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Seljalandsfoss d'inverno: la cascata in Islanda che si veste di ghiaccio

Immagine del redattore: Vale
Vale
27 ago
Tempo di lettura: 8 min

Aggiornamento: 6 giorni fa

Seljalandsfoss si annuncia da lontano. Stai percorrendo la Ring Road, la strada che fa il giro dell'Islanda e a un certo punto sulla sinistra compare un filo d'acqua che precipita da una parete alta sessanta metri, dritto in mezzo al nulla. D'estate quella parete è verde di muschio. D'inverno è un'altra storia: la roccia nera si copre di colate di ghiaccio e ghiaccioli grandi come colonne, la neve disegna tutto intorno e la cascata continua a cadere come se niente fosse, testarda, in mezzo a quel mondo congelato.

Io ci sono arrivata a febbraio, come tappa di un tour di un giorno lungo la costa sud, partita da Reykjavik senza auto. Faceva un freddo serio, di quelli che ti fanno rivalutare ogni singolo strato che hai addosso, ma ne è valsa la pena fino all'ultimo brivido. In questo articolo ti racconto com'è Seljalandsfoss nella stagione fredda: cosa puoi fare, cosa trovi chiuso, come arrivarci, quanto costa e qualche storia curiosa da portarti dietro insieme ai guanti.

Cascate Seljalandsfoss, Islanda
Cascate Seljalandsfoss, Islanda

Com'è Seljalandsfoss d'inverno

Partiamo da una domanda che mi sono fatta anch'io prima di partire: la cascata gela? La risposta è no. Il fiume Seljalandsá, che nasce dal ghiacciaio Eyjafjallajökull, continua a scorrere tutto l'anno, quindi il salto d'acqua resta vivo anche a gennaio. A gelare è tutto il resto: gli spruzzi si depositano sulla roccia e sul terreno formando croste e sculture, dai bordi della parete pendono ghiaccioli enormi e il contrasto tra il basalto scuro, il bianco della neve e l'acqua in movimento è una di quelle cose che la macchina fotografica implora di inquadrare.

C'è poi un dettaglio che d'estate non esiste: nelle notti invernali la cascata viene illuminata da due grandi fasci di luce. Passarci davanti col buio, magari di ritorno da una serata a caccia di aurora, fa un certo effetto. E già che ci siamo: se il cielo è sereno e l'attività solare collabora, l'aurora boreale sopra Seljalandsfoss è uno spettacolo che esiste davvero, mica solo nelle foto dei tour operator.

Un'altra caratteristica dell'inverno islandese gioca a favore dei fotografi: il sole resta basso sull'orizzonte per tutto il giorno, quindi vivi ore e ore di quella luce dorata e radente che d'estate dura venti minuti. A dicembre la finestra di luce va più o meno dalle 11 alle 15.30, a febbraio si respira già molto meglio. Poco tempo, sì, ma tutto buono.


Si può passare dietro la cascata d'inverno?

Eccoci alla nota dolente, tanto vale affrontarla subito. Seljalandsfoss è famosa nel mondo per un motivo preciso: è una delle pochissime cascate dietro cui si può camminare, lungo un sentiero che passa nella rientranza della parete e ti mette la cortina d'acqua davanti al naso. D'inverno quel sentiero è quasi sempre chiuso.

I motivi sono due, entrambi molto convincenti. Il primo è che il passaggio, già scivoloso d'estate per gli spruzzi, con il gelo diventa una pista di pattinaggio in pendenza. Il secondo è più serio: dalla parete sopra il sentiero pendono ghiaccioli e blocchi di ghiaccio che ogni tanto si staccano e cadono e non c'è berretto di lana che ti protegga da una stalattite di venti chili. La chiusura viene decisa giorno per giorno, a volte ora per ora, in base alle condizioni. Se trovi la transenna e il cartello, rispettali senza discutere: c'è chi si è fatto male provando a fare il furbo e onestamente rovinarsi il viaggio per una foto mi sembra un pessimo affare.

Se invece capiti in un periodo mite e trovi il passaggio aperto, considerati fortunato, con una precisazione: dietro la cascata ci si bagna, tanto, e con temperature sotto zero uscire fradici ha conseguenze poco poetiche. Impermeabile vero, non il k-way della speranza.


Cosa si fa allora a Seljalandsfoss d'inverno

La chiusura del sentiero posteriore toglie una cosa e ne lascia parecchie altre. I sentieri frontali e l'area del parcheggio vengono tenuti puliti dalla neve, quindi puoi avvicinarti alla base della cascata, attraversare il ponticello sul fiume e girare tra i vari punti panoramici. Il punto che ho preferito è proprio quello oltre il ponte, con la cascata di fronte, la vasca ai suoi piedi e le persone minuscole sulla piattaforma che ti danno la misura di quanto sia alta quella parete.

Attenzione ai dintorni immediati della cascata: gli spruzzi che si posano a terra gelano, e certe zone diventano lastre di ghiaccio vivo. I ramponcini da ghiaccio, quelli con i chiodini che si infilano sotto gli scarponi, in Islanda d'inverno sono l'accessorio più sensato che esista. Li trovi anche nelle stazioni di servizio e costano poco.

Un consiglio da persona che ha imparato a proprie spese: porta un panno in microfibra per l'obiettivo della macchina fotografica. Gli spruzzi arrivano più lontano di quanto pensi e sul vetro freddo gelano in fretta, trasformando le tue foto in acquerelli involontari.


Gljúfrabúi, la vicina nascosta

A circa 300 metri da Seljalandsfoss, camminando verso nord lungo la parete, si nasconde una seconda cascata che molti si perdono per pura fretta: Gljúfrabúi, 40 metri di salto quasi interamente celati dentro una gola. Il nome significa "abitante del canyon" e pare derivi da una poesia di Jónas Hallgrímsson, il poeta più amato d'Islanda. Il masso che le fa da paravento ha un nome tutto suo, Franskanef, il "naso francese", e il fiume che la alimenta scende da una zona chiamata Tröllagil, la gola dei troll. Come biglietto da visita non è male.

Per vederla da dentro bisogna entrare nella fenditura della roccia camminando nel torrente, su pietre bagnate. D'estate è un'avventura simpatica, d'inverno valuta bene sul posto: con le rocce ghiacciate e l'acqua gelida il gioco può non valere la candela. La buona notizia è che anche solo affacciarsi all'ingresso della gola, con il rombo dell'acqua che rimbomba là dentro, ha il suo perché.

Cascate Seljalandsfoss, viste più da lontano
Cascate Seljalandsfoss, viste più da lontano

Leggende, nomi e curiosità

Cercando le leggende di Seljalandsfoss si scopre che la cascata più fotografata d'Islanda è rimasta, poverina, senza una leggenda tutta sua. In compenso è circondata da storie da ogni lato, quindi possiamo servirci dai vicini senza sensi di colpa.

A una trentina di chilometri verso est c'è Skógafoss, la sua gemella di altezza, che una leggenda ce l'ha eccome: il vichingo Þrasi avrebbe nascosto un forziere pieno d'oro nella grotta dietro la cascata. Anni dopo, un ragazzo del posto riuscì ad afferrare l'anello del baule, che si staccò lasciando il tesoro a scivolare via per sempre. Quell'anello, dice la storia, finì sulla porta della chiesa di Skógar. E sempre lungo la stessa costa, a Reynisfjara, i faraglioni neri che escono dal mare sarebbero troll pietrificati dalla prima luce dell'alba, sorpresi mentre trascinavano a riva una nave. In Islanda il confine tra geologia e fiaba è sottilissimo, ed è una delle cose che me la fanno amare.

Anche il nome di Seljalandsfoss racconta qualcosa: significa più o meno "cascata del Seljaland", dalla fattoria vicina, e dentro c'è la parola "sel", i ricoveri estivi dove un tempo si portava il bestiame ai pascoli alti. Un nome contadino per una diva internazionale.

Due curiosità per chiudere il cerchio. La parete da cui precipita la cascata è l'antica linea di costa dell'Islanda: migliaia di anni fa il mare arrivava fin lì e la pianura dove oggi parcheggi era fondale. In cima a quella scogliera fossile, poi, se ne sta il ghiacciaio Eyjafjallajökull, sì, proprio il vulcano dal nome impronunciabile che nel 2010 riempì i telegiornali bloccando i voli di mezza Europa con la sua nube di cenere. Da qui sotto sembra tutto molto tranquillo, promesso. E per la rubrica gossip: nel 2015 Justin Bieber ci ha girato un pezzo del video di I'll Show You, contribuendo non poco alla fila di treppiedi che trovi d'estate. Un motivo in più per preferire l'inverno.


Come arrivare a Seljalandsfoss d'inverno

Seljalandsfoss si trova sulla costa sud, a circa 125 chilometri da Reykjavik: sono più o meno due ore di guida lungo la Ring Road, poi una breve deviazione sulla strada 249, con la cascata già ben visibile dalla statale. La Ring Road e l'accesso al parcheggio vengono tenuti puliti, però l'inverno islandese cambia idea in fretta: se guidi, controlla sempre le condizioni su road.is e safetravel.is prima di partire e anche strada facendo.

Io ho scelto la via comoda: un tour di un giorno della costa sud in partenza da Reykjavik, che oltre a Seljalandsfoss toccava Skógafoss, la spiaggia nera di Reynisfjara e il ghiacciaio Sólheimajökull. Al momento in cui scrivo il tour parte da 116€, e se vuoi dare un'occhiata lo trovi qui.

Piccola trasparenza dovuta: il link è un link affiliati. Vuol dire che se decidi di prenotare passando di qui il prezzo per te resta identico, e al blog arriva una piccola commissione che aiuta a tenere in piedi tutto questo. Nessun obbligo, ci mancherebbe, ma se lo farai grazie davvero!

Praticamente tutti i tour della costa sud fermano qui e d'inverno lasciare a qualcun altro il volante, il ghiaccio e le raffiche di vento è un lusso che consiglio, soprattutto se come me l'idea di guidare in una tormenta ti mette addosso più ansia che spirito d'avventura.


Info pratiche: parcheggio, costi e cosa mettersi

L'ingresso alla cascata è gratuito, si paga solo il parcheggio: circa 1.000 corone islandesi, sui 7 euro, valide per l'intera giornata. Accanto al parcheggio trovi bagni gratuiti e un piccolo bar con panini e dolci, che dopo mezz'ora al vento artico assume l'importanza di un rifugio alpino.

Per i tempi, calcola dai 30 ai 60 minuti, di più se aggiungi la passeggiata fino a Gljúfrabúi. Quanto all'abbigliamento, la parola d'ordine è impermeabile: giacca e pantaloni che reggano spruzzi e vento, scarponi con una buona suola, ramponcini nello zaino, guanti touch per non congelarti le dita a ogni foto e il famoso panno per l'obiettivo.

Seljalandsfoss d'inverno in breve


Altezza

60 metri

Distanza da Reykjavik

Circa 125 km, 2 ore di guida

Parcheggio

Circa 1.000 ISK, valido tutto il giorno

Sentiero dietro la cascata

Di solito chiuso per ghiaccio

Servizi

Bagni gratuiti, piccolo bar

Tempo consigliato

30-60 minuti, di più con Gljúfrabúi

Dintorni delle cascate Seljalandsfoss, Islanda
Dintorni delle cascate Seljalandsfoss, Islanda

Vale la pena visitarla d'inverno?

Per me sì e te lo dico con onestà: se camminare dietro la cortina d'acqua è il tuo sogno islandese irrinunciabile, pianifica il viaggio tra tarda primavera e inizio autunno, perché d'inverno quel sentiero resterà quasi certamente un miraggio dietro una transenna. Se invece ti incuriosisce vedere una cascata incorniciata dal ghiaccio, con la luce radente tutto il giorno, i fari accesi nella notte e molta meno folla che ad agosto, l'inverno ti regala una Seljalandsfoss che pochi si portano a casa. Due stagioni, due cascate diverse. Io ho conosciuto quella invernale e non me ne sono pentita nemmeno per un secondo, nemmeno quando ho smesso di sentire i piedi.


Domande frequenti su Seljalandsfoss d'inverno

Prima di salutarci, ecco le domande che tornano più spesso quando si cerca Seljalandsfoss d'inverno, con risposte rapide da consultare al volo.


Seljalandsfoss gela completamente?

No, la cascata scorre tutto l'anno perché il fiume Seljalandsá arriva dal ghiacciaio Eyjafjallajökull. A gelare sono la roccia intorno, gli spruzzi e il terreno, con l'effetto scenografico che puoi immaginare.


Si può camminare dietro la cascata a dicembre, gennaio o febbraio?

Quasi sempre no: il sentiero viene chiuso per il ghiaccio a terra e per il rischio di ghiaccioli che si staccano dalla parete. La decisione dipende dalle condizioni del momento, quindi l'unico modo per saperlo è guardare i cartelli sul posto e rispettarli.


Quanto costa visitare Seljalandsfoss?

La visita è gratuita. Si paga il parcheggio, circa 1.000 corone islandesi valide tutta la giornata, e in cambio si trovano bagni gratuiti e area tenuta pulita dalla neve.


Si può vedere l'aurora boreale a Seljalandsfoss?

Sì, con cielo sereno e un po' di fortuna la zona è ottima, e d'inverno la cascata illuminata rende la scena ancora più particolare. Molti tour dell'aurora dalla costa sud ci passano proprio per questo.

La strada del parcheggio, qualcuno ha detto ghiaccio?
La strada del parcheggio, qualcuno ha detto ghiaccio?

Ci vediamo alla prossima cascata

Seljalandsfoss d'inverno è stata una delle prime cose che ho visto in Islanda, e ancora oggi, quando ripenso a quel viaggio, la memoria parte spesso da lì: dal rumore dell'acqua nell'aria gelata e da quella parete vestita di ghiaccio che sembrava messa in posa apposta. Se passi dalla costa sud nella stagione fredda, salutamela. E se ti va di continuare il viaggio con me, qui sul blog stanno arrivando gli altri articoli sull'Islanda d'inverno, dalla spiaggia nera di Reynisfjara alla caccia all'aurora da Reykjavik. Copriti bene e buona strada!

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