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Cosa vedere a Luxor in 5 giorni: itinerario completo e costi

  • Immagine del redattore: Vale
    Vale
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 15 min

Aggiornamento: 1 giorno fa

Luxor vista dall'alto, durante il volo in mongolfiera. Egitto
Luxor dall'alto, durante il volo in mongolfiera

La scelta di Luxor non è nata da un sogno nel cassetto, di quelli che ti porti dietro per anni aspettando “il momento giusto”.

È nata molto più banalmente da Google Voli.

Era febbraio, avevo pochi giorni di ferie e ancora meno voglia di sprecarli in qualcosa di tiepido. Ho aperto la mappa con la funzione “Ovunque”, ho impostato le date e ho filtrato per i voli più economici, con quell’approccio molto romantico che mi contraddistingue quando devo incastrare budget e calendario.

Tra le varie destinazioni è comparso un nome che fino a quel momento avevo sentito solo distrattamente: Luxor. Prezzo basso, sole quasi garantito e, dettaglio non secondario, inverno egiziano (quindi caldo sì, ma senza i 45 gradi che ti fanno rimpiangere la pianura padana).

Egitto, ma non la classica Sharm da villaggio all inclusive.

Ho fatto una ricerca veloce, giusto per capire se fosse un’idea sensata o una di quelle che sembrano brillanti solo sulla mappa. Nel giro di pochi minuti si è aperto un mondo: templi immensi, tombe scavate nella roccia, il Nilo che attraversa la città, la mongolfiera all’alba sopra la Valle dei Re.

Turistica, certo. Ma non nel modo chiassoso e patinato che temevo.

A quel punto io e mia cugina (entusiasta di inaugurare il suo passaporto nuovo) non avevamo più molte scuse.

Abbiamo prenotato.

E da lì, è stato davvero: Punto. E via.


Passaporto italiano con visto per l'Egitto
Passaporto in mano e visto conquistato!

Prima di iniziare: come è organizzata Luxor

Prima di mettere in fila templi e tombe, c’è una cosa fondamentale da capire per organizzare bene un itinerario di 5 giorni a Luxor: la città è divisa in due dal Nilo, e questa divisione non è solo geografica, è proprio pratica.

Da una parte c’è la riva ovest, la West Bank, dove si concentrano la Valle dei Re, i grandi templi funerari e le tombe scavate nella roccia. È la zona più “archeologica”, quella delle levatacce all’alba e delle distese di sabbia che sembrano non finire mai.

Dall’altra parte c’è la riva est, la East Bank, dove trovi il Tempio di Karnak, il Tempio di Luxor, il centro città e il suq. È la parte più viva, sempre in movimento, con un caos che da un lato incanta e dall'altro ti fa pregare ogni divinità esistente ogni volta che devi attraversare la strada.

Sembra un dettaglio, ma non lo è. Organizzare le giornate per zona, dedicando un giorno (o più) alla riva ovest e uno alla riva est, ti evita attraversamenti continui del Nilo, perdite di tempo e, soprattutto, stanchezza inutile.

E a Luxor, tra sole e chilometri a piedi, le energie vanno dosate bene.


Luxor in breve (prima di partire)

Noi siamo rimaste cinque giorni, più per necessità che per strategia: erano le date in cui i voli costavano meno e, onestamente, è stato quello il criterio decisivo. A posteriori, però, si è rivelata una scelta sorprendentemente azzeccata. Cinque giorni sono il tempo giusto per vedere tantissimo senza trasformare il viaggio in una maratona archeologica. Meno rischia di essere una corsa continua, di più può diventare ridondante se non aggiungi escursioni particolari (naturalmente questo è solo il mio punto di vista).

Il periodo ideale va da ottobre ad aprile. Noi siamo andate a febbraio e il clima era praticamente perfetto per visitare templi e tombe senza sciogliersi al sole. Unica nota: il vento talvolta può essere fastidioso, soprattutto il giorno in cui abbiamo fatto snorkeling sul Mar Rosso. Niente di drammatico, ma meglio saperlo.


Come budget base, considera tra i 400 e i 500 euro a persona per volo, alloggio e attività, esclusi gli ingressi. Ma di questo parliamo con calma, voce per voce.

Il livello di fatica? Medio. Si cammina tanto, ci si alza presto, il sole picchia anche in inverno e i siti sono enormi. Non è il viaggio in cui ti “riposi”.

È rilassante? No.

È uno di quelli che ti rimane addosso? Tantissimo.

Luxor non è la classica meta da lettino e cocktail. È intensa, polverosa, calda, decisamente turistica. Ma è anche gigantesca, nel senso più letterale e storico del termine. Ti muovi in mezzo a qualcosa che ha migliaia di anni e si vede. E si sente.


Profilo di Luxor durante la sera, collina del deserto, dune di sabbia
Profilo di Luxor durate la sera

Cosa vedere a Luxor in 5 giorni – Riva Ovest (senza distruggersi e senza annoiarsi)

Sulla riva ovest si concentra la parte più iconica e decisamente più “antica” del viaggio. È la zona delle tombe scavate nella roccia, dei templi funerari giganteschi e delle levatacce strategiche per evitare il caldo e la folla.

Se stai organizzando un itinerario di 5 giorni a Luxor, è qui che giocherai una buona parte delle tue energie. Ed è anche qui che rischi di fare l’errore classico: voler vedere tutto, tutto insieme, tutto nello stesso giorno.

Le tappe che ti consiglio di inserire sono queste (tra poco le vediamo nel dettaglio), ma con un criterio preciso: distribuire bene le visite, alternare siti enormi a cose più “gestibili” e lasciarti margine per respirare.

Io amo gli itinerari ricchi, pieni, quelli che ti fanno sentire di aver sfruttato bene il tempo. Però non amo quelli che ti portano all’ultimo giorno con lo sguardo perso nel vuoto e il desiderio segreto di teletrasportarti sul divano di casa.

A Luxor serve equilibrio. Tanto da vedere, sì. Ma con una via di mezzo tattica.


Valle dei Re

Se stai cercando cosa vedere a Luxor in 5 giorni, è dalla Valle dei Re che si parte. Non solo perché è il sito più famoso della riva ovest, ma perché è uno di quei luoghi che, nel bene o nel male, definiscono tutto il viaggio.

Qui furono sepolti i faraoni del Nuovo Regno, in tombe scavate nella roccia più di 3.000 anni fa. Niente piramidi in vista, ma un’intera valle arida che nasconde corridoi, camere funerarie e pareti completamente dipinte.

Con il biglietto base puoi visitare tre tombe tra quelle aperte in quel momento (ruotano nel tempo per motivi di conservazione e tutela). Io, seguendo il consiglio della guida, ho scelto quelle di Ramses I, Ramses IX e Ramses IV, che insieme danno un’ottima idea di quanto possano essere diverse per struttura, colori e stato di conservazione.

Scendere in quei corridoi stretti, inclinati, con le pareti interamente decorate e i soffitti ancora pieni di simboli e stelle, è un’esperienza difficile da raccontare finché non la vivi. Le foto non rendono la profondità dei colori né la sensazione di essere letteralmente dentro una montagna scavata millenni fa.


Consiglio: arriva all’apertura, intorno alle 6:00 del mattino. Dopo le 8:30 il caldo inizia a farsi sentire e i gruppi aumentano rapidamente. E quando ti trovi in uno spazio stretto e inclinato, con l’aria che circola poco, la differenza si sente eccome.

Non è silenziosa e mistica come potresti immaginarla. È organizzata, controllata, decisamente turistica. Ma resta uno dei luoghi più potenti di Luxor. E uno di quelli che, anche a distanza di mesi, ti tornano in mente all’improvviso.

👉 (Ho dedicato un articolo completo alla visita della Valle dei Re, con costi aggiornati, foto, esperienze e consigli pratici.)




Interno della tomba di Ramses III nella Valle dei Re
Interno della tomba di Ramses III nella Valle dei Re

Tempio di Hatshepsut: la donna che si fece faraone

Elegante, simmetrico, incastonato nella montagna. Il Tempio di Hatshepsut si presenta in modo straordinario ancora prima di sapere chi fosse la persona a cui è dedicato.

Hatshepsut non fu una semplice reggente in attesa che qualcun altro prendesse il potere. Governò come un vero faraone, si fece rappresentare con attributi maschili e costruì un tempio che ancora oggi colpisce per equilibrio e imponenza.

Arrivarci significa attraversare uno spazio aperto, quasi abbagliante, per poi trovarsi davanti queste terrazze ordinate che salgono verso la parete rocciosa scura. La pietra chiara del tempio contro la montagna alle spalle crea un contrasto che ha qualcosa di solenne, quasi teatrale.

Qui il caldo si fa sentire davvero. Non c’è molta ombra e il sole rimbalza ovunque, quindi cappello e acqua non sono un optional, soprattutto se visiti Tempio di Hatshepsut nelle ore centrali.

È uno dei luoghi che mi è rimasto più impresso durante i miei cinque giorni a Luxor. Forse per la storia, forse per l’architettura, forse per quell’aria sospesa che si respira camminando tra le colonne.

👉 Anche questo merita un approfondimento a parte, perché liquidarlo in poche righe sarebbe un peccato.


Tempio funerario di Hatshepsut, Luxor
Tempio funerario di Hatshepsut

Colossi di Memnone

Spesso vengono liquidati come una tappa veloce, quasi una fermata tecnica tra un sito e l’altro della riva ovest. In realtà, anche se non richiedono molto tempo, meritano comunque una sosta fatta con un minimo di attenzione.

I Colossi di Memnone sono due enormi statue sedute che un tempo sorvegliavano l’ingresso di un tempio oggi quasi completamente scomparso. Oggi restano loro, isolate, con qualche rovina alle spalle, la pianura intorno e le montagne sullo sfondo, a ricordare quanto fosse monumentale tutto il complesso originario.

Non c’è molto da “esplorare” nel senso pratico del termine, ma l’impatto visivo è immediato. Ti avvicini e ti rendi conto che quelle figure immobili, ferme lì da millenni, erano solo una parte di qualcosa di ancora più grande.

Sono perfetti come tappa intermedia tra una visita e l’altra sulla riva ovest: non ti stancano, non ti portano via ore, ma ti danno subito la misura della scala dell’antico Egitto.

E a Luxor, capire le proporzioni è parte dell’esperienza.


Colossi di Memnone
Colossi di Memnone

Medinet Habu (Tempio di Ramses III)

Se posso darti un consiglio: non saltarlo.

Il Tempio di Medinet Habu è uno di quei luoghi che rischiano di finire in fondo alla lista perché “meno famoso” rispetto ad altri nomi più altisonanti. E sarebbe un errore. È meno affollato, sì, ma incredibilmente dettagliato.

Le incisioni sui muri sono tra le meglio conservate che abbia visto durante il viaggio. Ci sono scene di battaglie, figure sovrapposte, geroglifici ancora nitidi e, in alcuni punti, colori sorprendentemente visibili. E tutto questo in spazi ampi, dove non ti senti costantemente spinto avanti da gruppi organizzati.

Se la Valle dei Re impressiona per la profondità, fisica ed emotiva, Medinet Habu colpisce per il livello di dettaglio. Ti avvicini alle pareti e ti rendi conto che potresti restare lì a osservare ogni scena per minuti interi.

In un itinerario di cinque giorni a Luxor, secondo me è una delle sorprese migliori.


Medinet Habu, tempio funerario di Ramses III
Medinet Habu, tempio funerario di Ramses III

Valle degli Artigiani

La Valle degli Artigiani è molto meno famosa rispetto alla Valle dei Re e decisamente più raccolta. Proprio per questo, però, ha un’atmosfera diversa.

Qui non venivano celebrati faraoni, ma sepolti gli artigiani e gli operai che lavoravano alle tombe reali. Persone “normali”, per quanto possa essere normale chi decorava sepolture destinate all’eternità.

Le tombe sono più piccole, gli spazi più contenuti, ma le decorazioni sono sorprendenti. E forse proprio perché sai che appartenevano a persone comuni, tutto sembra più vicino, meno distante.

L’ho trovata più intima. Più umana. Meno monumentale e più personale.

Se hai tempo, secondo me vale la pena inserirla, soprattutto per spezzare il ritmo tra un sito gigantesco e l’altro. Non ti porterà via ore, ma aggiunge una prospettiva diversa a tutto quello che hai visto fino a quel momento.


Deir el-Medina, Valle degli Artigiani, si vede un asinello che porta l'acqua per gli archeologi
Deir el-Medina, Valle degli Artigiani, si vede un asinello che porta l'acqua per gli archeologi

Cosa vedere a Luxor in 5 giorni – Riva Est

Se la riva ovest è quella delle tombe e del silenzio polveroso del deserto, la riva est è la parte più monumentale e più urbana di Luxor.

Qui si concentrano i grandi templi ancora inseriti nel tessuto della città, quelli che puoi visitare al mattino presto e poi ritrovarti, poche ore dopo, in mezzo al traffico, ai negozi e ai caffè. È una zona più viva, meno isolata e anche logisticamente più semplice da gestire se alloggi da questa parte del Nilo.

Sulla riva est trovi due siti fondamentali: il maestoso Tempio di Karnak, immenso e stratificato e il Tempio di Luxor, più compatto ma scenografico, soprattutto al tramonto o in notturna.

È la parte del viaggio in cui alterni archeologia e vita quotidiana, colonne gigantesche e clacson. E questo contrasto, secondo me, è parte del fascino.


Tempio di Karnak

l Tempio di Karnak è probabilmente il complesso più impressionante per dimensioni di tutto il viaggio. E quando dico grande, intendo davvero grande: non è un tempio, è un insieme di templi, cortili, piloni, obelischi, aggiunti e modificati nell’arco di secoli.

La sala ipostila, con le sue colonne gigantesche, è uno di quei posti che in foto sembrano già enormi… ma dal vivo cambiano completamente scala. Ti ritrovi a camminare tra queste colonne massicce, con i capitelli decorati sopra la testa e ti senti oggettivamente piccolo. Ed è esattamente l’effetto che volevano ottenere.

Metti in conto almeno due ore per la visita, anche senza guida. Io, onestamente, ci ho passato tutta la mattina senza accorgermene, perché ogni angolo sembra aprirne un altro.

Meglio arrivare la mattina presto o nel tardo pomeriggio. A metà giornata i gruppi organizzati arrivano a flotte e girare tra colonne e corridoi con la folla compatta toglie un po’ di magia (e parecchia aria mistica).


Complesso templare di Karnak, Luxor
Complesso templare di Karnak

Tempio di Luxor

Il Tempio di Luxor si trova praticamente in città, a pochi passi dal lungonilo e dal traffico quotidiano. Ed è proprio questo che lo rende particolare: esci dal caos (più o meno), attraversi l’ingresso e ti ritrovi improvvisamente dentro uno spazio antico di millenni.

Di giorno è affascinante, con il viale d’accesso, le statue colossali e le colonne che si stagliano contro il cielo azzurro. Si visita con relativa calma e, rispetto a Karnak, è più compatto e leggibile.

La sera, però, cambia completamente atmosfera. Illuminato, con le ombre lunghe e la pietra che prende tonalità più calde, diventa suggestivo e quasi teatrale. È uno di quei posti in cui vale la pena tornare anche solo per fare una passeggiata senza fretta.

Dopo giornate intense sulla riva ovest, tra tombe e sole pieno, è perfetto per chiudere la giornata con qualcosa di più rilassato, ma comunque potente dal punto di vista scenografico.


Tempio di Luxor
Tempio di Luxor

Suq di Luxor

Il suq di Luxor è caotico, rumoroso, colorato. E sì, anche piuttosto insistente.

Qui entri nella parte più viva e meno “monumentale” della città. Non ci sono colonne millenarie né silenzi solenni, ma bancarelle, spezie, lampade, tessuti, calamite e venditori che hanno un’energia inesauribile.

La contrattazione non è un’opzione, è praticamente la regola. E serve pazienza, soprattutto se non sei abituata a questo tipo di dinamiche. Non è pericoloso, questo va detto chiaramente, ma può essere stancante. Io, dopo un giro completo, avevo la sensazione di essere uscita da una lavatrice: centrifugata, un po’ frastornata, ma comunque divertita.

Non è la parte più “idilliaca” di Luxor, ma è reale. E secondo me vale la pena viverla almeno una volta, anche solo per capire un lato diverso della città, meno cartolina e più quotidiano.


Souk di Luxor
Souk di Luxor

Museo di Luxor

Il Museo di Luxor è piccolo, ordinato e sorprendentemente ben curato.

Dopo giorni passati tra siti enormi, sabbia e templi all’aperto, entrare qui è quasi una pausa mentale. Gli spazi sono raccolti, i reperti ben esposti, le didascalie chiare. Non è uno di quei musei infiniti in cui perdi l’orientamento dopo venti minuti.

Se hai poco tempo e devi fare delle scelte drastiche, è sacrificabile. Non è il motivo per cui vai a Luxor.

Ma se ti ritrovi anche solo con un’oretta libera, magari in una fascia oraria troppo calda per stare all’aperto, secondo me merita. Ti aiuta a dare un po’ di contesto a tutto quello che hai visto nei giorni precedenti, con un ritmo decisamente più tranquillo (e poi ci sono le mummie!).


Museo di Luxor
Museo di Luxor

Esperienze extra da inserire in 5 giorni a Luxor

Oltre ai templi e alle tombe, ci sono alcune attività che possono rendere il viaggio più vario e meno “monotematico”. Perché sì, l’archeologia è incredibile, ma dopo il quarto sito gigantesco il cervello inizia ad avere bisogno di cambiare stimolo.

Inserire una o due esperienze diverse nell’arco dei cinque giorni aiuta a spezzare il ritmo e a vivere Luxor da un’altra prospettiva.

Può essere la mongolfiera all’alba sopra la riva ovest, che ti fa vedere templi e campi dall’alto mentre il sole sale lentamente. Oppure una feluca al tramonto sul Nilo, più semplice ma perfetta per rallentare davvero. C’è anche chi sceglie un’escursione verso il Mar Rosso per fare snorkeling e cambiare completamente scenario per un giorno.

Non sono attività obbligatorie, ma secondo me fanno la differenza. Ti permettono di alternare polvere e pietra a qualcosa di più leggero e di tornare ai templi il giorno dopo con energie nuove.

In un itinerario di cinque giorni a Luxor, la varietà è quello che evita l’effetto “è tutto bellissimo ma non distinguo più niente”.


Mongolfiera all’alba

È stata l’esperienza più emozionante di tutto il viaggio, senza troppi giri di parole.

Sorvolare la Valle dei Re mentre il sole inizia a illuminare il deserto cambia completamente prospettiva. Dall’alto vedi le montagne aride, il Nilo che taglia il paesaggio e i templi che fino al giorno prima ti sembravano enormi… e che da lassù diventano minuscoli. È uno di quei momenti in cui realizzi davvero dove ti trovi.

La sveglia è molto presto, di quelle che ti fanno chiedere perché ti sei infilata in questa idea. Ma quando inizi a salire lentamente e la luce diventa dorata, il sonno passa in secondo piano.

Il costo medio si aggira tra i 50 e i 70 euro a persona, a seconda del periodo e di quanto sei capace a contrattare o a prenotare in anticipo.

È turistica? Sì. Decisamente. Ma per un buon motivo. E in questo caso, secondo me, è una di quelle esperienze che vale la pena fare anche se di solito cerchi di evitare le cose troppo “da cartolina”.


Esperienza mongolfiera all'alba a Luxor
Esperienza mongolfiera all'alba a Luxor

Snorkeling a Safaga (Mar Rosso)

Se senti il bisogno di spezzare completamente il ritmo tra templi e tombe, l’escursione a Safaga, sul Mar Rosso, è l’opzione più “fuori contesto” che puoi inserire.

L’acqua è cristallina, la barriera corallina è spettacolare e dopo giorni di sabbia e pietra ritrovarti in mezzo al blu ha quasi un effetto rigenerante. È una di quelle giornate in cui il viaggio cambia colore.

Detto questo, va valutata con lucidità: tra andata e ritorno considera circa sei ore totali di trasferimento. Non è una passeggiata dietro l’angolo. Significa dedicare praticamente un’intera giornata a questa esperienza.

Per me è stata bellissima, vento a parte, ma in un itinerario di soli cinque giorni a Luxor bisogna chiedersi se si è disposti a “sacrificare” tempo archeologico per il mare. Non è una scelta sbagliata, è solo una scelta da fare consapevolmente.


Snorkeling a Safaga, Egitto
Snorkeling a Safaga

Felucca sul Nilo al tramonto

Il giro in felucca sul Nilo è l’opposto delle levatacce e delle camminate infinite sotto il sole.

Si sale a bordo nel tardo pomeriggio, quando la luce inizia ad abbassarsi, il vento diventa più leggero e la città rallenta. La barca scivola piano sull’acqua, senza motore, con quel silenzio interrotto solo dal rumore della vela e da qualche voce lontana sulla riva.

Non è un’esperienza adrenalinica né “imperdibile” nel senso classico del termine. È una pausa. E dopo giornate intense, fatte di chilometri e informazioni da assorbire, una pausa così è esattamente quello che serve.

È il momento in cui smetti di correre tra un sito e l’altro e ti concedi semplicemente di guardare il Nilo, che in fondo è il vero filo conduttore di tutto il viaggio.


Giro in felucca sul Nilo al tramonto
Giro in felucca sul Nilo al tramonto



Itinerario Luxor 5 giorni: come l'ho organizzato

Ti lascio qui la struttura dei nostri cinque giorni, così puoi farti un’idea concreta di come abbiamo incastrato tutto (in un articolo a parte ti segnerò anche tutti i dettagli fra orari, spostamenti e chi più ne ha più ne metta). Non è l’unico modo possibile, ma per noi ha funzionato sorprendentemente bene (sì, anche con qualche levataccia strategica).

Giorno 1 – Riva Est, ingresso morbido

Arrivo a Luxor e primo impatto con la città.

La sera siamo andate al Tempio di Luxor, illuminato. È stato il modo perfetto per iniziare: meno faticoso rispetto alla riva ovest e già abbastanza potente da farti capire dove sei finita.

Giorno 2 – Riva Ovest intensa (ma ben calibrata)

Sveglia presto e giornata piena, ma organizzata per zone:

  • Valle dei Re

  • Tempio di Hatshepsut

  • Valle degli Artigiani

  • Medinet Habu

  • Colossi di Memnone

Nel pomeriggio abbiamo alleggerito con Banana Island e, al tramonto, felucca sul Nilo. Dopo una giornata così densa, rallentare era fondamentale.

Giorno 3 – Cambio totale di scenario

Escursione a Safaga per snorkeling sul Mar Rosso. Giornata lunga per via dei trasferimenti, ma perfetta per spezzare il ritmo “solo templi” e tornare il giorno dopo con la testa più leggera.

Giorno 4 – Alba epica e archeologia

Sveglia prima dell’alba per la mongolfiera sulla riva ovest (ne è valsa la pena). Poi visita al Tempio di Karnak, con tutta la mattina dedicata al complesso.

Nel pomeriggio siamo tornate al Tempio di Luxor per rivederlo con un’altra luce e, per chiudere in modo più movimentato, giro in quad nel deserto.

Giornata piena, sì. Ma molto varia.

Giorno 5 – Chiusura più tranquilla

Ultime ore con ritmo più morbido:

  • Museo di Luxor

  • Suq in centro per un ultimo giro (e un’ultima contrattazione)

Poi rientro.

Col senno di poi, cinque giorni sono stati intensi ma equilibrati. Abbiamo visto tantissimo, senza arrivare all’ultimo giorno completamente distrutte. E per me, in un viaggio così, è esattamente l’equilibrio giusto.


Quanto costa un viaggio di 5 giorni a Luxor?

Una delle domande che mi sono fatta prima di prenotare è stata: ok, ma quanto mi costa davvero?

Ti lascio le mie spese principali, così hai un riferimento reale e non una stima generica trovata online.

  • Volo: 91 €

  • Parcheggio aeroporto: 30 €

  • Tour Valle dei Re + altri siti: 37 € (biglietti d’ingresso esclusi)

  • Snorkeling a Safaga: 130 €

  • Quad nel deserto: 53 €

  • Mongolfiera all’alba: 58 €

  • Felucca al tramonto: 20 €

Il totale indicativo si è aggirato tra i 400 e i 500 euro a persona per cinque giorni, considerando volo, attività principali e spese extra. Ovviamente la cifra può variare in base al periodo, a quanto prenoti in anticipo e a quante esperienze decidi di inserire. Inoltre tieni conto che ho preferito prenotare tutto prima di partire, quindi non ho contrattato in loco.

La cosa che mi ha sorpresa di più è stato il rapporto esperienza/prezzo. Per cinque giorni così intensi, pieni di siti unici al mondo e attività diverse, la spesa è stata decisamente più contenuta rispetto a tante altre mete europee.

Non è un viaggio “low cost” in senso assoluto, ma per quello che offre, è stato sorprendentemente conveniente.


Vale la pena fare un viaggio a Luxor in 5 giorni?

Sì, vale la pena.

Non è un viaggio semplice e non è una destinazione “comoda” nel senso classico del termine. Fa caldo, si cammina tanto, ci si alza presto e a fine giornata la stanchezza si sente. È intenso, a tratti faticoso e non sempre perfettamente organizzato come certe mete europee.

Ma in cinque giorni puoi trovarti dentro luoghi che esistono da migliaia di anni. Puoi camminare in tombe scavate nella roccia quando Roma ancora non esisteva, sorvolare il deserto all’alba, navigare sul Nilo al tramonto. Sono esperienze che non si archiviano facilmente.

Non servono ferie infinite né viaggi di due settimane per vivere qualcosa di potente.

Serve organizzazione fatta bene. Serve aspettarsi fatica, ma anche meraviglia. Serve trovare un equilibrio fra ciò che si vorrebbe e ciò che si può spendere.

E serve decidere di partire, anche quando l’idea nasce per caso davanti a una mappa voli.

Poi il resto viene da sé.

Punto. E via 💚


Lampade arabe esposte a Luxor
Lampade arabe esposte a Luxor

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