Medinet Habu a Luxor: il tempio di Ramses III che (quasi) nessuno visita
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Quando si visita Medinet Habu a Luxor, la prima impressione è abbastanza sorprendente: questo non sembra affatto un tempio.
Sembra una fortezza.
Due torri massicce, mura alte e un ingresso che ricorda più la porta di una città fortificata che quella di un complesso religioso. Non è esattamente l’immagine che viene in mente pensando ai templi dell’antico Egitto.
E infatti Medinet Habu non è proprio “il solito tempio”.
È il grande tempio funerario di Ramses III sulla riva occidentale di Luxor, ed è uno dei complessi meglio conservati di tutta la zona.
Appena entri, però, capisci subito un’altra cosa: il faraone non aveva nessun problema di modestia.
Statue gigantesche che lo rappresentano.
Pareti intere dedicate alle sue vittorie militari.
Scene in cui il messaggio è piuttosto chiaro: il faraone vince sempre. I nemici molto meno.
Ed è curioso che, nonostante tutto questo, Medinet Habu resti uno dei siti più sottovalutati della riva ovest.
Molti itinerari si fermano prima: Valle dei Re, tempio di Hatshepsut, Colossi di Memnone… e poi si torna verso il Nilo.
Qui invece bisogna spingersi qualche chilometro più in là. E onestamente è un peccato saltarlo.
Perché basta attraversare questo ingresso tanto insolito per ritrovarsi in uno dei complessi più impressionanti di Luxor, spesso con molti meno turisti intorno.

Cos’è Medinet Habu (e perché è diverso dagli altri templi di Luxor)
Medinet Habu è il tempio funerario di Ramses III, costruito nel XII secolo a.C. sulla riva occidentale di Luxor.
Nell’antico Egitto questa parte della città era legata al mondo dei morti: qui si trovano necropoli e templi funerari dei faraoni.
La differenza è che Medinet Habu non era soltanto un tempio.
Il complesso era enorme e funzionava quasi come un piccolo centro autosufficiente. Sacerdoti, funzionari, artigiani e lavoratori vivevano qui per gestire il culto del faraone e tutte le attività economiche collegate.
Questa struttura si percepisce già dall’ingresso.
Invece del classico pilone monumentale, l’accesso principale è una porta fortificata con due torri massicce. Questo tipo di struttura si chiama migdol ed è tipico delle architetture militari del Vicino Oriente.
Ed è anche il motivo per cui molti visitatori hanno la stessa reazione: sembra più una fortezza che un tempio.
Da non confondere con il Ramesseum, il tempio funerario di Ramses II, che si trova sempre sulla riva occidentale di Luxor.
Cosa vedere a Medinet Habu: il tempio di Ramses III
Una volta superato l’ingresso, il tempio si apre in una successione di cortili e sale colonnate.
Le pareti sono ricoperte di rilievi praticamente ovunque. Non piccoli dettagli nascosti tra le colonne: qui intere superfici raccontano scene complete, con soldati, divinità, prigionieri e geroglifici scolpiti uno accanto all’altro.
In mezzo compaiono le statue colossali di Ramses III, raffigurato secondo la tradizione egizia: enorme, perfettamente composto e con l’aria di uno che sa esattamente chi comanda. Lui, ovviamente.
Gran parte delle decorazioni racconta le campagne militari del faraone. Camminando tra i cortili si ha quasi la sensazione di sfogliare un gigantesco resoconto di guerra inciso nella pietra.
Ed è proprio questo che rende Medinet Habu diverso da molti altri templi di Luxor.

Le battaglie di Ramses III e i Popoli del Mare
Tra le scene scolpite nel tempio, alcune raccontano uno degli episodi più importanti della storia dell’antico Egitto: le battaglie contro i cosiddetti Popoli del Mare.
Non sappiamo con certezza chi fossero. Probabilmente gruppi provenienti dall’area dell’Egeo e dell’Anatolia che, intorno al 1200 a.C., iniziarono ad attaccare diverse civiltà del Mediterraneo orientale.
In quel periodo crollarono interi regni, l’Egitto però riuscì a resistere.
Secondo i racconti ufficiali del tempo (che, chissà perché, tendono sempre a mettere il faraone in ottima luce) Ramses III fermò queste invasioni sia via terra sia con una grande battaglia navale nel Delta del Nilo.
Le scene sulle pareti mostrano proprio questi scontri: navi, soldati armati, prigionieri condotti davanti al faraone.
Sono rilievi incredibilmente dinamici, soprattutto se si pensa che hanno più di tremila anni.
E guardandoli viene spontaneo pensare a un altro faraone famoso per raccontare le proprie imprese sui muri: Ramses II, un nome una garanzia.
Dopo la battaglia di Qadesh fece scolpire ovunque la sua versione dei fatti, trasformando quello che probabilmente era stato un pareggio in una vittoria epica.
Nell’antico Egitto, evidentemente, la propaganda funzionava già molto bene.
Una curiosità un po’ macabra
C’è poi un dettaglio che molti visitatori notano… e che di solito lascia un attimo perplessi.
A un certo punto compaiono raffigurazioni di pile di mani tagliate.
La prima reazione è più o meno: ok… cosa sto guardando?
In realtà non è una scena casuale né un dettaglio particolarmente splatter aggiunto per drammatizzare la battaglia. Era proprio il sistema usato nell’esercito egizio per contare i nemici uccisi in battaglia.
Ai caduti veniva tagliata la mano destra e portata davanti agli scribi incaricati di registrare i risultati. Gli scribi le contavano una per una e annotavano il numero.
Sì, era letteralmente un conteggio ufficiale delle vittorie.
Nei rilievi si vedono proprio questi funzionari mentre fanno il conteggio.
Non è il dettaglio più rassicurante del tempio, ma è uno di quelli che raccontano meglio quanto fossero concrete (e a volte brutali) le pratiche militari dell’epoca.
E una volta che lo sai, è difficile non cercarlo tra i rilievi.

Quanto tempo serve per visitare Medinet Habu
La visita a Medinet Habu non richiede molto tempo, in genere 45 minuti o un’ora sono più che sufficienti per attraversare i cortili principali e osservare con calma i rilievi.
Nel mio caso, però, la visita è stata più lunga del previsto.
Sono arrivata qui dopo il tempio di Hatshepsut e prima di vedere i grandi templi di Karnak e Luxor. In pratica è stato il mio primo vero tuffo nell’immaginario dell’“antico Egitto”.
La Valle dei Re ha un’atmosfera diversa: è silenziosa, quasi solenne.
Il tempio di Hatshepsut racconta la storia di una regina che è riuscita a imporsi in un mondo di faraoni.
Medinet Habu invece racconta altro: battaglie, vittorie militari e la grandezza del faraone. Camminando tra i cortili sembra quasi di entrare in una storia scolpita nella pietra.
Ed è probabilmente anche per questo che, alla fine, è stato uno dei luoghi che mi ha colpito di più a Luxor.
Biglietti e costi di Medinet Habu
L’ingresso a Medinet Habu richiede un biglietto specifico tra quelli dei siti della riva occidentale di Luxor.
Il prezzo è generalmente intorno alle 100–120 sterline egiziane (circa 3–4 €), con tariffa ridotta per gli studenti.
Rispetto ad altri siti della zona è uno dei biglietti più economici.
E considerando quanto è grande e ben conservato il complesso, il rapporto tra prezzo e visita è sorprendentemente alto.
Come inserire Medinet Habu nell’itinerario della riva ovest di Luxor
Quando si organizza la giornata sulla riva occidentale di Luxor, l’itinerario segue quasi sempre lo stesso schema.
Si parte presto per la Valle dei Re, si prosegue con il tempio di Hatshepsut e spesso ci si ferma ai Colossi di Memnone prima di tornare verso il Nilo.
Già solo queste tappe riempiono facilmente una mattina, il problema è che la riva ovest non finisce affatto lì.
Basta spostarsi un po’ più a sud, tra campi coltivati e piccoli villaggi, per trovare altri siti che molti viaggiatori semplicemente non raggiungono.
Poco distante si trova anche Deir el-Medina, il villaggio dove vivevano gli artigiani che costruivano le tombe della Valle dei Re.
Ed è proprio in questa zona che si trova Medinet Habu.
La deviazione è breve e si può inserire facilmente nello stesso itinerario della giornata, idealmente dopo la valle degli artigiani o dopo il tempio di Hatshepsut.
Per capire meglio come funzionano taxi, traghetti e spostamenti tra le due sponde della città, può essere utile leggere anche la guida completa su come muoversi a Luxor.

Come arrivare a Medinet Habu
Medinet Habu si trova sulla riva occidentale del Nilo, circa 4 chilometri a sud della Valle dei Re.
Il tempio è facilmente raggiungibile durante la stessa giornata in cui si visitano gli altri siti della riva ovest.
I modi più comuni per arrivare sono:
Taxi o auto privata: è il modo più semplice per spostarsi tra i siti. Molti taxi offrono tour della riva occidentale che includono Valle dei Re, tempio di Hatshepsut e altri luoghi. Basta chiedere di aggiungere Medinet Habu all’itinerario.
Tour guidato: molti tour organizzati includono già Medinet Habu, soprattutto quelli che comprendono anche Deir el-Medina o altri siti meno visitati della zona.
Bicicletta: sulla riva ovest è possibile noleggiare biciclette e alcuni viaggiatori scelgono di spostarsi così tra i templi. Personalmente non è l’opzione che consiglierei a chi non è più che sicuro e pratico: il traffico può essere davvero caotico, lo stile di guida egiziano è ben diverso dal nostro e nelle ore centrali il caldo è molto forte. Può essere un’esperienza interessante solo nelle prime ore del mattino e per chi è abituato a pedalare in queste condizioni.
Consigli pratici per visitare Medinet Habu
Medinet Habu è uno di quei templi che spesso si visitano di corsa. Vale invece la pena rallentare un attimo.
Arriva la mattina presto: come molti siti della riva ovest, anche Medinet Habu è molto esposto al sole. Visitandolo al mattino presto la temperatura è più sopportabile e l’area è ancora tranquilla
Dedica almeno 45–60 minuti alla visita: il tempio non è enorme come Karnak, ma le pareti sono piene di rilievi. Fermarsi qualche minuto a osservare le scene delle battaglie di Ramses III cambia completamente la visita.
Guarda bene le pareti dei cortili principali: molte delle scene più interessanti si trovano proprio lì: battaglie navali, prigionieri, soldati e iscrizioni che raccontano le campagne militari del faraone.
Porta acqua e protezione dal sole: nella zona del tempio non ci sono molte aree d’ombra, quindi cappello, crema solare e una bottiglia d’acqua fanno davvero la differenza.
Aggiungilo all’itinerario della riva ovest: molti itinerari si fermano alla Valle dei Re e al tempio di Hatshepsut. Medinet Habu è poco più a sud e la deviazione è breve: vale assolutamente la pena includerlo.
Vale la pena visitare Medinet Habu?
Sì, decisamente.
Se devi scegliere tra aggiungere Medinet Habu o fermarti ai Colossi di Memnone, scegli Medinet Habu. Senza pensarci troppo.
Tra i luoghi della riva occidentale di Luxor, è uno di quelli che sorprende di più.
Forse proprio perché non è tra i più famosi.
Eppure basta attraversare quell’ingresso che sembra una fortezza per trovarsi davanti a uno dei complessi meglio conservati dell’antico Egitto, con pareti intere che raccontano battaglie, vittorie e propaganda faraonica.
Se hai tempo per una tappa in più, è una di quelle che vale davvero la deviazione.
FAQ su Medinet Habu
Se stai organizzando la visita, qui trovi le risposte alle domande più comuni su Medinet Habu.
Quanto tempo serve per visitare Medinet Habu?
La visita richiede generalmente 45 minuti o un’ora. Il tempio non è enorme come Karnak, ma vale la pena prendersi il tempo per osservare i rilievi delle pareti.
Medinet Habu vale la visita?
Sì. È uno dei templi meglio conservati della riva occidentale di Luxor e spesso molto meno affollato rispetto alla Valle dei Re o al tempio di Hatshepsut.
Dove si trova Medinet Habu?
Il tempio si trova sulla riva occidentale del Nilo a Luxor, a pochi chilometri dalla Valle dei Re e dal tempio di Hatshepsut.
Chi ha costruito Medinet Habu?
Il tempio fu costruito da Ramses III nel XII secolo a.C. ed era il suo tempio funerario.
Medinet Habu è incluso nel biglietto della Valle dei Re?
No. Medinet Habu richiede un biglietto separato, anche se si trova nella stessa area della riva occidentale di Luxor.












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