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Sólheimajökull: il ghiacciaio in Islanda con un vulcano che dorme sotto

Immagine del redattore: Vale
Vale
15 ott
Tempo di lettura: 16 min

C'è un cartello, in fondo al sentiero di Sólheimajökull, su cui ogni ottobre dal 2010 un gruppo di ragazzini di tredici anni scrive un numero. Arrivano da una scuola di Hvolsvöllur con un GPS, un metro a nastro e due bandierine gialle, misurano quanto dista il fronte del ghiacciaio dal cartello e annotano quanti metri ha perso nell'ultimo anno. Nel 2010, la prima volta, tra il cartello e il ghiaccio c'erano 318 metri. Nel 2021 erano diventati 726. Tra le cose che vedrai in Islanda è forse la meno spettacolare e la più onesta, e credo sia per questo che a Sólheimajökull continuo a pensarci più che a certe cascate.

Io ci sono passata a febbraio 2024, con il tour della costa sud da Reykjavík, in una giornata gelida e limpida. Non ho fatto il trekking con i ramponi, ho fatto quello che fa la maggior parte delle persone: ho camminato dal parcheggio fino alla lingua glaciale, sono rimasta lì a guardarla con il naso all'insù e sono tornata indietro. In questo articolo ti racconto esattamente quello, più tutto ciò che ho capito dopo e che avrei voluto sapere prima: cosa si può fare sul ghiaccio e quanto costa, perché la famosa grotta di ghiaccio di Katla sta da un'altra parte, quando conviene scegliere un ghiacciaio diverso, e il fatto che dall'estate 2026 la situazione sul posto è cambiata, e non poco.

La lingua glaciale di Sólheimajökull vista dalla laguna ghiacciata a febbraio, con blocchi di ghiaccio in primo piano
La lingua glaciale di Sólheimajökull a febbraio

Dove si trova, come si pronuncia e come ci arrivi

Sólheimajökull è una lingua di ghiaccio che scende dalla calotta del Mýrdalsjökull, la quarta più grande d'Islanda, e arriva a pochi chilometri dalla Ring Road, tra Skógafoss e Vík. Lunga circa undici chilometri e larga da uno a due, è il ghiacciaio più comodo da raggiungere di tutto il Paese, e per questo uno dei più visitati. Il nome è più dolce di quel che sembra: Sólheimar significa qualcosa come "le case del sole", e il ghiacciaio l'ha preso in prestito dalla fattoria che si trova poco più a valle. Si pronuncia più o meno "SOUL-hei-ma-iö-kutl", con quella "tl" finale soffiata che gli islandesi fanno senza sforzo e noi no. Se ti arrendi e dici "Solheima", ti capiscono lo stesso.


In auto

La deviazione è la strada 221, segnalata con il nome del ghiacciaio, tra Skógafoss e Vík, e in circa quattro chilometri ti porta al parcheggio. Da Reykjavík sono circa 160 chilometri, due ore abbondanti senza soste. Il parcheggio è a pagamento: 750 corone islandesi, circa 5 euro, da saldare con l'app Parka, che non perdona chi se ne dimentica. Sul posto ci sono i bagni e i campi base degli operatori e niente altro, quindi benzina e caffè meglio farli a Skógar o a Vík. D'inverno la 221 può essere una lastra, quindi un'occhiata a road.is prima di infilartici la darei sempre.


Senza auto

Se non hai l'auto, sei nel mio stesso caso. Praticamente tutti i tour della costa sud in partenza da Reykjavík fanno una sosta qui, di solito tra Skógafoss e Reynisfjara. Io ero con il combo costa sud e aurora di BusTravel Iceland, con partenza dalla fermata 12 di Reykjavík, e la fermata al ghiacciaio è stata la tappa che meno mi aspettavo e che più mi è rimasta (soprattutto per le sferzate di vento che devo dire, ti danno quel brividino da "scivolo come un pinguino" che non guastano mai).

Piccola trasparenza dovuta: il link è un link affiliati. Vuol dire che se decidi di prenotare passando di qui il prezzo per te resta identico, e al blog arriva una piccola commissione che aiuta a tenere in piedi tutto questo. Nessun obbligo, ci mancherebbe, ma se lo farai grazie davvero!

Con il bus di linea, invece, non ci arrivi. La corriera lungo la costa ti lascia a Skógar o a Vík, e da lì al ghiacciaio mancano parecchi chilometri senza alcun collegamento.

Il sentiero verso il fronte del ghiacciaio, tra ghiaccio e vento
Escursionisti sul sentiero innevato verso il ghiacciaio Sólheimajökull, in Islanda

Cosa vedi davvero: la passeggiata fino alla lingua glaciale

Dal parcheggio parte un sentiero di ghiaia, pianeggiante, che in quindici o venti minuti ti porta al punto panoramico davanti al fronte del ghiacciaio. Non serve nessuna attrezzatura, solo scarpe decenti, e il bello sta proprio qui. Sólheimajökull è uno dei pochissimi posti al mondo in cui puoi trovarti a poca distanza da un ghiacciaio vero senza essere un alpinista e senza pagare un tour. Però ammetto che delle scarpe coi chiodini sotto io le avrei apprezzate, come dicevo prima, il giorno nel quale sono andata era parecchio ventoso e il mix ghiaccio + vento non è proprio dei più amichevoli per l'equilibrio.


Le strisce nere

Il colore è la prima cosa che noti, prima ancora del ghiaccio in sé. Immagini un ghiacciaio bianco e azzurro e ti ritrovi davanti a una cosa a strisce, con bande scure che attraversano il ghiaccio come venature nel marmo. È cenere vulcanica di eruzioni diverse, rimasta sepolta per anni sotto la neve e poi riemersa quando il ghiaccio si è consumato. Alcune strisce sono vecchie di secoli, e da queste parti di vulcani capaci di firmarle non c'è certo carenza, a cominciare da Katla, che dorme proprio sotto la calotta. Camminare accanto a Sólheimajökull è un po' come sfogliare un libro di storia in cui qualcuno ha sottolineato le pagine peggiori con il pennarello nero.


La laguna che prima non c'era

Il rumore viene dalla laguna. Davanti al fronte del ghiacciaio c'è un lago di acqua torbida, grigio latte, con blocchi di ghiaccio che galleggiano e ogni tanto si staccano dalla parete con un tonfo che senti nello stomaco. Fino a una ventina d'anni fa quel lago non esisteva. Ha cominciato a formarsi intorno al 2007, riempiendo la conca che il ghiacciaio si lasciava dietro ritirandosi, e nel 2023 copriva già quasi mezzo chilometro quadrato.

E non ha nessuna intenzione di fermarsi. Chi la studia all'Università d'Islanda calcola che, se il ghiacciaio continua a ritirarsi, potrebbe diventare quattro volte più grande e allungarsi di circa quattro chilometri verso monte. Chi passava di qui all'inizio degli anni Duemila non ha visto nemmeno una pozzanghera. Chi ci verrà tra qualche decennio, probabilmente, farà bene a portarsi un binocolo.

La laguna di Sólheimajökull gelata d’inverno, con blocchi di ghiaccio e la cresta innevata sullo sfondo
La laguna davanti al ghiacciaio, in parte gelata a febbraio

D'inverno, con il ghiaccio sotto le scarpe

A febbraio la scena cambia. Il sentiero era coperto da uno strato di ghiaccio lucido, la laguna era in parte gelata e la luce, bassa e obliqua anche a metà giornata, rendeva le strisce ancora più nette. C'era pochissima gente. Con gli stivaletti impermeabili con grip ce l'ho fatta senza cadere, ma ho visto persone in sneakers fare la passeggiata a piccoli passi, con la faccia di chi sta attraversando una pista di pattinaggio senza volerlo. Se vieni d'inverno, i ramponcini da infilare sotto le scarpe, quelli da dieci euro, valgono più di qualunque altro accessorio che metterai in valigia.

La sosta del tour dura il tempo di andare al fronte con calma, restare lì un po' e tornare. Sembra poco. In realtà basta e avanza: davanti al ghiaccio dopo dieci minuti hai già freddo alle mani e alla faccia.


Cosa si può fare a Sólheimajökull oltre a guardarlo

Il parcheggio di Sólheimajökull è anche il campo base di parecchi operatori, con furgoni, cartelli e casette di legno dove ti danno l'attrezzatura. Da qui partono tre tipi di esperienze, cioè il trekking sul ghiaccio, il kayak sulla laguna e l'arrampicata sulle pareti di ghiaccio, di solito venduta come aggiunta al trekking. Nessuna delle tre l'ho fatta, quindi qui trovi quello che ho raccolto da chi le ha provate e dalle pagine degli operatori, senza link.

Un'avvertenza vale per tutte e tre. Dopo i cambiamenti dell'estate 2026, di cui ti parlo più sotto, gli operatori decidono giorno per giorno se e dove uscire, quindi prima di prenotare una domanda in più non guasta mai.


Il trekking con i ramponi

Sólheimajökull è il ghiacciaio su cui moltissime persone fanno la prima camminata sul ghiaccio della vita, e il motivo è semplice: è vicino, è relativamente dolce e la guida ti aspetta a due passi dall'auto. Ti danno casco, ramponi, imbragatura e piccozza, ti fanno un breve briefing e in una camminata di circa tre ore ti portano tra crepacci, pozze blu e mulini, i buchi verticali scavati dall'acqua di fusione. Nel 2026 l'escursione classica costa indicativamente tra i 100 e i 120 euro a persona, mentre le versioni più lunghe o con arrampicata arrivano intorno ai 150-160. Molti operatori prevedono la cancellazione gratuita fino al giorno prima, cosa preziosa in un posto in cui il meteo decide tutto.

Due cose pratiche che ho sentito ripetere da chi l'ha fatto: servono scarponi con la caviglia coperta, perché sulle scarpe morbide i ramponi non si montano e ti rimandano indietro con tanti saluti, e i bambini di solito li prendono solo dagli otto anni in su. Io ho scelto di non farlo, un po' per il tempo, un po' per il budget del viaggio, e non me ne sono pentita, ma se hai un giorno intero da dedicare alla costa sud è il modo più diretto per toccare davvero il ghiaccio.


Il kayak sulla laguna

L'alternativa che quasi nessuno considera è il kayak. Da maggio a settembre si pagaia sulla laguna tra i blocchi di ghiaccio alla deriva, con una muta stagna che ti danno loro e un kayak sit-on-top, quello aperto su cui ti siedi sopra, che sta a galla anche se non hai mai remato in vita tua. Il giro dura due ore e mezza in tutto, di cui circa un'ora e mezza in acqua, e l'età minima va dai 12 ai 14 anni a seconda dell'operatore. I prezzi stanno più o meno nella fascia del trekking.

Se ci vai d'estate e la sola idea di camminare sul ghiaccio ti mette ansia, è la via più tranquilla per vedere il fronte da vicino, e pure da seduti.


Attenzione: cosa è cambiato nell'estate 2026

Il 22 luglio 2026 l'Ufficio meteorologico islandese ha diffuso un avviso ufficiale su Sólheimajökull. In poche settimane il fronte del ghiacciaio era cambiato in modo drastico. Si era formata una seconda laguna, più piccola, a est della lingua, e la cresta di ghiaccio tra le due lagune, che serviva da accesso, si era assottigliata fino a diventare instabile. Dal Jökulhaus, l'altura che sovrasta il sentiero sul lato sud-est del ghiacciaio, cadevano sassi, soprattutto con la pioggia forte e con gli sbalzi di temperatura. Gli operatori hanno sospeso le uscite per cercare percorsi più sicuri, e SafeTravel ha consigliato a chi va per conto suo di stare lontano dal ghiaccio instabile, dai bordi delle lagune e dai pendii ripidi.

Dopo una riunione con l'ente del turismo, la scelta è stata di non chiudere l'area e di puntare su cartelli più chiari e avvisi in più lingue. In pratica il sentiero fino al punto panoramico resta aperto, e sei tu la persona responsabile di te. Gli operatori, intanto, decidono giorno per giorno in base alle condizioni del ghiaccio.

Prima di andarci apri safetravel.is, e se hai prenotato un trekking o un kayak chiedi all'operatore se l'uscita è confermata e da dove parte. Non è un dettaglio che troverai in molte guide italiane, e mi sembrava giusto che lo trovassi qui.

Sólheimajökull in inverno, con venature scure nel ghiaccio in primo piano e montagne innevate sotto il cielo azzurro
Luce bassa e cielo limpido, Sólheimajökull a febbraio

La grotta di ghiaccio di Katla non è qui

Questa è la confusione più frequente, e ammetto che all'inizio ci sono cascata anch'io. Sui social gira una grotta di ghiaccio blu e nera, con le pareti a strisce, che viene chiamata "la grotta di Katla" e che molti collocano a Sólheimajökull. Peccato che stia altrove, in un'altra lingua dello stesso Mýrdalsjökull, il Kötlujökull, sul lato est della calotta, e che si raggiunga solo con i super jeep che partono da Vík e attraversano la pianura di sabbia nera del Mýrdalssandur. Il tour dura circa tre ore da Vík, si fa tutto l'anno perché la grotta è protetta dalla cenere, e costa nell'ordine dei 200-250 dollari a persona.

A Sólheimajökull, per la verità, negli ultimi anni qualche operatore ha abbinato al trekking una piccola grotta nel ghiaccio, ma dipende da come il ghiacciaio decide di comportarsi di stagione in stagione, e nel 2026 di decisioni ne ha prese parecchie. La grotta nera e blu delle foto famose, comunque, resta quella di Katla.

Se in un itinerario vedi Sólheimajökull e la grotta di Katla nello stesso pomeriggio, ha senso solo con l'auto e con almeno un'ora di spostamento in mezzo, perché Vík è a mezz'ora e da lì il jeep fa il resto. Se invece il tuo viaggio prevede le grotte di ghiaccio del Vatnajökull, quelle vicino a Jökulsárlón, ricorda che sono un'altra cosa ancora e che si visitano solo in inverno.


Sólheimajökull o Skaftafell? Quale ghiacciaio scegliere

Chi pianifica l'Islanda, a un certo punto, si trova davanti a questa domanda, e la risposta più comune è "tutti e due", che è la risposta di chi non deve far quadrare i giorni.

Sólheimajökull vince se hai la base a Reykjavík e vuoi vedere un ghiacciaio in giornata. È il più comodo da raggiungere dalla capitale, si incastra nello stesso giro di Seljalandsfoss, Skógafoss e Reynisfjara e ti lascia tempo per il resto. E la passeggiata fino al fronte è gratis, parcheggio a parte. Il contro è che il ghiaccio è scuro, spesso opaco, e che d'estate al parcheggio arrivano pullman a raffica.

Skaftafell, nel Parco nazionale del Vatnajökull, sta a circa 320 chilometri da Reykjavík, quattro ore abbondanti di guida, e pretende almeno una notte nella zona. In cambio i trekking sul Falljökull sono più scenografici, con il ghiaccio più bianco e blu e le montagne tutt'intorno, e a meno di un'ora di strada c'è Jökulsárlón con i suoi iceberg. Se stai facendo il giro dell'isola o dormi verso Höfn, il trekking ti conviene farlo lì e tenere Sólheimajökull come sosta di mezz'ora lungo la strada.

Poi c'è il Langjökull con il tunnel di ghiaccio scavato dall'uomo, che è una cosa a sé, comoda e aperta tutto l'anno, ma artificiale. Per me la regola è: un solo giorno e nessuna auto, Sólheimajökull; un viaggio on the road con notte a est, Skaftafell per il trekking. Sólheimajökull, in ogni caso, ha un vantaggio che nessun altro ha, ed è il fatto di essere una lezione di clima a cielo aperto, con i numeri scritti su un cartello.


Un ghiacciaio che scompare a vista d'occhio

I numeri di Sólheimajökull sono di quelli che restano in testa. Il fronte viene misurato ogni anno dal 1930. Tra il 1930 e il 1969 il ghiacciaio è arretrato di quasi un chilometro, poi il clima si è raffreddato e fino al 1995 ha riguadagnato circa 495 metri. Dal 1995 in poi ha fatto una cosa sola, ritirarsi, e ha perso più di un chilometro. Nel 2018, da solo, ha lasciato sul terreno tra i 110 e i 200 metri, a seconda di chi misurava. Durante la Piccola era glaciale arrivava circa due chilometri più a valle di dove si trovava nel 2010, e da allora ha continuato ad arretrare.

Il dettaglio che mi ha colpito di più, però, è un altro. Sólheimajökull è talmente lungo che il fronte risponde in ritardo a quello che succede in cima, perché il ghiaccio impiega decenni a scendere dalla calotta fino a valle. Anche se il clima si fermasse oggi, la lingua continuerebbe ad arretrare ancora per un bel po' prima di trovare un nuovo equilibrio.

E chi lo studia non si fa grandi illusioni: secondo i ricercatori dell'Università d'Islanda, a questo ritmo entro un secolo il fronte potrebbe essersi ritirato oltre la conca della laguna. Chi lo vede oggi vede una cosa che i suoi nipoti, molto probabilmente, troveranno irriconoscibile.


Katla, il vulcano che dorme sotto il ghiaccio

Sotto il Mýrdalsjökull, la calotta da cui Sólheimajökull scende, c'è uno dei vulcani più pericolosi d'Islanda. Si chiama Katla, nella storia ha eruttato in media un paio di volte al secolo e l'ultima eruzione grande risale al 1918. Fai il conto e capisci perché in Islanda c'è chi lo definisce "in ritardo", con un certo nervosismo.

Quando Katla erutta sotto il ghiaccio, il calore fonde la calotta dall'interno e produce un jökulhlaup, un'alluvione glaciale improvvisa. La grande piena del 1918 scese sulla pianura del Mýrdalssandur, dall'altro lato della calotta, e spostò la linea di costa di qualche chilometro verso il mare. Ma anche Sólheimajökull ha avuto la sua: nel luglio 1999 un'ondata improvvisa uscì proprio da sotto questo ghiacciaio, ed è stata letta come il segnale che Katla, là sotto, si era girata nel sonno.

Il vulcano ti si presenta anche in un altro modo, meno drammatico e più puzzolente. Il fiume che esce dal ghiacciaio, lo Jökulsá á Sólheimasandi, porta con sé i gas geotermici di Katla, e in certe giornate ha un odore di zolfo così forte che gli islandesi lo hanno chiamato Fúlilækur, "il torrente puzzolente". Se attraversando il ponte sulla Ring Road ti chiedi chi abbia lasciato le uova marce in macchina, ecco, è lui.


Le leggende: la strega delle brache magiche e i due vicini litigiosi

Quando un posto è così inospitale e così pieno di rumori strani, le storie nascono da sole. Le due che si raccontano intorno a Sólheimajökull sono tra le più belle dell'Islanda del sud.

La prima spiega da dove viene il nome Katla. Nel monastero di Þykkvabæjarklaustur, poco più a est, lavorava una governante di nome Katla, temuta da tutti per il caratteraccio e per un paio di brache magiche, che permettevano a chi le indossava di correre senza stancarsi mai. Un giorno il pastore Barði, che aveva perso le pecore e temeva la sua ira, prese le brache di nascosto per radunarle in fretta. Katla se ne accorse, lo uccise e nascose il corpo in una botte di skyr, il formaggio fresco islandese. Passarono i mesi, la scorta di skyr calava e la botte si sarebbe presto svuotata fino al fondo. Quando capì che il pastore stava per riemergere, Katla si infilò le brache, corse sul ghiacciaio e si gettò in un crepaccio. Poco dopo, dice la storia, il vulcano eruttò per la prima volta. Da allora ogni tanto Katla si sveglia, e gli islandesi sanno bene di chi si tratta.

La seconda la trovi nel Landnámabók, il libro della colonizzazione, e riguarda proprio il fiume puzzolente. Þrasi, il colono che si stabilì a Skógar, e Loðmundur, quello che fondò Sólheimar, erano entrambi esperti di magia e nessuno dei due voleva il Fúlilækur nelle proprie terre. Così, a colpi di incantesimi, se lo spingevano a vicenda: uno dirottava la piena verso est, l'altro la rimandava a ovest, e il fiume andava avanti e indietro devastando la pianura, che ancora oggi è una distesa di sabbia nera e si chiama Sólheimasandur. Alla fine i due vicini guardarono il deserto che avevano creato e si misero d'accordo per lasciare che il fiume scorresse verso il mare per la via più breve, a segnare il confine tra le loro terre.

Le due alture da cui si racconta che i due stregoni si fronteggiassero portano ancora i loro nomi, Þrasaháls e Loðmundarsæti. E Þrasi, se hai letto il mio articolo su Skógafoss, è lo stesso che avrebbe nascosto uno scrigno d'oro dietro la cascata.


Come fotografare Sólheimajökull senza tornare a casa con foto grigie

Da persona che di mestiere lavora con le immagini, ti confesso che Sólheimajökull è uno dei posti più difficili da fotografare della costa sud, perché è fatto di grigi. Sabbia grigia, laguna grigia, ghiaccio sporco, cielo spesso grigio. Le foto belle che ho visto in giro hanno tutte tre cose in comune, e sono le tre che ti consiglio.

La prima è una persona nell'inquadratura. Il fronte del ghiacciaio è alto come un palazzo, ma senza un riferimento umano nella foto sembra un cubetto. Metti qualcuno sul sentiero, piccolo, in un angolo e il ghiaccio torna della dimensione giusta.

La seconda è la luce di taglio, perché le strisce di cenere si vedono bene solo quando la luce arriva di lato e le scava. D'inverno è facile, il sole resta basso tutto il giorno, mentre d'estate a mezzogiorno il ghiaccio si appiattisce e conviene la mattina presto o la sera tardi.

La terza è esporre per il ghiaccio. Se lasci fare alla macchina o al telefono, il bianco diventa grigio topo, mentre alzando di poco l'esposizione, o toccando il ghiaccio sullo schermo, lo recuperi.

Poi due cose spicce. Con il freddo la batteria del telefono cala in fretta, quindi tienilo in tasca vicino al corpo tra una foto e l'altra. E quando risali sul bus caldo l'obiettivo si appanna. Se ti piace il bianco e nero, poi, questo è uno dei posti in Islanda in cui funziona meglio, perché le strisce di cenere, la sabbia e il ghiaccio diventano un disegno e il grigio smette di essere un difetto.

Le cose pratiche in una tabella

Cosa

Come stanno le cose

Dove

Costa sud, strada 221 dalla Ring Road, tra Skógafoss (circa 15 minuti) e Vík (circa 30 minuti)

Da Reykjavík

Circa 160 km, 2 ore abbondanti di auto

Parcheggio

750 ISK, da pagare con l'app Parka

Ingresso

Gratuito

Sentiero fino al fronte

15-20 minuti a piedi, piano, ghiaia; ghiacciato d'inverno

Trekking con guida

Circa 3 ore, indicativamente 100-120 euro (versioni lunghe 150-160), scarponi obbligatori, uscite confermate giorno per giorno

Kayak sulla laguna

Circa 2 ore e mezza, prezzi simili al trekking, da maggio a settembre, dai 12-14 anni a seconda dell'operatore

Grotta di Katla

Non è qui: parte da Vík in super jeep, circa 3 ore, 200-250 dollari

Servizi

Solo bagni; niente cibo né benzina

Quando andare

Tutto l'anno; estate più comoda, inverno più suggestivo e più scivoloso

Da controllare prima

Cosa vedere nei dintorni

Sólheimajökull sta in mezzo a uno dei tratti più densi di tutta l'Islanda, e nella stessa giornata ci si abbina quasi tutto. Skógafoss è a un quarto d'ora, e se ci passi ricordati dello Skógasafn, il museo di Skógar, dove è conservato l'anello che secondo la leggenda è l'unico pezzo dello scrigno di Þrasi mai strappato alla cascata.

Poco più avanti sulla Ring Road c'è la deviazione per il relitto del DC-3 sulla spiaggia di Sólheimasandur, un aereo della marina americana che nel 1973 fece un atterraggio di emergenza senza vittime ed è rimasto lì da allora. La camminata dal parcheggio è di circa un'ora solo andata, d'inverno spesso con il vento in faccia, ed esiste una navetta a pagamento per chi la vuole saltare.

Verso est, Reynisfjara e Vík chiudono la giornata, e da Vík partono i super jeep per la grotta di Katla di cui ti ho parlato sopra. E se stai costruendo il giro della costa sud partendo da ovest, la prima tappa di solito è Seljalandsfoss.

E se cerchi un modo per mettere insieme costa sud, Circolo d'Oro e aurora senza noleggiare l'auto, trovi la mia versione nell'itinerario di 4 giorni in Islanda d'inverno.


Domande veloci su Sólheimajökull

Le domande più comuni su questo posto nascono quasi tutte dalla confusione tra "vedere il ghiacciaio" e "andarci sopra". Le raccolgo qui, così le trovi in un colpo solo.


Si può vedere Sólheimajökull senza fare il trekking?

Sì, e lo fa la maggior parte delle persone. Il sentiero dal parcheggio al punto panoramico è libero, pianeggiante e gratuito, parcheggio a parte, e ti porta vicino al fronte del ghiaccio. Dopo i cambiamenti del 2026 la regola è semplice: guardare sì, avvicinarsi al ghiaccio e ai bordi della laguna no.


Si può camminare sul ghiaccio da soli?

No. I crepacci nascosti rendono pericoloso qualunque ghiacciaio, e dopo l'estate 2026 anche il bordo del ghiaccio è considerato instabile. Sul ghiaccio si va solo con una guida certificata.


La grotta di ghiaccio di Katla è a Sólheimajökull?

No. Sta nel Kötlujökull, un'altra lingua dello stesso Mýrdalsjökull, e si raggiunge solo in super jeep da Vík. A Sólheimajökull, negli ultimi anni, alcuni operatori hanno proposto una piccola grotta abbinata al trekking, ma dipende dalle condizioni e va chiesta di volta in volta.


Quanto tempo serve?

Per la sola passeggiata, contando fotografie e sosta al fronte, un'ora abbondante. Per il trekking o il kayak con guida, mezza giornata compresi arrivo e attrezzatura.


Perché il ghiacciaio è nero?

Per la cenere vulcanica di eruzioni diverse, intrappolata negli strati di ghiaccio ed esposta man mano che il ghiacciaio si consuma.


Ha senso andarci d'inverno?

Sì, a patto di avere i ramponcini da scarpa e di accettare che la sosta sia breve. La luce bassa sulle strisce nere è una delle cose più belle che ho visto nel viaggio. Il kayak, però, d'inverno non si fa.


Sólheimajökull va bene con i bambini?

La passeggiata fino al punto panoramico sì, tenendoli lontani dalla laguna. Trekking e kayak hanno limiti di età: per il trekking di solito dagli otto anni, per il kayak dai 12 o 14 a seconda dell'operatore.


Prima di lasciarti al tuo ghiacciaio

Non so se Sólheimajökull sia la tappa più bella della costa sud. So che è quella su cui mi capita più spesso di tornare con la testa, perché è l'unico posto in cui ho avuto la sensazione che il paesaggio stesse succedendo, lì, in diretta. Se ci vai, prenditi cinque minuti in più al fronte, in silenzio, e ascolta la laguna. Poi cerca il cartello con i numeri e guarda dove sono arrivati quest'anno. Io, quando tornerò, voglio ricontrollarli.

Se hai dubbi su come organizzare la giornata sulla costa sud, o vuoi raccontarmi com'era il ghiacciaio quando ci sei passato tu, scrivimi nei commenti!

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