattuto a colpi di mortaio, due innamorati fantasma, un poeta in cerca di una bambina e una vetrata dedicata al radar. Perché Goodrich, per essere un castello che in Italia quasi nessuno conosce, ha una quantità di storie imbarazzante.

Goodrich Castle
Goodrich Castle

Dove si trova Goodrich Castle e come arrivare

Il castello sta in Herefordshire, una decina di chilometri a sud di Ross-on-Wye, appollaiato su uno sperone di arenaria rossa sopra un'ansa del fiume Wye, con lo sguardo rivolto verso le colline del confine gallese. Siamo nel cuore della Wye Valley, a due passi dalla Foresta di Dean: la stessa zona di Puzzlewood, per capirci, quindi se stai costruendo un itinerario da quelle parti i pezzi si incastrano da soli.

L'auto è praticamente obbligatoria, perché i mezzi pubblici da queste parti sono più leggenda dei fantasmi del castello. Il codice postale da inserire nel navigatore è HR9 6HY e dalla A40 basta seguire i cartelli marroni. In alternativa restano i taxi da Ross-on-Wye o dalla stazione di Hereford, che dista una ventina di chilometri.

Il parcheggio è in loco e costa 4 sterline per chi non è socio English Heritage, mentre per i soci è gratuito. Da lì al castello ci sono circa 400 metri di camminata con qualche gradino, ed è proprio su quel sentiero che si incontra l'albero di cui sopra e che la sagoma delle torri comincia ad apparire tra il verde. Fallo con calma: è uno degli ingressi in scena più belli che un rudere possa concedersi.


Biglietti, orari e quanto tempo serve

Goodrich è gestito da English Heritage e il prezzo del biglietto cambia in base al periodo e al giorno della settimana, con tre fasce. Prenotare online in anticipo fa risparmiare un ulteriore 15% rispetto al prezzo pagato in cassa, quindi se sai già quando andrai ti conviene muoverti prima.

Fascia

Quando

Adulto

Ridotto

Bambino

Super Saver

lun-ven dal 28 marzo al 22 maggio e dal 1 settembre al 1 novembre, tutti i giorni dal 2 novembre al 16 marzo

9,26 £

8,50 £

4,59 £

Saver

weekend e festivi dal 28 marzo al 22 maggio e dal 1 settembre al 1 novembre, lun-ven dal 23 maggio al 31 agosto

10,79 £

10,03 £

5,35 £

Standard

weekend e festivi dal 23 maggio al 31 agosto

12,32 £

11,56 £

6,12 £

Nel biglietto è compresa un'audioguida che racconta la storia del castello e del suo famoso assedio, e alla biglietteria si può ritirare un percorso gioco per famiglie con i personaggi storici da inseguire in giro per il sito.

Nella stagione principale, dal 28 marzo al 24 ottobre, il castello apre tutti i giorni dalle 10 alle 17. Dal 25 ottobre al 1 novembre si chiude alle 16, poi in inverno l'apertura si riduce ai weekend, con qualche finestra in più durante le vacanze scolastiche. L'ultimo ingresso è sempre mezz'ora prima della chiusura.

Per la visita calcola dalle due alle tre ore, considerando che la sola audioguida dura circa tre quarti d'ora. E se posso darti un consiglio: arrivaci all'apertura. Io sono entrata di mattina e per un bel pezzo ho avuto le mura quasi tutte per me, il che in un castello cambia completamente l'esperienza. Startene in cima a una torre nel silenzio, con la valle sotto e nessuno intorno, vale da solo il viaggio.


La tessera English Heritage e il pass per chi arriva dall'estero

La tessera annuale English Heritage, quella che vedi citata ovunque e che dà ingresso e parcheggio gratis, è pensata per chi risiede nel Regno Unito. Chi arriva dall'Italia ha invece a disposizione l'Overseas Visitor Pass, che funziona a giorni consecutivi e vale per oltre cento siti in tutta l'Inghilterra, Stonehenge compreso. Questi i prezzi per le visite dal 25 marzo 2026 al 16 marzo 2027.

Chi

9 giorni

16 giorni

1 adulto

58 £

69 £

2 adulti

102 £

113 £

Famiglia

116 £

127 £

Il pass si compra online e si ritira al primo sito che visiti, portando la conferma d'acquisto, la carta usata per pagare e un documento che provi la residenza fuori dal Regno Unito. La domanda vera però è se conviene, e la risposta onesta è che dipende da quanti castelli hai in programma. Con Goodrich Castle a una decina di sterline, il pass da 9 giorni per una persona comincia a ripagarsi intorno al sesto ingresso, mentre in due o in famiglia il conto torna prima. Se il tuo viaggio è un tour di castelli e abbazie inglesi, è un affare. Se Goodrich è l'unica tappa storica della vacanza, meglio comprare il biglietto singolo online.

Vista dalla torre di Goodrich Castle
Vista dalla torre di Goodrich Castle

Quando andare a Goodrich Castle

Il castello è aperto quasi tutto l'anno, ma le stagioni qui cambiano parecchio l'esperienza, e non solo per la pioggia.

La primavera e l'inizio dell'estate sono il periodo migliore in assoluto. Io ci sono stata a fine giugno e la valle era di un verde quasi irreale, le giornate lunghissime, i prati intorno alle mura perfetti per un picnic. Anche luglio e agosto funzionano benissimo, con l'unica accortezza di arrivare presto per evitare l'ondata di famiglie in vacanza scolastica, che da metà luglio si sente.

L'autunno è la scelta romantica: i boschi del Wye cambiano colore, la luce si abbassa e le rovine diventano fotogeniche in un modo che l'estate non concede. Le tariffe scendono di fascia dal primo settembre, il che non guasta.

L'inverno è la stagione da valutare con attenzione, perché l'apertura si riduce ai weekend, la chiusura si anticipa e Roaring Meg, il grande mortaio esposto nel cortile, viene messo al riparo. In compenso trovi il castello praticamente vuoto e i prezzi più bassi dell'anno. Se ci vai in quel periodo, controlla il calendario sul sito di English Heritage prima di partire, perché tra vacanze scolastiche ed eventi speciali le date ballano.


Mille anni di storia in due minuti

Prima di raccontarti cosa si vede, due parole su chi ci è passato, perché la lista degli inquilini di Goodrich Castle è di quelle che fanno girare la testa.

Il nome viene da Godric di Mappestone, un proprietario terriero che tirò su la prima fortificazione dopo la conquista normanna: nei documenti di inizio Millecento il posto compare già come castello di Godric, e il nome gli è rimasto per quasi mille anni. Il mastio in pietra grigia che vedi ancora oggi risale alla metà del Millecento, e nel 1204 re Giovanni consegnò il castello a William Marshal, l'uomo che i contemporanei chiamavano il più grande cavaliere del mondo. Sul finire del Duecento arrivò William de Valence, fratellastro di Enrico III, che ricostruì quasi tutto nell'arenaria rossa che dà al castello il suo colore caldo, con le torri a tamburo rinforzate da giganteschi speroni di pietra.

Poi toccò ai Talbot, la famiglia che tenne Goodrich per secoli. Il più celebre fu John Talbot, conte di Shrewsbury, il comandante che durante la Guerra dei Cent'anni terrorizzò i francesi al punto che Shakespeare lo mise in scena nell'Enrico VI come lo spauracchio d'Oltremanica. Quando i conti si trasferirono in residenze più comode, nel Cinquecento, il castello venne lentamente abbandonato. E fu proprio da vecchio, quasi in pensione, che visse il suo capitolo più drammatico.


Cosa vedere a Goodrich Castle

La prima cosa che colpisce, varcato l'ingresso, è quanto è rimasto in piedi. Qui ci sono il mastio, il circuito completo delle torri, la grande sala, la cappella, la barbacana, i murder holes sopra il portone e un fossato asciutto scavato direttamente nella roccia. È considerato uno dei castelli medievali meglio conservati d'Inghilterra, e la cosa più bella è che si può girare praticamente ovunque, dalle scale a chiocciola ai camminamenti in quota.


Il mastio grigio in un castello rosso

Il cuore più antico si riconosce a colpo d'occhio: in mezzo a tutta quell'arenaria rossa spunta un torrione di pietra grigia, il mastio normanno, che accanto al resto sembra un ospite arrivato da un'altra epoca. Perché è esattamente quello che è. La salita in cima passa da una scala stretta, ripida e piuttosto buia, da affrontare con calma, ma il premio ripaga ogni gradino: la campagna che si apre in tutte le direzioni e, nelle giornate limpide, le colline del Galles all'orizzonte.


Camminamenti, prigione e fossato asciutto

Il giro dei camminamenti è la parte in cui ho perso più tempo, nel senso migliore del termine. Da lassù si capisce la logica dell'intero castello, si domina l'ansa del fiume e si trova sempre un angolo nuovo da cui affacciarsi. All'estremo opposto, alla base della torre sud-est, si scende in una prigione medievale buia e senza illuminazione, di quelle che i bambini adorano e che agli adulti mettono una discreta soggezione. E prima di andartene concediti la passeggiata lungo il fossato asciutto: guardare le mura da sotto, con gli speroni delle torri che ti piombano addosso, restituisce come nient'altro l'idea di quanto fosse imponente questa fortezza.


La cappella e la vetrata del radar

Nella cappella del Duecento c'è una cosa che in un castello medievale non ti aspetti: una vetrata dedicata al radar. Il 7 giugno 1942 un bombardiere Halifax decollato dalla base di Defford precipitò a Welsh Bicknor, a poca distanza dal castello, durante un volo segreto per testare l'H2S, il nuovo radar di bordo che avrebbe cambiato le sorti della guerra. Morirono tutti gli undici uomini a bordo, e tra loro c'era Alan Blumlein, l'ingegnere che aveva inventato il suono stereofonico, l'uomo a cui devi ogni cuffia e ogni impianto che hai in casa. Churchill fece calare il silenzio totale sull'incidente per non compromettere il progetto, e la storia rimase nell'ombra per decenni. Bernard Lovell, il futuro padre dell'osservatorio di Jodrell Bank, pare avesse ceduto il proprio posto su quel volo, e sopravvisse così per un puro caso.

Nel 1992, per il cinquantesimo anniversario, nella cappella di Goodrich venne dedicata la Radar Memorial Window, con il profilo dell'Halifax tra i motivi del vetro. Blumlein ha dovuto aspettare il 2017 per ricevere un Grammy alla memoria. Quando la trovi, fermati un minuto: è una delle storie più incredibili che un castello possa custodire, e quasi nessuno la conosce.

Vetrata Upon This Rock, nella cappella di Goodrich Castle
Vetrata "Upon This Rock", nella cappella di Goodrich Castle

Roaring Meg e l'assedio del 1646

Il capitolo che ha trasformato il castello di Goodrich nella rovina romantica di oggi è la guerra civile inglese. Nel 1646 il castello, presidiato da circa duecento realisti al comando di Sir Henry Lingen, era rimasto una delle ultimissime roccaforti fedeli al re in tutta la zona. Il colonnello parlamentare John Birch aveva già dato un assaggio delle sue intenzioni a marzo, con un raid notturno in cui bruciò le stalle e portò via i cavalli della guarnigione. In estate tornò per finire il lavoro.

L'assedio durò settimane, e a sbloccarlo fu un'idea tanto semplice quanto brutale: Birch si fece costruire un mortaio su misura, fuso in una fucina della zona, nella Foresta di Dean. Lo battezzarono Roaring Meg, Meg la Ruggente, e il nome era tutto un programma: una canna da quasi quaranta centimetri di diametro che sparava granate cave da circa un quintale, riempite di polvere da sparo e fatte esplodere con una miccia. Fu il mortaio più grande di tutta la guerra civile e pare che Birch ne fosse talmente entusiasta da voler sparare personalmente gli ultimi diciannove colpi.

Le mura ressero finché poterono. Il 31 luglio 1646, con le torri sventrate e la notizia che il re era ormai prigioniero, la guarnigione si arrese. L'anno dopo il Parlamento ordinò lo smantellamento del castello perché non potesse più essere usato in guerra, e i segni dei bombardamenti si leggono ancora oggi sulla pietra, soprattutto nella torre nord-ovest ridotta a un moncone.

La parte che mi piace di più è che Roaring Meg esiste ancora: è l'unico mortaio della guerra civile inglese sopravvissuto fino a noi, e dal 2004 è esposto proprio nel cortile del castello che ha abbattuto. In inverno viene messo al coperto, ma nella bella stagione te lo trovi davanti appena entri, tozzo e tranquillo come un bulldog in pensione.


I fantasmi di Goodrich Castle

Un assedio così non poteva andarsene senza lasciare una leggenda e quella di Goodrich è una delle più struggenti d'Inghilterra. Si racconta che durante l'assedio si trovasse nel castello Alice Birch, nipote proprio del colonnello che lo stava bombardando, fuggita lì per amore di Charles Clifford, un giovane ufficiale realista. Quando fu chiaro che le mura non avrebbero retto ancora a lungo, i due tentarono la fuga: una notte di tempesta, un cavallo, una corsa disperata attraverso le linee nemiche fino alla riva del Wye. Le piogge però avevano gonfiato il fiume, il cavallo perse l'appoggio nel guado e la corrente li portò via entrambi.

Da allora, dicono da queste parti, nelle notti di tempesta si vedono due figure a cavallo spronare il cavallo dentro le acque del fiume, per rivivere in eterno quella traversata. Altri giurano di averli visti affacciati ai bastioni, immobili, con lo sguardo perso verso il Wye. Io li ho cercati solo nella versione diurna e soleggiata della storia, e posso testimoniare che di giorno i bastioni ospitano soprattutto turisti felici, ma il brivido nel raccontarla resta.

E per completezza va detto che il mastio ha un fantasma tutto suo: la torre è nota anche come Macbeth Tower, dal nome di un capo irlandese che vi sarebbe stato imprigionato e sarebbe morto tentando la fuga.

Due spettri e un mortaio leggendario nello stesso cortile mi sembra un'ottima media.


Wordsworth e la bambina di We Are Seven

C'è un altro incontro celebre avvenuto tra queste mura, ed è di tutt'altro tono. Nel 1793 un William Wordsworth ventitreenne, in viaggio a piedi lungo la valle del Wye, incontrò nei pressi del castello una bambina di otto anni che gli raccontò della sua famiglia: erano sette fratelli, disse, contando con serenità assoluta anche i due che riposavano nel cimitero. Quella conversazione diventò We Are Seven, una delle poesie simbolo delle Lyrical Ballads del 1798, il libro che di fatto aprì la stagione del Romanticismo inglese.

La parte che mi commuove è il seguito: quasi cinquant'anni dopo, nel 1841, Wordsworth tornò apposta al castello di Goodrich sperando di ritrovare traccia di quella bambina, e dovette arrendersi al fatto di non averle mai chiesto nemmeno il nome. All'epoca, tra l'altro, la Wye Valley era già una meta alla moda: il famoso Wye Tour portava qui i viaggiatori a caccia di scorci pittoreschi, con Goodrich tra le tappe irrinunciabili. Questo castello faceva il turista magnete quando il turismo moderno stava ancora imparando a camminare, e devo dire che il mestiere non l'ha dimenticato.


La sosta da Hen & Dot, dentro Flanesford Priory

E qui torno al tavolo da cui sono partita, perché ci tengo parecchio. Ai piedi del castello, accanto al fiume, sorge Flanesford Priory, un priorato agostiniano fondato nel 1346 da Richard Talbot, allora signore di Goodrich. La peste nera lo mise in ginocchio pochi anni dopo la fondazione e fu tra i primi a chiudere con la dissoluzione dei monasteri, nel 1537. Il refettorio sopravvissuto, oggi tutelato come edificio Grade I, per secoli ha fatto vita agricola e dagli anni Ottanta ospita appartamenti per le vacanze.

Dentro quel complesso c'è Hen & Dot, un caffè nato nel 2018 come pop-up e diventato una piccola istituzione della zona: torte fatte in casa, brunch, proposte salate e caffè come si deve, con tavoli dentro e fuori. Io ho preso una fetta di torta che ricordo ancora adesso, e me la sono gustata guardando la campagna circostante. Inoltre, a pochi metri dal parcheggio c'è una bellissima vista sul Wye che scorre lì davanti, con una vista che da sola varrebbe la sosta. Fare colazione nel priorato voluto dal padrone del castello, e poi salire a visitare il castello, è il genere di coincidenza perfetta che di solito bisogna inventarsi. Qui esiste davvero.

Sul pratico: dal lunedì al giovedì funziona il chiosco del caffè sul prato dalle 7.30 alle 15, mentre da venerdì a domenica il locale è aperto dalle 10 alle 16. Niente prenotazioni, cani benvenuti, codice postale HR9 6HZ.


La passeggiata di Coppett Hill e il memoriale sul fiume

Se hai più di una mattinata e ti piace camminare, dal parcheggio del castello parte uno degli anelli più belli della valle. Il percorso classico di Coppett Hill è lungo circa dieci chilometri e mette insieme quasi tutto quello che questa zona sa fare: la salita al crinale con vista che nelle giornate limpide arriva ai Brecon Beacons, il punto trigonometrico a 188 metri, i resti di una vecchia follia in pietra, la discesa nei boschi antichi sotto le falesie di Caldwell Rocks dove nidificano i falchi pellegrini, la chiesetta isolata di St Margaret a Welsh Bicknor e il ritorno lungo la riva del fiume, passando dall'elegante Kerne Bridge del 1828. Esistono anche versioni più corte, dai tre chilometri in su, per chi vuole solo assaggiare il crinale. Sulla collina non si parcheggia, quindi si parte a piedi dal castello.

Lungo questo anello, sulla riva del Wye vicino al punto in cui cadde l'Halifax, c'è un piccolo obelisco di pietra dedicato agli undici uomini di quel volo, inaugurato nel 2019 grazie a una raccolta fondi locale. Sopra è incisa la frase della vedova di Blumlein, che diceva più o meno così: se proprio si deve morire, questo è un bel posto. Dopo aver visto la vetrata nella cappella, arrivare fin lì chiude il cerchio in un modo piuttosto significativo. Come bonus, le guide locali segnalano che il percorso passa vicino ad alcune delle location usate per le scene nella Foresta di Dean di Harry Potter e i Doni della Morte, quindi tieni gli occhi aperti.

Torta all'Hen & Dot Cafè
Torta all'Hen & Dot Cafè

Dove fare le foto migliori

Ho scattato una quantità imbarazzante di foto qui dentro, quindi tanto vale dirti dove ne vale davvero la pena, perché dire "ovunque" sarebbe vero, ma non tanto appagante come risposta.

Il primo posto è il sentiero dal parcheggio, con l'albero e le torri che spuntano tra il fogliame: è l'unica inquadratura che racconta l'arrivo, e la luce del mattino ci arriva morbida. Il secondo è il fossato asciutto, dove ci si mette in basso e si punta verso l'alto, così gli speroni delle torri e l'arenaria rossa riempiono tutto il fotogramma. Il terzo è la cima del mastio, per la valle a perdita d'occhio, meglio se con un pezzo di merlatura in primo piano per dare profondità. Il quarto è il cortile interno con le grandi finestre della sala, che al mattino presto è vuoto e in tarda mattinata è pieno di gente.

Sulla luce, la regola qui è semplice: la pietra rossa dà il meglio con il sole basso, quindi prima mattina o ultima ora. Con il cielo coperto, invece, punta sui dettagli e sugli interni, dove il contrasto forte del pieno sole diventa un problema. E prima di rimettere via tutto, scendi al priorato per la vista sul fiume, che è il fondale perfetto per l'ultima foto della giornata.


Dove dormire e dove mangiare in zona

Io ero di passaggio in giornata, quindi non ti consiglio strutture che non ho provato. Posso però dirti come è organizzata la zona.

La base più comoda e più fornita è Ross-on-Wye, a una decina di chilometri: cittadina piacevole affacciata sul fiume, con negozi, pub e la scelta più ampia di alloggi. Chi cerca natura e acqua preferisce Symonds Yat, che è più piccola e più immersa nel verde, con l'ansa del fiume, il traghetto a fune e il belvedere a un passo. Restare a Goodrich paese è possibile e ha il vantaggio del silenzio assoluto, con il pub del villaggio, l'Hostelrie, per la cena. E se l'idea di dormire dentro un priorato del Trecento ti attira quanto attira me, sappi che il refettorio di Flanesford ospita appartamenti per le vacanze proprio sotto il castello.

Per mangiare durante la visita, oltre a Hen & Dot, dentro il castello c'è una sala da tè con zuppe, panini, dolci e cream tea. In alternativa, con il bel tempo, il picnic sui prati o nel fossato asciutto è consentito e secondo me è la scelta migliore che si possa fare in una giornata di sole.


Come organizzare la giornata nella Wye Valley

Goodrich Castle funziona benissimo come prima tappa di una giornata piena, perché tutto quello che c'è intorno sta nel raggio di pochi chilometri. Io ho passato la mattina al castello, poi nel pomeriggio sono scesa alle Clearwell Caves, le antiche miniere di ocra della Foresta di Dean, e ho chiuso in bellezza al Symonds Yat Rock, il belvedere gratuito affacciato sull'ansa del fiume che è probabilmente il panorama più fotografato di tutta la valle. Di entrambe ti racconterò meglio nei loro articoli dedicati, perché meritano spazio.

Nella stessa zona ci sono anche Puzzlewood, il bosco di rocce e radici che ho già raccontato sul blog, e Ross-on-Wye per una passeggiata lungo il fiume. Con un giorno solo si passa da un castello medievale a una miniera a un panorama da cartolina senza mai guidare più di venti minuti, che per i miei standard di ottimizzazione delle giornate di viaggio è quasi commovente.

L'albero nella strada d'ingresso a Goodrich Castle
L'albero nella strada d'ingresso a Goodrich Castle

Domande frequenti su Goodrich Castle

Prima di lasciarti, raccolgo qui le domande che tornano più spesso su questo castello, comprese quelle che mi sono fatta io mentre organizzavo la giornata.


Goodrich Castle è davvero infestato? 

La leggenda di Alice Birch e Charles Clifford è una delle storie di fantasmi più raccontate d'Inghilterra, e il castello compare regolarmente nelle classifiche dei luoghi più infestati del paese. Di giorno, garantisco, l'atmosfera è più da picnic che da brividi.


Quanto tempo serve per visitarlo? 

Dalle due alle tre ore, di cui tre quarti d'ora per la sola audioguida. Con la passeggiata di Coppett Hill diventa una giornata intera.


Si arriva senza auto? 

In pratica no, i collegamenti pubblici utili non esistono. Serve la macchina, oppure un taxi da Ross-on-Wye o da Hereford.


Si possono portare i cani? 

Sì, al guinzaglio in tutto il sito, con tanto di ciotole d'acqua a disposizione.


Si può fare picnic? 

Sì, nei prati e perfino nel fossato asciutto, portando via i propri rifiuti.


È adatto a chi ha problemi di mobilità? 

Il castello purtroppo poco, perché i gradini sono tanti e ripidi. Caffetteria e negozio sono accessibili, e per i visitatori con disabilità ci sono posti auto più vicini all'ingresso, da concordare in anticipo con il custode.


Il castello che non mi aspettavo

Di castelli in Inghilterra ne ho visti parecchi, e Goodrich Castle è entrato dritto tra i miei preferiti senza avere la fama di altri nomi grossi. Merito della pietra rossa, della posizione sopra il fiume, della quantità di storie che tiene insieme e di quel silenzio della mattina presto in cui le mura sembrano ancora avere un compito importantissimo. Se passi dalla Wye Valley, regalagli una mattinata intera e concediti la sosta al priorato prima o dopo la visita. È uno di quei posti un po' sperduti e forse poco nominati in Italia, ma ti lascia quella sensazione da "vorrei tornarci" che non è assolutamente scontata.

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